Il Gioco delle tre carte. L’ex Pdl, il Polo della Nazione e l’antipolitica


Il countdown dei partiti è iniziato. Era un po’ che aleggiava, ma adesso possiamo dire che ci siamo. Prima lo spread con la crisi, quindi lo spauracchio greco ed il Governo Monti. E ancora le inchieste dei tribunali di mezza Italia che colpiscono il PD al nord e al sud, dimezzano o azzerano i vertici della Lega Nord e poi il Pdl, che con i suoi esponenti è sempre un must per ogni procura. Ma tutto ciò non era stato sufficiente a far crollare il teatrino della politica, occorreva la fatidica goccia. Ci ha pensato Grillo con il suo Movimento o meglio con il suo presunto 10% ad accellerare il moto di distruzione.

Tutto questo, naturalmete, poggia sul sostanziale fallimento del governo Monti e sul fatto che il popolo italiano pian piano ne sta prendendo coscienza.

Già l’anno scorso, quando il governo retto da Silvio Berlusconi era solo il fantasma di se stesso, pian piano si faceva largo l’idea che il Popolo della Libertà era giunto, come il suo leader, al capolino. Si parlò della nascita di un nuovo partito,  che avrebbe soppiantato il “vecchio” Pdl, legato a doppio filo con il Partito Popolare Europeo. Un soggetto politico che, avendo messo alla porta il Cav., avrebbe preso nome e linee di pensiero proprie del Ppe. Poi si parlò pure dell’eventualità della nascita di due partiti il Ppe, appunto, ed un secondo retto da Berlusconi e dai suoi fedelissimi. Oggi le cose sono finalmente più chiare.

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POCHISSIME NAZIONI PUNTANO SUL NUCLEARE


«Sarebbe una follia totale per i governi riporre la loro fede nel nucleare per cercare una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Sia gli aspetti economici che il fattore tempo sono contro il nucleare», ha dichiarato Jan Beranek di Greenpeace International.
«L’energia nucleare è la sola alternativa disponibile per controllare efficacemente e con costi sostenibili le emissioni di CO2», lo ha dichiarato invece Alessandro Clerici, attualmente membro del Comitato per l’Energia di Assolombarda.
«Il fanatismo ideologico di una parte politica ci ha vietato la strada del nucleare», ha dichiararlo è stato, invece, Silvio Berlusconi

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l’isteria mafiosa della santanché


Fonte: Coisp – Sindacato indipendente della polizia

“Ed ora, signori superiori, richiamateci tutti! Ci spiace parafrasare lo slogan di un’associazione di giovani, ma ci sembra il modo più efficace per condannare, senza se e senza ma, i metodi intimidatori messi in atto in perfetto stile mafioso dalla signora (signora per titolo e non certo per merito) Santanchè che in pubblico, durante la puntata di Anno zero, ha minacciato Alessia F., componente della struttura nazionale del Coisp, ma prima di tutto una donna ed un poliziotto”.


E’ sdegnata la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole di Daniela Santanchè che, non avendo argomentazioni forti per controbattere civilmente e democraticamente a quanto affermato da Alessia, è passata alle minacce ed agli insulti pronunciati con protervia ed arroganza.
“Berlusconi minaccia i magistrati nel silenzio più totale del ministro della giustizia e per parlare con gli italiani e raccontare solo le sue verità il premier utilizza lo stesso metodo di Bin Laden, i video messaggi – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – i parlamentari avvocati del Pdl pretendono che il Capo della Polizia riferisca di indagini in corso senza che il ministro competente spenda una sola parola per dissociarsi, la Santanchè minaccia un poliziotto. Ma questo che Paese è? Qualcuno ce lo dica per favore perché questa nazione non ha più nulla della Repubblica democratica fondata sul lavoro dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come è sancito nei primi articoli della costituzione”.
“Siamo indignati – dice ancora Maccari – delusi ma soprattutto angosciati all’idea di far crescere i nostri figli in questo Paese. Signor Presidente Napolitano riteniamo a questo punto che sia improrogabile, nelle more dei suoi poteri, intervenire prima che le follie della politica si trasformino in una pericolosa miccia sociale che deflagrando lascerà sul campo molte vittime dal punto di vista etico, morale e istituzionale”.

GIOACCHINO GENCHI. UN SERVITORE DELLO STATO SOTTOATTACCO 


Abbiamo intervistato Gioacchino Genchi, poliziotto dal 1985, oggi è vice questore di Palermo. Nel 1996 divenne consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria e diede il suo contributo alla risoluzione di importanti indagini e processi penali. Ha collaborato come consulente informatico con molti magistrati tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Esperto di informatica e telefonia si occupa di incrociare i tabulati delle telefonate in processi di grande importanza, quali quelli sulla mafia, che hanno rivelato il rapporto tra la mafia e il complesso giuridico-economico-politico della seconda Repubblica Italiana.

