Manitese & Attitude presentano: DA RAGUSA A POIPET IN UNA NOTTE


Un balzo di quasi 10.000 km, un viaggio, uno sguardo in una terra remota, lontana e affascinante come è la Cambogia.
Per una notte, quella del 20 agosto, faremo in modo che Piazza Duca degli Abruzzi a Marina di Ragusa diventi un angolo di Cambogia, una posto all’ombra delle guglie di Angkor Wat, una riva del Mekong a cui approdare.
L’intento che ci ha spinto ad organizzare questa serata è duplice. Vogliamo informare i partecipanti sul fenomeno del Trafficking (tratta di esseri umani), sul turismo sessuale e sugli abusi sui minori, ma allo stesso tempo vogliamo fare qualcosa di concreto, ed è per questo che organizziamo questa serata con Mani Tese, l’Ong che spesso ha trovato nelle nostre pagine un mezzo per far sentire la propria voce, e che si impegna da anni con progetti di cooperazione in Cambogia volti alla tutela dell’infanzia e al rispetto dei bambini. Quanto verrà raccolto verrà investito per il finanziamento del progetto n. 2236 atto alla costruzione di un centro di accoglienza per vittime di Trafficking a Poipet, una cittadina cambogiana sul confine con la Thailandia.

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Emendamento a perimetrazione disposta dall’Amministrazione Provinciale di Ragusa


PROVINCIA REGIONALE di RAGUSA

La perimetrazione disposta dall’amministrazione provinciale e dal Comune di Ragusa è assolutamente
carente e contraddittoria rispetto al Piano Territoriale Provinciale, alle ingenti risorse Comunitarie,
Nazionali e Regionali che sono state erogate nel corso degli anni per progetti ed iniziative a salvaguardia
dell’ecosistema, a tutela delle risorse naturali, alla valorizzazione dell’ambiente, allo sviluppo economico
legato all’esercizio di attività e fruizione delle aree di interesse naturalistico e sia in rapporto agli obiettivi
prioritari delle politiche di protezione della natura della Comunità Europea . Nella proposta avanzata dalla
Provincia e dal Comune di Ragusa vengono incredibilmente ed irrazionalmente escluse le aree a maggiore
valenza naturalistica, paesaggistica, ambientale, archeologica, storica della Provincia di Ragusa ( Risultano
escluse le superfici con habitat naturali (quali le Cave, gli altopiani di carrubeti, la vallata dell’Irminio, le
cave d’Ispica, ecc.) la cui importanza della conservazione e tutela viene affermata dalla direttiva 92/43/CEE
detta Direttiva Habitat che ha introdotto l’obbligo di tutela degli habitat e degli habitat di specie, per il loro
valore intrinseco e la loro rarità a livello Europeo e in quanto ecologicamente e funzionalmente
determinanti per la conservazione delle specie. La valenza paesaggistica, naturalistica, culturale delle zone
escluse dalla delimitazione del Parco viene affermata dalla Provincia stessa nella Carta dei Valori di
interesse Naturalistico e Culturale del Piano Territoriale Provinciale. Siamo dinanzi ad un ossimoro, ad una
contraddizione in termini e in fatto. Nel PTP si sostengono tutta una serie di azioni e di progetti nelle aree
ritenute, “strategicamente”, di primaria importanza per il territorio e nella delimitazione del Parco, le
stesse aree, vengono totalmente e deliberatamente escluse, non prese in considerazione. Nelle aree iblee
indicate nella nostra cartografia allegata sono invece incluse tutte le aree iblee riportate nella carta dei
Valori del PTP e dove sono presenti elementi faunistici che le Direttive Comunitarie tutelano, in particolare :
· La Direttiva 79/409/CEE che contempla specifiche misure di protezione per alcune specie ed i
relativi habitat;
· Della Convenzione di Berna, per la conservazione della vita selvatica e de suoi biotopi in Europa,
elaborata nel 1979 e divenuta esecutiva dall’ 1 giugno 1982;
· Della Convenzione per la Conservazione delle specie migratrici (CMS – Convenzione di Bonn)
appartenenti alla fauna selvatica.
In particolare le cave Iblee, sono veri e propri “serbatoi” e laboratori per la conservazione del territorio, del
paesaggio, degli ecosistemi, degli habitat e delle specie. E’ una assoluta assurdità escludere le cave dalla
delimitazione del Parco Nazionale degli Iblei anche in ragione della valenza idro-geologica e
dell’approvvigionamento idrico dell’intero sistema Ibleo.
Nei tipi di habitat naturali perimetrali nella nostra proposta sostitutiva (v. allegato) sono presenti i seguenti
tipi di habitat naturali :
codice natura 2000
9340 Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
9320 Foreste di Olea e Ceratonia
6220 Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Bracypodietea
8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica- Dianthion rupicolae
5330 Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici
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8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico con fauna ipogea
92CO Foreste di Platanus orientalis
92AO Foreste e galleria di Salix alba e Populus alba
2250 Dune con Juniperus spp.
1240 Vegetazione con Limonium spp. Endemici
7220 Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi
92D0 Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea)

Specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone
speciali di conservazione (Cervone – Elaphe quatuorlineata, Elaphe situla, Trota macrostigma, Garofanino
rupestre, Orchidee). Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono, per la Convenzione
di Berna, una protezione rigorosa e delle specie minacciate (airone cenerino, airone rosso, falco pellegrino,
lunario). Sono inoltre presenti formazioni rupestri definite secondo il Decreto Pres. Regione Sicilia del
28.06.2000.
Nelle aree escluse dalla perimetrazione della Provincia e del Comune di Ragusa negli anni scorsi sono stati
finanziate molti progetti. Uno per tutti con fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006 il PIT :”Quattro città e un parco
per vivere gli Iblei” che mirava alla valorizzazione delle risorse locali nel campo dei beni culturali, dei siti
archeologici, del turismo, dell’agricoltura e della zootecnia”. Il progetto ha coinvolto i quattro Comuni di
Ragusa, Chiaramonte G., Giarratana, Monterosso Almo. L’idea forza del PIT era quella di realizzare un Parco
che comprendeva oltre all’alto corso del fiume Irminio e le pendici del Monte Lauro anche i centri storici dei
Comuni coinvolti. Le somme sono state spese in gran parte delle zone che risultano oggi, inspiegabilmente,
escluse dalla perimetrazione della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa. Nelle zone oggi escluse
(cave naturalistiche e vallata dell’Irminio) si attuò l’azione di recupero dei percorsi e della sentieristica
minore del “Parco” con un finanziamento di € 3.500.000 ebbene le “azioni” tese a individuare il “ parco”
sono state finanziate ed attuate a livello carellonistico(vi sono diversi cartelli che ancora indicano l’azione)
ma adesso il “Parco” “non c’è più”.

PARI OPPORTUNITÀ, UN DIRITTO-DOVERE DIMENTICATO DALLA PROVINCIA DI RAGUSA


In un comunicato stampa dello scorso 20 luglio il consigliere provinciale dell’Italia dei Lavori, Giovanni Iacono, solleva un problema per nulla secondario sulla composizione della Giunta provinciale ragusana, che è composta esclusivamente da uomini.

Iacono infatti fa notare come nello Statuto della Provincia Regionale di Ragusa sia espressamente detto come questa Istituzione deve fare tutto quanto è in suo potere per favorire e promuovere le condizioni di pari opportunità, anche istituendo appositi organismi atti all’abbattimento degli ostacoli alla realizzazione di questo diritto fondamentale [art. 3 comma g) del suddetto Statuto].

La totale assenza di assessori donne in Giunta, sarebbe comprensibile se e solo se (ipotesi alquanto bislacca ed assurda) nessun esponente della maggioranza, appartenente a quello che un tempo veniva detto il gentil sesso, sarebbe in grado di svolgere il ruolo di assessore, assolutamente certi dell’esistenza di una enorme quantità di donne assolutamente in grado di svolgere bene ed anche meglio dei propri colleghi uomini questo ruolo, il consigliere Iacono chiede nel più breve tempo possibile che la Provincia tenga fede ai suoi principi fondamentali sostituendo 4 assessori maschi con 4 assessori donne. Una richiesta non solo giusta ma corroborata pure da una recente sentenza del Tar di Palermo che ha obbligato il Comune di Favara (Ag) ad integrare la propria Giunta con delle donne.

MEGLIO UN PARCO O UN PARCHEGGIO? TRA SCIENZIATI ED OPINIONISTI.


