LE MACERIE DELLA SCUOLA PUBBLICA.‭ ‬TRA PRECARI IGNORANZA E FUTURO


La riforma Gelmini (Legge 133/08) è strutturata, secondo le dichiarazioni dello stesso ministro su tre principi fondativi: merito, autonomia e valutazione.

Tralasciando la valutazione e l’autonomia, la prima perché  non è chiaro chi deve giudicare chi e sopratutto come, mettendosi al riparo da eventuali accuse di favoritismo, e la seconda perché appare improbabile qualsiasi capacità di manovra con tagli che sfiorano gli 8 miliardi di euro in soli tre anni ed il consecutivo taglio di 133 mila posti di lavoro (di cui 87.500 cattedre e 42.700 amministrativi, tecnici e ausiliari), proveremo a spiegare in cosa consiste questo merito secondo il ministro Mariastella Gelmini e per far ciò abbiamo contattato il “Comitato a difesa della scuola pubblica di Ragusa”, un gruppo formato da precari, personale amministrativo e genitori. Perché come ci ripetono, quasi in modo ossessivo, questa riforma non riguarda solo ed esclusivamente i precari, ma coinvolge in toto la scuola, chi in essa lavora e cosa forse più importante l’offerta formativa.

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Protestare ad oltranza, il governo dà segni di cedimento


Dopo tanta disinformazione, dopo settimane di protesta ed accuse reciproche, il governo pare aver accusato il colpo. Il governo appare meno granitico di qualche giorno fa. Non sembra più così forte ed inattaccabile, forse a questo suo indebolimento ha contribuito pure il primo plateale fallimento di Berlusconi, quello dell’Alitalia.

Il giorno stesso dell’approvazione del decreto Gelmini, i rappresentanti del governo pareva facessero a gara nel dimostrare la loro indifferenza nei confronti della piazza, cioè di centinaia di migliaia di studenti, genitori e professori.

Questo è solo un primo passo, la settimana prossima presenteremo la riforma universitaria, la sinistra strumentalizza i ragazzi, chi protesta difende i baroni e lo spreco, chi occupa verrà denunciato, ma ancora bisogna infiltrare degli agitatori, insomma questo il tono delle dichiarazioni dei rappresentanti del popolo italiano, tutto sempre condito dal sorriso sarcastico e beffardo di Mariastella Gelmini, che a sua insaputa si è trovata catapultata in una situazione molto più grande di lei.

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Illazioni squadriste su Maroni e il governo Berlusconi


Finalmente ci siamo. Dopo tanti accorati avvertimeti governativi ariivano le dichiarazioni del ministro degli interni, che fa sapere al movimento anti-gelmini che la pazienza ha un limite:

Chi occupa abusivamente, impedendo ad altri di studiare sarà denunciato

La protesta è fisiologica, ma sino ad un certo punto, insomma papà Maroni ha permesso, ai suoi bambini, di giocare un po’, di sollazzarsi con canti e slogan per le vie delle città italiane, ma questa ricreazione non può continuare per sempre, anche perché il leghista papà Maroni non sa più come tenere a bada Berlusconi, che vede in questa protesta una seria minaccia all’immagine del governo.

Già il 22 ottobre scorso il Cavaliere, come nella migliore delle tradizioni populistiche sudamericane, voleva sgomberare con la forza i plessi occupati, un po’ stile Diaz ai tempi del G8.

Non permetteremo che vengano occupate scuole e università». Silvio Berlusconi usa parole dure durante la conferenza stampa congiunta a Palazzo Chigi, al suo fianco il ministro Gelmini. «È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule (22 ottobre)

tranne poi smentire il giorno successivo:

Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà (23 ottobre)

In ogni caso i tempi ormai sono maturi. Non si inizia dalle scuole, ma se per caso gli scontri dovessero avvenire al di fuori delle istituzioni e non tra polizia e manifestanti, il governo non ha di che lamentarsi, anzi. Certo è che quell’unico neo, gli scontri a piazza Navona, appaiono del tutto singolari per una serie di coincidenze .

Nessuno ha intenzione di dar la colpa alla polizia o al ministero degli interni, forse il cordone di sicurezza, pare essere questa la spiegazione più plausibile, è rimasto accecato o abbagliato da quel sole che riflessosi sulle vetrate degli appartamenti in piazza Navona ha, per un gioco bislacco di rifrazioni sinistre, offeso per qualche minuto l’acuta vista di carabinieri e polizia. Un fatto secondario mi direte, si, se non fosse che proprio in quel momento dei giovinastri, dicono appartenenti a Casa Pound (storico locale romano occupato da fascisti), si siano introdotti con un camioncino pieno di mazze tra le fila serrate degli agenti in assetto antisommossa. Pochi istanti, ma fatali.

