La Cassazione conferma la condanna a 7 anni a Totò Cuffaro


totò cuffaro

Fonte Ansa

Confermata, a carico dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell’ambito del processo ”talpe alla Dda”. Lo ha deciso la seconda sezione penale. E’ diventata quindi definitiva la condanna di Salvatore Cuffaro a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio. L’ex governatore della Sicilia rischia di andare in carcere.

Entro cinque giorni sarà notificato l’estratto della sentenza a Salvatore Cuffaro. Cuffaro, comunque, potrebbe decidersi di costituirsi in carcere anche prima dello scadere dei cinque giorni. In passato, dopo la condanna definitiva, l’ex parlamentare Cesare Previti si costituì spontaneamente nel carcere romano di Rebibbia.

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GIOACCHINO GENCHI. UN SERVITORE DELLO STATO SOTTOATTACCO 


Abbiamo intervistato Gioacchino Genchi, poliziotto dal 1985, oggi è vice questore di Palermo. Nel 1996 divenne consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria e diede il suo contributo alla risoluzione di importanti indagini e processi penali. Ha collaborato come consulente informatico con molti magistrati tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Esperto di informatica e telefonia si occupa di incrociare i tabulati delle telefonate in processi di grande importanza, quali quelli sulla mafia, che hanno rivelato il rapporto tra la mafia e il complesso giuridico-economico-politico della seconda Repubblica Italiana.

Secondo Berlusconi Genchi avrebbe intercettato 350.000 persone. Genchi non ha mai svolto una sola intercettazione, il suo compito infatti era quello di analizzare tabulati telefonici, che tuttavia l’allora presidente del Copasir Francesco Rutelli riteneva delicati e rilevanti quanto le intercettazioni.

Nel febbraio del 2009 è stato aperto un procedimento penale a carico di Gioacchino Genchi presso la Procura di Roma. Il 26 giugno 2009 Genchi viene scagionato, poiché non ha violato la privacy di nessuno.

Il 23 Marzo 2010 a Genchi viene comminata un’ulteriore sospensione di 6 mesi dal servizio, firmato dal capo della polizia, Antonio Manganelli, rischiando così la destituzione dal servizio.

 

Come mai dottor Genchi ha deciso di dire tutto? Di Pubblicare un libro dal sottotitolo così pesante: “Storia di un uomo in balia dello Stato”.

Il libro è la risposta al cosiddetto “Caso Genchi” e al clamore mediatico che tutto ciò ha suscitato. Il libro è nato dalla necessità di difendermi da tutta una serie di falsità che sono state dette sul mio conto. Se si pensa che anche importanti testate, non allineate alla clac berlusconiana, si sono unite a questo coro infamante ci si può rendere conto della dimensione del caso.

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SEQUESTRATA PER TRUFFA LA CANTINA VINICOLA DEL FEUDO ARANCIO


L’ombra della mafia si allunga su Mezzacorona S.p.A., una delle realtà vitivinicole più dinamiche e innovative d’Italia

Lo scorso 27 luglio la Guardia di Finanza di Ragusa e il Procuratore della Repubblica, Carmelo Petralia, hanno posto sotto sequestro l’importante cantina vinicola del Feudo Arancio sita nel comune di Acate. “Un atto che non ha voluto interferire – dichiara il Comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Francesco Fallica – sulla produzione vinicola e quindi sull’occupazione in un momento delicato quale è quello della vendemmia”.

Questa operazione è stata il frutto della normale attività di monitoraggio delle Fiamme Gialle per quanto riguarda l’erogazione dei contributi pubblici a soggetti privati, un’attività che ha permesso nella fattispecie di sventare una truffa di 4,366 milioni di euro ai danni dello Stato e della Comunità Europea, ordita dalla società Future Tecnologie Agroambientali s.r.l., facente parte del Gruppo Mezzacorona S.p.a.

L’indagine denominata Old Tower riguarda tre società, appartenenti al Gruppo suddetto,  una di Acate e due del Trentino Alto Adige.

In sintesi la frode consisteva nell’acquisizione di finanziamenti pubblici grazie all’esibizione di false fatture derivanti da compravendite fittizie di immobili. In pratica la Future Tecnologie Agroambientali s.r.l. aveva acquistato la cantina del Feudo Arancio da un’altra società sempre di proprietà del Gruppo Mezzacorona, cioè la società acquirente e la società cedente sono dello stesso proprietario, la famiglia Rizzoli.

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dell'utri non è mai stato mafioso, aveva ragione berlusconi


Nonostante una condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa ed un’altra in cassazione per frode, il fidatissimo Dell’Utri nonché mentore delle giovani leve di Forza Italia se la prende con Caselli, l’antimafia e tutti quei tribunali che proprio non hanno null’altro da fare che fargli perdere tempo:

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“L’Antimafia non è finita. C’è e ci sarà finchè esiste la mafia ed è un bene (detto da lui…). Credo, tuttavia (eccolo), che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato (certo si sono messi pure a condannare..), soprattutto quando alcuni procuratori antimafia ‘fanno politica (vuoi che non c’entravano le toghe rosse?)'”

e poi torna sul vecchio tormentone:

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Fede un leccapiedi che si crede un giornalista


A Saviano non bastava essere perseguitato dalla camorra, non gli bastavano neanche le frecciate di un razzista quale è Roberto Maroni, gli mancava pure la predica di un leccapiedi che da troppi anni si spaccia per giornalista:

Fede va radiato dall’albo.