Servizi deviati. La storia si ripete, ma adesso c’è il segreto di stato


Chi per caso si dovesse dilettare a visionare la nostra storia più recente, non può non accorgersi del ruolo oscuro dei nostri servizi segreti, sempre in difesa dei potenti, magari di destra o di estrema destra, e mai al servizio dello Stato.

Nicolò Pollari ex direttore del Sismi

L’ultima vicenda riguarda i dossier preparti dal sismi, cioè da Nicolò Pollari e dal suo braccio destro, Pio Pompa, per screditare l’opposizione di centrosinistra, i giornalisti ed i magistrati non proprio allineati con la politica di Berlusconi. Allora, eravamo nel 2006, forse qualcuno lo ricorderà, venne a galla l’ennesima nefandezza dei nostri servizi. Questi delinquenti, dopo aver giurato, nel 2001, fiducia incondizionata a Berlusconi, avevano iniziato ad utilizzare, tra gli altri strumenti, anche la Telecom per costruire vari dossier tutti finalizzati allo screditamento degli avversari del centrodestra, che sempre più appaiono come i nemici dell’organigramma berlusconiano.

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Addio Gianfrà


Un caro abbraccio ad uno dei più geniali personaggi televisivi. Un saluto ad un “giornalista”, che a buon diritto così non voleva essere chiamato. Un attento osservatore delle cose d’Italia, un presentatore, un commentatore politico scomodo perché le cose, come si suol dire, “non le mandava a dire”.

Gianfranco Funari uomo del cabaret e ancora prima agente di commercio (vendeva acqua minerale) che ad un certo punto della vita, come mi confidò (un po’ il segreto di pulcinella) si ruppe del leccaculismo dei giornalisti nei confronti dei politici. Stanco delle solite domande dei professionisti della comunicazione, decise di irrompere in Tv con tutta la sua verve, intelligenza, sapienza. E così iniziò a fare quelle domande che ogni comune cittadino vorrebbe rivolgere a questo o a quel politico.

Quando ebbi la fortuna di conoscerlo, per un’intervista, ne scoprì anche un altro lato, sconosciuto ai più, una profonda e magnifica umanità. Un uomo geniale, che come tanti hanno detto ha cambiato la Tv e il modo di fare televisione e proprio per questo fu abbandonato e lasciato vivacchiare nelle piccole o piccolissime emittenti private. A vivacchiare sino a quel 2006 quando la Rai gli affidò un programma, che io considerai uno sgarbo all’intelligenza di Funari, Apocalypse Show. Ma lui aveva bisogno del suo pubblico, del grande palcoscenico e perciò accettò quel contratto, un contratto che lo legava ad una dimensione che non era la sua. Gli stava stretto “Apocalypse Show”, era come un leone in gabbia, costretto in un angolo ad una pallida imitazione di se stesso. Ma non è più il tempo delle polemiche. Addio Ginafrà.

Un ultimo ricordo. Dopo aver discusso per circa due ore di politica, di religione, della vita, di Craxi e Bossi, mi chiamò a sé, mi abbracciò e mi portò davanti a due sagome di cartone a grandezza naturale, una rappresentava Berlusconi l’altra Prodi, e con una sincera amarezza mi disse:

finché ci saranno loro… non gnafamo!

La Repubblica delle banane


La Repubblica italiana è allo sbando. Le Istituzioni, il Parlamento, la prassi democratica e la Costituzione sono nelle mani di un pugno di manigoldi, rozzi ed ignoranti, che non hanno il minimo rispetto per lo Stato e tutto ciò che Esso rappresenta.

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Giovedì 14 Giugno intorno alle 12 l’aula di Montecitorio è stata occupata dai militanti leghisti. Il Governo italiano e gli scranni, dove siedono i rappresentanti del Governo italiano, sono stati occupati dai militanti leghisti, che qualcuno, a ragion veduta, tra i quali Luca Volontà (Udc), ha definito fascisti. Uno di questi è addirittura salito sui banchi del Governo brandendo una sedia. L’ennesima sospensione di democrazia in uno Stato dove la democrazia da sempre latita.

