Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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Approvato Lodo Alfano. La pusillanimità dell’UDC


E’ stato approvato in Commissione affari costituzionali il cosiddetto lodo Alfano o meglio la sospensione dei processi riguardanti il Capo dello Stato e del Governo, anche per fatti antecedenti all’assunzione della carica. Con 15 voti a favore e 7 contrari l’emendamento del relatore  Carlo Vizzini è stato approvato.

senatore Carlo Vizzini

Scontate le reazioni: per Bersali (PD) è una “vergogna”, per Di Pietro (IDV) è stato il banco di prova per testare la veridicità delle posizioni di Fini (FLI) e dei finiani che “al primo vero passaggio ha appoggiato una norma che garantisce l’impunità al premier», insomma nulla di nuovo sotto il sole, la maggioranza è contenta per l’avvio di una riforma che garantisce un po’ di democrazia a questo martoriato Paese e l’opposizione indignata per il continuo attacco alla democrazia da parte del premier Berlusconi.

 

Pier Ferdinando Casini

Fra tutti come sempre si distingue Pier Ferdinando Casini (UDC), difensore e rappresentante del peggior cerchiobottismo di marca italica. Sempre attento a non calpestare nessuno, ma a decantare ai 4 venti la sua presunta indipendenza intellettuale e morale si esprime a proposito del Lodo così:

Lo scudo retroattivo approvato ieri dalla commissione del Senato non ci piace per nulla, è un errore anche politico. Però si tratta di un’anomalia italiana, per cui realisticamente bisogna prendere atto che la soluzione del Lodo Alfano comportava quasi inevitabilmente questa fattispecie giuridica.

Come dire tutto ed il contrario di tutto e cosa fa l’amarcord democristiano di Pier Ferdinando? Vota a Favore del Lodo? Vota contro? No! Salomonicamente si astiene, per la pace di tutti e per non dar fastidio a nessuno. Critica la proposta di riforma, la giudica un’anomalia giuridica, un errore politico, ma si astiene, lui, non vuol mettere veti o meglio non vuole prendersi responsabilità né in un senso né nell’altro, così da non precludersi in un futuro prossimo una condanna decisa del Lodo o una difesa appassionato del Lodo, in base al vento che tira.

 

 

 

 

La guerra delle cifre? un errore macroscopico quello del Pdl, non potevano essere 200.000 i manifestanti


Ieri si è svolta una bellissima marcia di protesta contro il governo Berlusconi. Una festa che ha superato di gran lunga le aspettative, una manifestazione di forza che non può essere sottovalutata, o meglio qualsiasi governo non la sottovaluterebbe, tranne questo, maestro indiscusso della mistificazione, della menzogna e, come direbbe qualcuno, del capovolgimento della realtà.

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Nani e nanetti tra le pieghe del Governo Berlusconi. Alleanza Nazionale, Castelli, la Mussolini, la Brambilla e tanti altri ancora


Poco più di due anni fa la Casa delle Libertà impazzava dalle colonne dei giornali accusando la proliferazione di poltrone e poltroncine nel neoeletto Governo di centrosinistra (giustissimo). Ministeri, sottosegretariati e deroghe vari avevano fatto conquistare al Governo Prodi un triste record sino ad allora detenuto dal VII Governo Andreotti.

Prodi battè per un totale di 102 poltrone i fatidici 100 posti della squadra andreottiana (12 aprile 1991 al 24 aprile 1992).

(Qualche esempio) Mario Landolfi, divertito, parlò (11 giugno 2006) del naturale sbocco di quella maggioranza, “il cui unico collante era la gestione del potere”. Antonio Leone (28 giugno 2006) parlò, dalle colonne de Il Tempo, di “un indiscriminato aumento dei membri del governo ed ancora Giulio Tremonti (14 luglio 2006) dichiarò: “avete moltiplicato i ministeri, ne manca solo uno, quello dell’Intelligenza”.

facciamo un po’ di conti…..

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Israele. La fiera del libro, antisionismo o democrazia?


  

Qualche giorno fa a L’Infedele, la trasmissione condotta da Gad Lerner su La7, si è discusso di ebraismo, Israele e della paura del mai sopito antisemitismo. L’occasione è stata fornita alla redazione del L’Infedele dalla prossima apertura della Fiera del Libro di Torino (dal 8 al 12 maggio) e dalle tante polemiche sorte contro gli organizzatori che hanno scelto Israele come paese ospite per questa edizione, anche perché questo sarà l’anno del 60° Anniversario della fondazione dello Stato ebraico.