Secondo Berlusconi Genchi avrebbe intercettato 350.000 persone. Genchi non ha mai svolto una sola intercettazione, il suo compito infatti era quello di analizzare tabulati telefonici, che tuttavia l’allora presidente del Copasir Francesco Rutelli riteneva delicati e rilevanti quanto le intercettazioni.

Nel febbraio del 2009 è stato aperto un procedimento penale a carico di Gioacchino Genchi presso la Procura di Roma. Il 26 giugno 2009 Genchi viene scagionato, poiché non ha violato la privacy di nessuno.

Il 23 Marzo 2010 a Genchi viene comminata un’ulteriore sospensione di 6 mesi dal servizio, firmato dal capo della polizia, Antonio Manganelli, rischiando così la destituzione dal servizio.

 

Come mai dottor Genchi ha deciso di dire tutto? Di Pubblicare un libro dal sottotitolo così pesante: “Storia di un uomo in balia dello Stato”.

Il libro è la risposta al cosiddetto “Caso Genchi” e al clamore mediatico che tutto ciò ha suscitato. Il libro è nato dalla necessità di difendermi da tutta una serie di falsità che sono state dette sul mio conto. Se si pensa che anche importanti testate, non allineate alla clac berlusconiana, si sono unite a questo coro infamante ci si può rendere conto della dimensione del caso.

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Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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LE DAME E IL CAVALIERE SESSO E POTERE, UNA STORIA ITALIANA


Dopo Partinico (Palermo) e Catania, l’8 luglio prossimo arriva anche a Ragusa, terza ed ultima tappa in Sicilia, il film documentario “Le Dame e il Cavaliere”, di Franco Fracassi. Un documentario, un film inchiesta su Silvio Berlusconi e su come il premier intenda la politica, consideri le istituzioni e sopratutto sul perché si circonda di tanta avvenenza femminile.

Franco Fracassi è un giornalista. Ha raccontato le guerre degli ultimi vent’anni, ha scritto libri d’inchiesta sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovtain, sulla Russia degli oligarchi di Eltsin e sulla minaccia nucleare iraniana. Da sei anni Fracassi si dedica alla realizzazione e alla produzione di documentari d’inchiesta. A tal scopo ha fondato la società di produzione Telemaco che diede vita al documentario «Zero, inchiesta sull’11 settembre», che è stato visto da oltre 50 milioni di persone, il documentario italiano più visto al mondo.

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Proiezione “Le Dame e il Cavaliere” a Ragusa il prossimo 8 luglio al Lumiere di Ragusa


locandina evento

PROGRAMMA

Ore 20.00 dibattito, saranno presenti, tra gli altri, il regista Franco Fracassi, il giornalista Luciano Mirone.

Ore 21.00 – Proiezione del film “Le Dame e il cavaliere”
c’è un film :”le dame e il cavaliere” che racconta le gesta dell'”utilizzatore finale” che abbiamo a capo del governo Italiano e questo film realizzato dal regista Franco Fracassi e altri giornalisti non trova in Italia possibilità di visione.

COS’È
Un film d’inchiesta che nessuno ha voluto distribuire per non rischiare. Che viene diffuso e conosciuto grazie al passaparola. E che diventerà illegale se venisse approvata la legge-bavaglio.

L’unica fiction vietata in tv. Tutto quello che vorrebbero farci dimenticare.

LA TRAMA DEL FILM
Ogni sera lo stesso rituale che il padrone di casa impone a se stesso e a quaranta ospiti, tutte ragazze speranzose di avere un ruolo nella prossima fiction tv o un posto in parlamento. Per le più fortunate la possibilità di andare a letto con Silvio Berlusconi.
E così, sera dopo sera, il presidente del consiglio sta trasformando questo Paese e le sue istituzioni. Dietro, un preciso progetto politico: rendere innocuo il parlamento e piegare la democrazia alla volontà del capo. Questa inchiesta esclusiva si addentra nei segreti del sistema, e racconta di come l’Italia stia diventando una mignottocrazia.

“Il film è un vero e proprio viaggio all’interno delle stanze del potere, un potere fatto e sostenuto da ricatti, minacce e naturalmente di sesso, tanto sesso, utilizzato, però, a fini politici. Non è gossip, ma un’inchiesta giornalistica, fatta da giornalisti per denunciare uno stato di cose non più accettabile da una società civile e democratica quale si professa quella italiana”.

Organizzazzione: Popolo viola Ragusa, Forum dell’acqua pubblica ed Attitude
Info e prenotazioni
349.0707133 (Nello)