STATUARIO E COMPATTO IL PARTITO DEL NO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE


Tutti assicurano che le trivellazioni, anche al solo fine esplorativo, non hanno alcun impatto ambientale né rappresentano un rischio per la salute pubblica. Questo lo affermano: gli ufficiali di polizia giudiziaria del Dipartimento regionale dell’energia, l’assessorato regionale, l’Enimed e i tre sindacati confederati iblei.

Sarebbe il caso, quindi, di chiudere una volta per tutte queste inutili polemiche su eventuali e paventati rischi per la salute pubblica legati ai pozzi di perforazione nel Val di Noto e sul territorio ragusano.

Quello che si è fatto sino ad oggi è terrorismo ambientalista e bisogna chiedersi perché qualcuno vuole bloccare lo sviluppo della provincia iblea. Come fanno giustamente i sindacati.

Sul chi ha questo insano progetto non vi sono dubbi: il solito gruppetto radicale di Legambiente, la direttrice dell’Arpa di Ragusa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) una tale dott.ssa Lucia Antoci, chissà poi con quali competenze dichiara che “il territorio ibleo è uno dei più vulnerabili”, ed infine un certo Ing. Philippe Pallas, ai più sconosciuto, che pare faccia il Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Certo fa un po’ sorridere che questi della Nazioni Unite, che si sa non fanno nulla, hanno pure l’ardine di intromettersi nelle cose di casa nostra.

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AMBIENTE. RAGUSA UNA DELLE CITTÀ MENO VIVIBILI D’ITALIA


E’ stato pubblicato la XVII edizione di Ecosistema urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.


Un rapporto che analizza la qualità ambientale delle nostre città. Il report ha messo sotto la lente di ingrandimento nel 2010 107 città italiane, impiegando 25 indici tematici basati su una settantina di indicatori primari. Gli indicatori coprono tutte le componenti ambientali presenti una città: aria, acqua, rifiuti trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energie politiche ambientali pubbliche e private.

Ogni indicatore ha un peso specifico differente che alla fine contribuisce alla formazione della classifica finale. Ad esempio la salute dell’aria è il valore più importante e pesa per il 21% del risultato totale, seguono i trasporti con il 20%, l’energia e la sua gestione con un 17%, l’ambiente urbano (piste ciclabili, aree verdi ecc) con un 15%, l’acqua con il 14% ed in fine il ciclo dei rifiuti, inteso sia come produzione che come smaltimento, con il 13%.

Noi evidenzieremo solo alcuni di questi indicatori, per ovvi motivi di spazio, ricordando che per quanto riguarda la qualità dell’aria ha un peso preponderante la presenza di PM10, mentre il valore delle acque è composto da indicatori quali: consumi idrici e dispersione della rete. Per quanto riguarda il trasporto sono stati analizzati la disponibilità dei mezzi pubblici e le immatricolazioni degli autoveicoli. Per l’energia e la sua gestione sono stati monitorati consumi dei carburanti,  consumi elettrici, energie rinnovabili, politiche energetiche, certificazioni ambientali.

 

Dalla classifica finale si deduce che Belluno è la città più vivibile da un punto di vista ambientale, mentre Catania è il fanalino di coda. Tendenzialmente i primi posti sono occupati dalle città del nord, mentre gli ultimi spettano alle città del sud, nelle ultime posizione la fa da padrona la Sicilia, Ragusa è al 72° posto con un ranke del 46,65%, mentre Belluno raggiunge il 71,48%. La media nazionale è del 49,36%.

Diciamo che Ragusa non naviga in acque tranquille anche se negli ultimi anni pian piano sta risalendo la classifica.

Una selezione degli indicatori più significativi per Ragusa.

Qualità dell’aria.

La media valori medi annuali registrati da tutte le centraline colloca Ragusa al 4° posto per la quantità di biossido di azoto presente nell’aria, mentre scende al 12° posto per la presenza di pm10 (polveri sottili) nell’aria.

Consumi idrici e carenza idrica

Ragusa si attesta al 34° posto con 154 l/ab ogni giorno, mentre scende al 59° posto per quanto riguarda la dispersione di acqua, con perdite pari al 33% delle risorse idriche immesse nella rete.