Come sempre  tutti hanno perso l’occasione di agire secondo ragione.

C’è chi brucia le bandiere, chi grida allo scandalo e chi difende miopiamente questa o quell’altra fazione. Ma nessuno di questi ha mai pensato solo per un attimo di abbandonare la bandiera dell’isteria e della partigianeria più becera. Lo stesso presidente della Fondazione per la Fiera del Libro, Rolando Picchioni, si è visto tristemente costretto a difendere la sua scelta. “Nessun contatto fra Stato e Stato. La decisione di invitare Israele quale Paese ospite della Fiera della Libro di Torino è nata da una passeggiata con alcuni esponenti torinesi della Comunità ebraica”. Ma anche lui poteva fare uno strappo alla regola, che si è guradato bene dal fare.

Non parliamo poi di quella Claudia De Benedetti dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, fieramente presente, con tutta la sua tracotanza alto-borghese, nel salotto di Gad Lerner. La quale interpellata, poche volte a dir la verità, dal conduttore è riuscita semplicemente a sottolineare l’importanza che ha questo invito per il popolo e la cultura ebraica. Proseguendo con la sua fiera tracotanza non ha fatto altro che glorificare la scelta di sventolare, alla Fiera di Torino, le bandiere dello stato ebraico, vessilli che verranno portati in massa proprio da lei e dai suoi collaboratori. Nulla di male, se non fosse che Israele non è semplicemente uno Stato, non è semplicemente la Nazione ebraica, perché dietro, a fianco e davanti il concetto, il significato dello Stato Israeliano ci sono innunerevoli significati, valori, principi o semplicemente realtà che hanno la stessa dignità e perciò non possono essere lasciati in balia degli eventi.

La Fiera del Libro dovrebbe essere sinonimo di cultura e la cultura dovrebbe essere sinonimo di dialogo, confronto, emancipazione nonché di pace.

Cosa sarebbe costato fare uno strappo alla regola? cosa sarebbe costato ergersi al di sopra della mediocre partigianeria? e ancora cosa sarebbe costato chiedere agli organizzatori della Fiera del Libro di fare uno strappo alla regola ed invitare per l’Edizione del 2008 due Stati come ospiti. Due “Nazioni” che 60 anni fa hanno visto i loro destini incrociarsi tragicamente ed indissolubilmente.  Sicuramente tanto visto che nessuno lo ha fatto e nessuno a quanto ne sappia ha sollevato questa malsana possibilità. Certo è che se in Italia, un Paese sicuramente e fortunatamente vicino (con diverso slancio) al futuro di questi due popoli, si inciampa così goffamente su tali questioni, figuriamoci in una terra martoriata ed intrisa del sangue dei figli di quei due popoli.

Come se non bastasse il nostro presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ex fascista ma purificatosi con l’abluzione in Terra Santa nel 2003 ha ritenuto giusto nonché doveroso, salvo poi smentire, come gli ha ben insegnato il suo precettore (Silvio Berlusconi), di paragonare le gravi contestazioni di Torino con il fatto che un gruppetto di nazi, ben conosciuto dalla digos e dall’autorità giudiziaria, hanno picchiato ed ucciso un ragazzo, così per diletto, per gioco. Gianfranco Fini:

“Quel gruppo neonazista va preso, messo in galera e rieducato, non ci può essere nessun tipo di solidarietà”. Però, rispetto a questo episodio, sono “molto più gravi” le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino. Lo ha dichiarato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante le registrazioni di “Porta a Porta”.

e poi ha detto:

“Sono polemiche inventate, quando non si hanno argomenti per polemizzare allora si inventano. Io non ho mai difeso i naziskin che sono da condannare assolutamente, ho solo detto che i due fenomeni, quello di Verona e quello della fiera del Libro di Torino non sono paragonabili tra di loro”.

 

Quando è solo un simbolo religioso (ipse dixit, Gianni Alemanno)


 

Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.

 

Art. 1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.

-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

 

lunedì 28 aprile in Campidoglio (aggiunto postumo)

 i camerati acclamano il nuovo sindaco di roma

PPL o Partito delle libertà. Berlusconi a Piazza Pietra e gli altri quando impareranno?