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la vergogna di esser governati da Berlusconi e dai suoi epigoni, il decreto Gelmini diventa legge


Il Senato approva in via definitiva il decreto Gelmini. Le manifestazoioni non sono servite a nulla, la ragion di stato ha prevalso sulle rivendicazioni degli studenti, degli insegnanti, dei genitori e di tutta l’opposizione, Udc compresa.

Forti dell’opera di disinformazione messa in atto dalla maggioranza e dai media, più o meno direttamente ad essa collegati, i senatori del centro destra hanno approvato, senza alcuna modifica, il decreto tremontiano sull’istruzione, certi del sicuro, ma distratto consenso di una larga parte della società civile.

Uno dei risultati dell’opera di disinformazione è stato, senza ombra di dubbio, quello di aver fatto credere ai cittadini, che tutta questa vicenda, non li riguardava direttamente. In fondo tutta la contestazione al cosiddetto decreto Gelmini va ascritta all’interno delle logiche di resistenza dei sindacati, della sinistra e di quegli insegnati che difendono i privilegi acquisiti, proprio quei privilegi che hanno determinato lo stato attuale del sistema scolastico/universitario italiano.

Questi sono gli argomenti che la maggioranza porta a difesa del proprio operato. Il maestro unico, il tempo pieno, i tagli agli stipendi e al personale sono, sempe secondo la maggioranza, delle falsità costruite ad hoc dalle sinistre, dai conservatori italiani, che non vogliono nessuna riforma ed anzi difendono un sistema clientelare, che prosciuga le finanze pubbliche, una realtà che non può non ricade pesantemente sulla qualità dell’offerta formativa della nostra classe docente.

Nulla di strano, in qualsiasi Nazione ci sono state, ci sono e ci saranno delle forze che si oppongono a ogni tipo di riforma dello status quo. Nulla di strano, se non fosse che a smentire la maggioranza di governo sono proprio i due decreti contestati, prodotti e firmati dal governo italiano. Questo teatrino della maggioranza è stato uno spettacolo indecoroso offerto in pasto al popolo italiano e ai media di mezzo mondo.

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la Gelmini & Berlusconi. Il nuovo significato del significante "dialogo".


Grazie a Berlusconi ed al suo governo abbiamo imparato in quindici anni a reinventare il significato di tante parole, abbiamo scoperto la bellezza, il fascino, della mistificazione, della ritrattazione, ci siamo lasciati, e a buon diritto, sedurre dalla reinterpretazione di concetti che oramai credevamo assodati, come democrazia, divisione dei poteri e la loro relativa indipendenza, nonché alcuni pilastri della storiografia come fascismo, confino, libertà e liberismo.

L’ultima lezione, ma solo in ordine di tempo, è quella che riguarda il significato di dialogo. Un termine che avevamo imparato a conoscere collegandolo all’insegnamento socratico, ma si sa i tempi cambiano, le cose mutano ed il pensiero non può e non rimane ancorato a vecchi paradigmi. Il dialogo è un concetto, una dimensione, un orizzonte in fieri.

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la Gelmini, un avvocato prestato alla politica


La ministra Mariastella Gelmini non capisce. Non si riesce a capacitare del perché il mondo della scuola, ovvero studenti, insegnanti, sindacati e genitori, protestano contro il suo piano di riordino. La Gelmini che da un lato accusa la sinistra di fare disinformazione dall’altro si dice incredula che pure le Università sono in agitazione visto che la sua riforma non tocca minimamente gli atenei.

Peccato che la Gelmini non capisca, peccato che tenga in così poco conto l’opinione di chi realmente fa istruzione, di chi rappresenta e vive nella scuola.

”Chi parla degli 87mila tagli dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1,3 mln e se il governo non intervenisse contenendo la spesa si passerebbe ad 1,4 milioni. Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola. Purtroppo non e’ possibile”

Se la sinistra mente sulla riforma perché la Gelmini non mostra a tutti ed in modo incontrovertibile gli obiettivi della riforma. Il Pd dice che saranno 87.000 gli esuberi nella scuola, che 4000 istituti verranno chiusi o ancora che i tagli ammontano a 8 miliardi di euro, è falso? Allora, la ministra ha l’obbligo di smentire e non a parole la denuncia dell’opposizione. Smentire con un semplice NO, non vuol dire nulla, lei deve confutare le accuse mosse alla sua riforma. Ci sarà una pagina o un capitolo del programma di riforma dove si possono andare a reperire queste informazioni? Bene se esistono, che la renda pubbliche e che sbugiardi una volta per tutte queste infami calunnie, altrimenti taccia questo avvocato prestato al Ministero dell’Istruzione.

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