Duro attacco del consigliere provinciale dell’IDV Giovanni Iacono al Presidente Antoci e all’assessore all’ambiente Salvo Mallia

discarica di Cava dei Modicani

Continua la disinformazione e l’immobilismo delle istituzioni nei confronti del Parco Nazionale degli Iblei. L’ambigua quanto discutibile condotta della Provincia Regionale di Ragusa, iniziata sin dal 2008 con l’istituzione di un comitato tecnico mai convocato, non sembra aver mutato direzione, anzi appare sempre più consolidata sulla linea difensivista e partigiana già tracciata dal Sindaco Dipasquale, dal Presidente della Camera di Commercio di Ragusa, dai nostri parlamentari nazionali e regionali, dalle compagnie Petrolifere e dall’Associazione Industriali, tutti assolutamente convinti che il nostro territorio “non vale un Parco”. Questa in sintesi l’analisi caustica del consigliere Giovanni Iacono dell’IDV vedendo evase tutte le sue interrogazioni sulla perimetrazione del Parco Nazionale degli Iblei.

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PARCO DEGLI IBLEI, TRA FALSITA’ E DISINFORMAZIONE


La visita dei nostri amministratori locali al ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, lo scorso 26 gennaio, rappresenta un importante spartiacque nell’annosa questione sul Parco nazionale degli Iblei. Infatti dopo quel fatidico martedì l’unanime coro di NO stranamente si è trasformato in piena soddisfazione per “la necessità – sono parole del sindaco Nello Dipasquale – di aprire una discussione sull’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei”. Ed occorreva andare fino a Roma per scoprire che i nostri politici dovevano mettersi a lavorare, già da tempo, per stabilire e proporre a Regione e Ministero, perimetrazione e zonizzazione del Parco?

I nostri rappresentanti, forti di un documento sottoscritto da nove sindaci della provincia di Ragusa e da alcuni onorevoli, hanno chiesto al ministro “una meditata riconsiderazione degli orientamenti assunti relativamente all’istituzione del Parco degli Iblei nel senso di lasciare alle istituzioni locali ed alle forze produttive del territorio gli spazi che alle stesse competono in ordine ai contenuti da dare alla disciplina del Parco”. Ma questa delegazione prima di andare dal ministro ha letto la legge quadro n° 394 del 6 dicembre del 1991 ed in particolar modo gli artt. 9, 10 e 11?
Qui la questione non è Parco Si o Parco No, anche perché ad istituire il Parco Nazionale degli Iblei è stata la Finanziaria del 2007. Adesso o cambiano la legge o cambiano la Costituzione sovraordinando le leggi locali a quelle nazionali, ma finché nulla di tutto ciò accade il Parco va fatto. Il problema non è neanche rappresentato da questa famigerata “Imposizione dall’alto” contro cui tutti si scagliano, visto che non esiste nessuna perimetrazione e zonizzazione ufficiale del Parco, ma solo una ipotesi di zonizzazione contenuta nel libro “Parco degli Iblei”, edito da Argo Software, cioè da un gruppo di cittadini sensibili alla questione. La domanda, invece da farsi sarebbe un’altra, perché dal 2007 ad oggi i nostri politici non hanno fatto nulla? Perché il tavolo tecnico, istituito nel 2008, ed unica espressione ad oggi di una volontà concertativa, non si è mai riunito?
Comunque il ministro ha dato tre mesi di tempo per presentare una prima bozza di progetto. Da quel 26 gennaio le dichiarazioni di questo o quel politico si sono sprecate. Illuminante è stata la conferenza tenutasi, lo scorso 30 gennaio, alla Camera di Commercio di Ragusa. Il gruppo più nutrito degli astanti era composto dai politici, naturalmente scettici se non proprio contrari all’istituzione del Parco. Si è parlato tanto, specie dei timori per l’economia e della sostanziale inutilità del Parco. Inutile perché “non esistono essenze autoctone negli iblei” (falso, visto che delle 3000 specie di piante presenti in Sicilia, 1500 sono negli iblei e di queste il 5% è endemico), perché è improbabile un ritorno economico (altra falsità basterebbe consultare gli studi di settore). Ma si è discusso pure della necessità di presentare prima degli altri un progetto di zonizzazione. Perché quanto prima? Più progetti vengono presentati, maggiore sarà la coralità che darà vita al Parco. Perché continuano a parlare di concertazione, quando, in effetti, si vuol tenere ai margini di questo confronto alcuni attori, che di diritto sono chiamati in causa dalla specificità della materia?
La Provincia Regionale di Ragusa ha messo sul tavolo di questa discussione la sua proposta, ovvero il piano territoriale provinciale. Quale è adesso la proposta del sindaco Nello Dipasquale? Del presidente della CCIAAA, Pippo Tumino, degli onorevoli Innocenzo Leontini, Orazio Ragusa, Roberto Ammatuna, Riccardo Minardo e di Giuseppe Drago?