Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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la confusione del giustizialista berlusconi


Le elezioni si avvicinano e gli scandali si accumulano. la tensione si fa palpabile e il Cavaliere, che teme l’ennesima deblacle regionale, corre ai ripari e fa un po’ di confusione o ci getta in confusione.

E’ di pochi giorni fa l’ultima delle sue uscite in favore di un parlamento pulito. via i corrotti, via chi è in odor di mafia, via i ladri e i concussori, cioè chi ha recato danno alla pubblica amministrazione. Bravo verrebbe da dire, ma non erano le proposte del populista Grillo e del giustizialista Di Pietro?

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Il Corriere della Sera cita il nostro blog. Sbagliando!


Stamane navigando in internet, con mia enorme sorpresa, ho visto un nostro post (Dopo Berlusconi è toccato pure a Benedetto XVI) ripreso dalla pagina di Roma del Corriere della Sera, la cosa che mi ha rattristato è stata che il giornalista o la giornalista ha totalmente frainteso il nostro intento, infatti dopo aver riportato le cose da noi scritte conclude scrivendo:

come a lasciar intendere che non si tratta di un semplice incidente

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Berlusconi e i risvolti mediatici dell’attacco a Milano


La violenza va sempre condannata. L’atto compiuto da Massimo Tartaglia a Milano contro il premier Silvio Berlusconi è decisamente deprecabile e va stigmatizzato con decisione. Giusto ed ovvio.

Berlusconi ferito al volto

Come d’altra parte è ovvio il ribaltamento dei ruoli in questa storia, ovvero il carnefice diventa vittima e la vittima diventa un martire, un eroe.

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Intercettazioni telefoniche. Privacy e diritti individuali nell'americanismo odierno


Antonio Di Pietro si schiera contro la legge sulle intercettazioni e lo confessa al blog di Beppe Grillo. «Siamo ormai ridotti alla informazione giudiziaria, scrive Beppe Grillo, per sapere cosa succede. E ci vogliono togliere pure quella. Il governo Prodi è nato morto con l’aborto della nomina di Mastella alla Giustizia».

Mentre il popolo italiano si abitua ai continui scandali, che ad intervalli regolari deflagrano in questo o in quel settore, la nostra classe dirigente, dimentica delle sue ataviche differenze, si trincera dietro un muro di democraticità, di diritto alla privacy e di diritti individuali.

E così mentre vallettopoli, calciopoli, tangentopoli e con loro i furbetti del quartiere e le varie scalate, hanno caratterizzato, per quanto ne possiamo sapere, gli ultimi anni della democrazia italiana, i nostri politici hanno deciso di imbavagliare l’informazione. Di punire l’anello debole della catena (i giornalisti, punibili pecuniariamente, sino a 100.000 euro, ma anche penalmente) e di lasciare nella sua naturale ignoranza la cittadinanza, che, se passasse la legge, verrebbe informata solo a chiusura del processo. E così, però, il cittadino potrebbe continuare del tutto indisturbato a fare il tifo per questa o quella squadra di calcio, per questo o quel governatore, per questo o quel politico, giornale, banca o assicurazione che dir si voglia.

Ma la legge, che tra poco verrà discussa in Senato, raggiunge anche un altro obiettivo, che è quello di permettere al giornalista di farsi gli affari suoi e quindi viver meglio, lontano dalla morbosità del quotidiano.

Con buona pace per i futuri golaprofonda, Nixon e Watergate.

[Alcuni passi della lettera del Ministro Di Pietro]

I nostri emendamenti si propongono di eliminare le pesanti sanzioni, anche penali, ai giornalisti, che sono l’anello debole della catena, e di garantire la possibilità di accedere alle intercettazioni durante le indagini preliminari una volta messe a disposizione delle parti e riconosciute rilevanti ai fini penali.

Le intercettazioni di D’Alema e Fassino, come quelle dei politici legati a Berlusconi, hanno infatti un significato “politico” e, per questo, non possono e non devono essere sottratte alla valutazione degli elettori.

La stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo ha dato pienamente ragione alla nostra decisione di non votare al Senato il testo sulle intercettazioni. Lo ha fatto con una recente sentenza che ha condannato la Francia per violazione della libertà di espressione in relazione ad una condanna dei tribunali francesi di due giornalisti per la pubblicazione di un libro sul sistema di intercettazioni illegali durante la presidenza Mitterrand.

bavaglio.jpg

Firma anche tu contro la legge bavaglio-Mastella

vedi anche:

I giornalisti europei bocciano ancora una volta la praxis italica…

Intercettazioni. Tutti allarmati tranne Berlusconi & Co.

Le intercettazioni e le falsità costruite ad hoc…