E’ nato, già lo si sapeva, qualcuno lo aveva annunciatola la scorsa estate (La Stampa), Berlusconi lo aveva smentito, ma finalmente l’ultima creatura del Cavaliere ha visto la luce. Di sicuro non è un lieto evento e non perché non sono un suo fan sfegatato, ma perché, ancora una volta, la sinistra o il centrosinistra hanno perso terreno, sia dal punto di vista mediatico che meramente politico. Il Cavaliere non si smentisce e a ragion veduta. Se quest’ultimo periodo poteva sembrare ai più, una sorta di crepuscolo del castello berlusconiano, eccolo risorgere a nuova vita.

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La nascita del Partito democratico di certo non è stato un bel regalo al centrodestra, come non lo è stata la scissione di Storace da An o la sempre crescente opera di delegittimazione che i vari Fini e Casini hanno messo in essere nei confronti della leadership berlusconiana. E Lui? Lui non si perde d’animo e con la solita virulenza torna al contrattacco.

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Prima, riempie  i telegiornali e i giornali delle sue premozioni sulla fatidica quanto ineluttabile spallata al Governo. Ma ciò non si avvera ed escogita la politica del “gazebo” e giù con le cifre da contrapporre ai quasi 4 milioni del PD. 5, 7, 8 ed infine 10 milioni di presunti scontenti, di cui la metà, lo dice lui stesso, avevano votato per Prodi. Contemporaneamente, l’11 Novembre, va all’Assamblea costituente de La-Destra di Storace. Saluta la platea, non si scompone minimamente quando Storace stesso dice di non rinnegare il fascismo e si gode il momentaneo bagno di folla. Certo il giorno dopo, dovrà “scusarsi” con Leone Paserman, presidente dell’UCEI di Roma (Unione comunità ebraiche italiane), che non aveva visto di buon grado il suo ossequioso silenzio. Ma l’ex premier va avanti. Prima dice di non voler istaurare nessun tipo di trattativa con il centrosinistra, poi consigliatto, ritratta. Fa il muso duro ai suoi dissidenti e inizia a parlare di proporzionale. In fondo è lui il leader del primo o secondo partito d’Italia. Infine, fonda il Partito del popolo italiano delle libertà, incoronando la più chiaccherata delle presenzialiste dell’ultimo periodo, la “Salmonata”, al secolo Michela Vittoria Brambilla.

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Lui è un politico, oramai navigato, un imprenditore, dalle indubbie origini, ed è l’indiscusso signore della comunicazione. Marketing ovvero come riuscire a vendere l’inessenziale a chi ha bisogno di tutto. E così eccolo presentare il suo partito come fosse un nuovo organismo politico, appunto il PPL. Con un simbolo che è uguale o molto simile al precedente ci parla e ci spiega come questo nuovo soggetto politico sia indispensabile per la vita del paese. Sconfitti gli comunisti non si può che andare avanti con i volti giovani (tra i quali Capezzone) e tante tante donne (tra le quali la Brambilla). I colonnelli di Forza Italia, come i vari Cicchitto, Bondi e Bonaiuti, hanno dovuto attendere fuori da Piazza Pietra a Roma, e sono entrati alla chetichella, quasi in punta di piedi dopo il discorso di apetura dell’ex premier. Una mossa indispensabile, se no con quale faccia si sarebbe scagliato contro i vetusti occupanti del Parlamento italiano? Sta cavalcando l’onda dell’antipolitica? Vuoi vedere che prima o poi  si scaglia contro i condannati in via definitiva che siedono indisturbati sugli scranni parlamentari? Forse è troppo, ma staremo a vedere.

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Ma in tutta questa bagarre che fanno i mille corpuscoli della sinistra o del centrosinistra? Non è ben chiaro. Veltroni schiaccia l’occhiolino a Fini, il signore della comunicazione del centrosinistra fa spogliare delle avvenenti signorine per Prodi, il che non è male e senza ironia anche questa è comunicazione, ma poi? Certo c’è pure il loft che sarà la fucina dei sogni democratici e il prossimo 9 dicembre dovrebbe nascere la federazione della sinistra (Sinistra democratica – Comunisti italiani – Verdi – Rifondazione) e poi? Niente. Non sarebbe il caso di affilare le unghie? Di preparare una strategia visto che le amministrative sono vicine e il Governo è sempre a rischio di implosione? Perché il centrosinistra non pubblicizza fino alla nausea tutto quello che questo Governo, a fatica, sta facendo?