Berlusconi e i risvolti mediatici dell’attacco a Milano


La violenza va sempre condannata. L’atto compiuto da Massimo Tartaglia a Milano contro il premier Silvio Berlusconi è decisamente deprecabile e va stigmatizzato con decisione. Giusto ed ovvio.

Berlusconi ferito al volto

Come d’altra parte è ovvio il ribaltamento dei ruoli in questa storia, ovvero il carnefice diventa vittima e la vittima diventa un martire, un eroe.

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"L'effetto Brunetta" risana l'Italia


Oggi a Omnibus, programma della La7, era presente il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, che ha delucidato i primi atti del suo dicastero.

Ormai non è più una notizia, il peso della pressione fiscale sul contribuente non diminuirà.

Eppure questo è stato un punto cardine di tutta la campagna elettorale del PdL. Ma gli esperti al governo hanno scoperto che la congiuntura internazionale, in atto da molto prima di questa primavera, non permette alcuna crescita economica per l’Italia, quindi, le tasse non verranno abbassate. Naturalmente, come tutti noi sappiamo anche senza le spiegazioni di Brunetta, meglio va l’economia, più soldi si producono, più diviene facile migliorare i conti, è una ovvietà che il ministro Brunetta, però, ha presentato come un disvelamento della verità. Questo mantra però non è piaciuto a Franco Bechis, direttore di Italia Oggi, che incalzando il ministro ha sottolineato come la pressione fiscale diminuisce se vengono tolte, cancellate, ridotte le tasse. A questa provocazione Brunetta, un po’ in imbarazzo, ma con il suo solito sorrisetto, ha risposto che in fondo le tasse sono state tagliate, grazie alla cancellazione dell’Ici e alla detassazione degli straordinari. E’ un peccato poi scoprire che questo meraviglioso taglio fiscale, del quale possono essere felicissimi gli elettori del centrodestra, ha già enormi ripercussioni sulla vita di tutti noi, come qualche giorno fa scrivevo.

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Decreto sicurezza, il Senato, le menzogne e le manie di persecuzione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi


Oggi “Politico” si occupa delle decisioni che il Senato prenderà in riferimento al decreto sicurezza, con una particolare attenzione ad argomenti come: la class action, il lodo Schifani. Le leggi ad personam ritornano in un Governo che è la fotocopia del Secondo e del Primo Governo Berlusconi. Nihil sub sole novi.

Iniziamo questa cronaca con la lettera scritta da Silvio Berlusconi e letta dal presidente del Senato Renato Schifani.

Buona lettura.

Caro Presidente,

come Le è noto stamane i relatori Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto “decreto sicurezza” un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.

In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.

Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica.

Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.

Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.

Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.

Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.

Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale.

La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.

Cordialmente

I comunisti sono ovunque, la democrazia è ostaggio delle pratiche marxiste-lieniniste


Si sfiora il paradosso o più semplicemente lo abbiamo già superato da un pezzo. I servizi segreti militari italiani (SISMI) controllavano magistrati, giornalisti ed ufficiali scomodi. Perchè pericolosi? Perché rappresentavano una minaccia alla sicurezza nazionale? Perché erano pronti a fare un colpo di Stato, magari modello tangentopoli?

No, semplicemente non erano e non sono allineati. A cosa? Non saprei.

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In fondo Berlusconi ha avuto sempre ragione. I comunisti tengono sotto scacco, oramai da quasi sessant’anni, le istituzioni democratiche italiane. E non solo i comunisti nostrani, ma le ingerenze nella nostra democrazia provengono pure dall’estero, c’è un certo magistrato spagnolo, a me come penso a voi del tutto sconosciuto, di nome  Baltasar Garzón, che invece di occuparsi delle faccende spagnole indaga sul nostro ex premier per reati fiscali legati a Telecinco (ma perché lo perseguitano? Perchè non gode più dell’immunità? Perché si è fatto da solo? Perché sono invidiosi? O perché sono dei comunisti?) 

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foto El Pais di Baltasar Garzòn

Ma toriamo a noi. I fatti sono questi, come ben saprete, dall’estate 2001 al 2006 il SISMI, e non una parte deviata dei servizi, indaga sulla magistratura (di destra e di sinistra), sui giornalisti e sugli ufficiali delle forze dell’ordine. Il caso salta agli onori della cronaca grazie o a causa del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che invece di star quieto nel sul bel palazzone dorato denuncia l’operato dei servizi, un’ingerenza che non ha limiti. Ma la cosa che più mi sconcerta sono le accuse della maggioranza, più o meno velate, a Silvio Berlusconi.

Ma da quale pulpito? Così come dice l’ex ministro Gasparri.

E poi cosa c’entra il Presidente del Consiglio? Non è che può sapere tutto il capo del governo. Di cose in uno Stato, in cinque anni, ne capitano tante e non è che un individuo, anche se è il Primo Ministro, può star dietro a tutto, avrà i suoi impegni, o no?

O si vuol far credere che la perfetta coincidenza temporale (2001-2006), tra la compilazione dei dossier dei servizi e la legislatura di centrodestra, rappresenti la smoking gun?

Queste illazioni come questa supponenza sono atti terroristici e nulla più! 

Vedi anche:

Il giudice Ingroia sulla nuova P2. “C’è un qualcosa nel paese che da mesi, forse un anno, soffia aria mortifica”.

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