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Che cosa è successo? Cosa ha potuto scatenare una tale reazione? Niente di niente. Il fatto è che da un po’ di giorni, diciamo da quando Berlusconi ha perso le elezioni, il Centrodestra ha deciso di far cadere il Governo. Prima sbandierando presunti brogli elettorali, poi attaccando le tendenze sessuali del portavoce del Consiglio dei Ministri, poi accusando il Governo di occuparsi di cose secondarie e di tralasciare le priorità del Paese e ancora di non esser coeso, di screditare l’immagine internazionale dell’Italia e così via. Ma non ci sono riusciti. Il Governo ha retto e quindi, consapevoli che in una democrazia chi vince le elezioni governa, gli esponenti della CdL hanno cambiato strategia. Berlusconi, Bossi e Fini andranno, mercoledì prossimo, dal Presidente della Repubblica a chiedere elezioni anticipate.

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A cosa serve? A nulla. Non c’è motivo per cui il Presidente della Repubblica italiana debba sciogliere le Camere e di questo Berlusconi, Bossi e Fini ne sono coscienti. Il perché lo fanno è abbastanza chiaro, populismo, alzano la tensione, fanno leva sul disagio sociale ed aizzano quelle menti poco allenate al pensiero, all’analisi, al ragionamento. Ma cosa ci si potrebbe aspettare da un manipolo di uomini, ora in Parlamento, che fino a poco tempo fa inneggiava pubblicamente alla secessione? Che con un carroarmato hanno attaccato Piazza San Marco a Venezia? Cosa ci si può aspettare da ex fascisti e mafiosi, da persone che criminalizza l’immigrato in quanto tale, lo stesso, però, che lavora in nero nelle loro “fabbrichette”?

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L’emergenza democratica, l’arroganza e la prepotenza non è frutto del Governo Prodi. Ma è tutta racchiudibile nelle dichiarazioni dell’ex Primo Ministro che giudica moralmente giusto evadere le tasse, in uno Stato dove solo lo 0,8% dichiara un reddito superiore a 100 mila euro, o in un ex Primo Ministro che va a cena con dei mafiosi, o che da del Kapò ad un parlamentare europeo o che si vanta di esser amico di un leader sanguinario quale è Putin o ancora che accusa l’intero corpo della Magistratura di avere la tessera del PCI, quando questo si è dissolto come neve al sole circa vent’anni fa. È qui che la democrazia muore. Muore con la P2, con le stragi di stato, con la strategia della tensione, ad Ustica, con i banchieri di Dio e con i preti pedofili, con la Mafia, a Napoli, nella scuola Diaz di Genova, con le armi all’uranio impoverito e con le morti sul lavoro. Muore con Callipari ed al Cermisse, nelle accuse a Gino Strada. Muore con i 25 condannati in via definitiva che continuano ad occupare le aule parlamentari.  

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amministrative 2007. un dato e due ipotesi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spauracchio delle amministrative è passato. E se non c’è stata la tanto decantata “spallata”, risulta fuor di discussione l’arretramento del Centrosinistra un po’ in tutta Italia e già si parla di una questione settentrionale. Monza, Verona, Asti, Gorizia ed Alessandria sono passate al Centrodestra, mentre a Genova, storica roccaforte della sinistra, il divario con la Cdl si è sensibilmente ridotto.

 

Anche senza essere in possesso dei dati definitivi è possibile fare una analisi sull’andamento di questa tornata elettorale. Innanzitutto vi è il dato dell’astensionismo sul quale i due schieramenti dovrebbero riflettere seriamente. Un astensionismo che se da un lato rappresenta un segnale inequivocabile che non può essere sottovalutato dal Governo Prodi, dall’altro lato è, come ha affermato lo stesso Presidente della Camera, frutto dalla crisi in cui versa la politica italiana, evidenziata pochi giorni fa da Montezemolo all’Assemblea annuale di Confindustria.

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