IL FLI E LE AMMINISTRATIVE A RAGUSA


 

Due chiacchiere con Enzo Pelligra

Perché la nascita di Futuro e libertà?

Non dobbiamo paragonare i due partiti, anche se ciò che proponevamo prima, ciò che prima ci caratterizzava in quanto AN, continua ad essere la nostra cartina di tornasole. In quel contesto (all’interno del PdL, ndr.) noi eravamo impossibilitati, però, ad esprimere la nostra volontà a perseguire i nostri valori. Noi non riuscivamo più a fare politica e la nostra gente non capiva più. Eravamo compressi da una leadership soffocante, perciò abbiamo deciso di viaggiare da soli, forse troppo tardi? Forse.

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MPA. AREZZO: AL DI LA’ DELLE POLTRONE


 

Piccato risponde Mimì Arezzo alle accuse che Fli e Udc gli rivolgono, “la mancanza di coerenza loro è un atto mostruoso”, afferma il coordinatore provinciale del Movimento per l’Autonomia. Il quale non “capisce” questa mancanza di coerenza degli ex alleati del Polo della Nazione, un soggetto appena nato e già naufragato per la sola brama di poltrone. Il capoluogo ibleo, afferma Mimì Arezzo, sarebbe stato un banco di prova importantissimo, un’esperienza capofila in Italia, dalla quale poteva nascere qualcosa di nuovo. A Roma i quattro partiti avevano fatto un patto molto chiaro, il Polo della Nazione doveva essere una realtà politica equidistante dal Pd come dal Pdl. In fondo, a Ragusa come in Italia, la storia non cambia, il Partito democratico è vittima delle tante anime che vivono al suo interno, mentre l’implosione del Pdl, è solo una questione di tempo, ben presto “verrà travolto dai mille scandali del Presidente del Consiglio”. Indifferente a qualsiasi tipo di moralismo, ci tiene a precisarlo Arezzo, l’Italia non può essere guidata da un personaggio così indifferente alle sorti del Paese.

Ragusa necessita di un piano di rinascita culturale, economico e sociale. In questi cinque anni, afferma Arezzo, la politica di Palazzo dell’Aquila non è riuscita a difendere, ad esempio, l’Università e la Ferrovia, ed ancora non è stata in grado di sviluppare un sistema capace di sostenere e rilanciare il lavoro, sopratutto dei giovani, tramite, ad esempio, l’istituzione di un ufficio per la pubblicizzazione dei bandi regionali ed europei. Ma ancora, questa amministrazione ha fatto poco o nulla per incentivare il turismo e la cultura, senza parlare del tanto sbandierato rilancio del Centro storico.

A breve il MpA e Alleanza per l’Italia presenteranno alla cittadinanza la loro idea di città. E le eventuali, per non dire sicure defezioni, sono salutate dal MpA, con un certo rammarico certo, ma positivamente in nome della chiarezza.

Trivellazioni iblee. I consiglieri del PdL chiedono a Dipasquale di riaprire il pozzo Tresauro


COMUNICATO STAMPA.

Pozzo Tresauro, dai consiglieri del Pdl la richiesta di sblocco dei lavori Chiedere all’Amministrazione comunale di Ragusa di impegnarsi presso il Presidente della Regione Raffaele Lombardo affinché si possano sbloccare i lavori del pozzo Tresauro. E’ il senso di un ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale di Ragusa dai consiglieri del Popolo della Libertà Ilardo, Occhipinti, Chiavola, Celestre, Distefano e Dipasquale.“I lavori di ampliamento del pozzo di estrazione di proprietà della Enimed Spa – spiega Ilardo – sono stati bloccati ad agosto dalla Soprintendenza di Ragusa che ha deciso di seguire le norme di salvaguardia del Piano Paesistico, ignorando il fatto che l’adozione del piano stesso era (ed è tutt’ora) contestata dalla stragrande maggioranza delle forze politiche ed economiche del territorio provinciale e che persistono dei ricorsi presso il Tribunale Amministrativo Regionale che impugnano il decreto di adozione. Gli operai che erano impiegati presso il pozzo Tresauro hanno sostanzialmente perso il loro lavoro e in più occasioni è sembrato che si arrivasse ad una soluzione senza raggiungerla veramente”.“La nostra volontà – aggiunge il capogruppo Ilardo – è quella di richiedere ancora una volta l’intervento diretto del Presidente Lombardo affinché si possa restituire un futuro a queste persone. Daremo mandato al sindaco Dipasquale ed al Presidente del Consiglio La Rosa di impegnare il governatore manifestando nuovamente le nostre perplessità sulle motivazioni per cui i lavori sono stati interrotti e confidiamo che l’odg venga accolto anche dalle opposizioni. Un tale argomento, infatti, non ha un colore politico, ma va nella direzione di aiutare le tante famiglie che per via di questioni puramente burocratiche hanno visto le basi della loro stabilità economica frantumarsi per via dell’applicazione di norme che contrastano con le storiche politiche di sviluppo di Ragusa”.“Le attività di estrazione di idrocarburi nel territorio comunale di Ragusa – conclude Ilardo – sono state e sono ancora oggi importantissime per il nostro sviluppo economico e la loro presenza non ha impedito di far diventare la nostra città Patrimonio dell’Umanità, nonostante qualcuno sostenga il contrario. Speriamo che almeno per questi lavoratori, l’incubo dell’incertezza economica possa interrompersi al più presto”.

Nell’affare Copai indagato anche l’on. Minardo e la moglie Giuseppa Zocco


L’ultima puntata della vicenda del Copai (Consorzio di promozione e sviluppo del territorio ibleo) vede coninvolti, nelle indagini della Guardia di Finanza, anche l’onorevole modicano Riccardo Minardo, del Movimento per l’Autonomia, e sua moglia Giuseppa Zocco.

on. Riccardo Minardo

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