STATUARIO E COMPATTO IL PARTITO DEL NO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE


Tutti assicurano che le trivellazioni, anche al solo fine esplorativo, non hanno alcun impatto ambientale né rappresentano un rischio per la salute pubblica. Questo lo affermano: gli ufficiali di polizia giudiziaria del Dipartimento regionale dell’energia, l’assessorato regionale, l’Enimed e i tre sindacati confederati iblei.

Sarebbe il caso, quindi, di chiudere una volta per tutte queste inutili polemiche su eventuali e paventati rischi per la salute pubblica legati ai pozzi di perforazione nel Val di Noto e sul territorio ragusano.

Quello che si è fatto sino ad oggi è terrorismo ambientalista e bisogna chiedersi perché qualcuno vuole bloccare lo sviluppo della provincia iblea. Come fanno giustamente i sindacati.

Sul chi ha questo insano progetto non vi sono dubbi: il solito gruppetto radicale di Legambiente, la direttrice dell’Arpa di Ragusa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) una tale dott.ssa Lucia Antoci, chissà poi con quali competenze dichiara che “il territorio ibleo è uno dei più vulnerabili”, ed infine un certo Ing. Philippe Pallas, ai più sconosciuto, che pare faccia il Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Certo fa un po’ sorridere che questi della Nazioni Unite, che si sa non fanno nulla, hanno pure l’ardine di intromettersi nelle cose di casa nostra.

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Uccide più una sigaretta o un colpo di pistola sparato alle tempie?


Che i leghisti, e non solo loro, non brillano per acume lo si sa. La cosa che non sapevo è che quel galantuomo del sindaco di Verona, Flavio Tosi, lo scorso 27 novembre aveva emanato un’ordinanza che proibisce il fumo nei parchi.

la motivazione? E’ ovvia bisogna tutelare i bambini. Questi infatti non solo sono costretti a respirare il fumo passivo, ma osservano pure un cattivo esempio, rischiando, così, di mettere una seria ipoteca sulla loro vita futura. Chissà quanti nemici del fumo saranno contenti di questa decisione e ancor più a sapere che oggi, in un parco veronese, un rumeno (sempre loro) si è beccato una multa di 50 euro (poteva arrivare sino a 500) per essersi acceso una sigaretta.

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