Ciclo dei rifiuti

Il raggiungimento del 50% del riciclo dei rifiuti prodotti  è l’obiettivo fissato dalla finanziaria 2007-2009, un traguardo raggiunto solo da 17 comuni su 107 analizzati. Tra questi 17 va segnalata le città di Pordenone che in un solo anno ha incrementato la raccolta del 30%. 20, invece, sono i comuni che restano sotto il 15%, 34 i comuni che si attestano al 25%.

Ragusa è all’83° posto con una percentuale del 15,6%.

Invece si attesta al 30° posto per produzione pro capite di rifiuti l’anno, con 517,6 Kg/ab.

Trasporti

A Ragusa ci sono 70 automobili ogni 100 abitanti, è al 91° posto

Mentre per quanto riguarda il consumo pro capite annuo Ragusa si attesa al 100°posto con un consumo di 676 kep

Energie rinnovabili e teleriscaldamento

Solare termico mq istallati su edifici comunali per 1000 abitanti, Ragusa è al 17° posto con 2,45 mq impiantati

Solare fotovoltaico kiloWatt istallati su edifici comunali ogni 1000 abitanti, Ragusa è all’8° posto con 2,76 kiloWatt

Certificazioni ambientali: ISO 14001 – N° certificazioni 14001/1000 imprese attive per provincia

Ragusa si attesta al 55° posto con 2,37 aziende certificate su 1000 esistenti

Politiche energetiche: incentivi, diffusione fonti energetiche acquisto energia rinnovabile

Ragusa si attesta al 36° posto con 36 di ranke

Pianificazione e partecipazione ambientale, l’indice è composto da: Agenda 21, progettazione partecipata, bilancio ambientale e bilancio sociale. Approvazione: piano emergenza, piano urbano traffico, piano energetico comunale, piano zonizzazione acustica

Ragusa è al 79° posto con un ranke di 27.

Eco management. Indice calcolato su un valore massimo di 100 è composto da utilizzo di carta riciclatanegli uffici comunali, auto comunali ecologiche, prodotti equo&solidali, certificazione ambientale del Comune, raccolta differenziata del Comune

Ragusa si attesta al 43° posto con un ranke di 26

Per visualizzare la classifica completa clicca qui

CHI NON VUOLE ILPIANO PAESISTICO?


Il prossimo 15 novembre presso l’aula consiliare del Comune di Ragusa si riunirà il tavolo per lo sviluppo e le osservazioni sul Piano Paesistico, ovvero si riuniranno tutti coloro che a questo piano sono contrari, col fine di stilare un documento atto a cancellare la maggior parte dei vincoli posti in essere dal Piano stesso.

Perché ciò a cui abbiamo assistito in questi mesi, ovvero da quando il Piano è stato approvato lo scorso 10 agosto, altro non è che un cliché che noi di questo giornale conosciamo bene, infatti è lo stesso modus operandi utilizzato dalle stesse persone (fisiche e giuridiche) nei confronti dell’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. La stessa veemenza, la stessa presunzione, gli stessi argomenti, le stesse formule verbali, le stesse barricate, lo stesso terrorismo!

Assessore Regionale BB. CC. Gaetano Armao

“Non possiamo accettare un’imposizione calata dall’alto”, “Queste scelte ingessano l’economia del territorio”, “Manca la concertazione”, “Così si decreta la fine del comparto agricolo e zootecnico” ecc ecc. In fondo si parla sempre di tutela del territorio, di regolamentazione e del rispetto dei nostri beni paesaggistici contro i soliti interessi privati, veri o presunti, come quelli confindustriali, di confcommercio e di confesercenti.

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Provincia. L’ennesimo incontro sul Parco degli Iblei


Oggi alla Provincia di Ragusa si è svolto l’ennesimo incontro sul Parco degli Iblei.

Grazie al Presidente Franco Antoci ed all’assessore provinciale Salvo Mallia, stamane è stato riunito un folto gruppo di rappresentati della politica (sindaci, vice-sindaci, assessori ecc ecc), della società civile e delle organizzazioni di categoria (C.I.A, C.N.A, Federalberghi, Legambiente ecc ecc) per iniziare a discutere concretamente sulla perimetrazione del parco.

Presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci

Come sempre, però, è stata semplicemente l’occasione per non parlare di nulla o meglio per avere la prova della totale inettitudine della nostra classe politica.

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