l’isteria mafiosa della santanché


Fonte: Coisp – Sindacato indipendente della polizia

“Ed ora, signori superiori, richiamateci tutti! Ci spiace parafrasare lo slogan di un’associazione di giovani, ma ci sembra il modo più efficace per condannare, senza se e senza ma, i metodi intimidatori messi in atto in perfetto stile mafioso dalla signora (signora per titolo e non certo per merito) Santanchè che in pubblico, durante la puntata di Anno zero, ha minacciato Alessia F., componente della struttura nazionale del Coisp, ma prima di tutto una donna ed un poliziotto”.


E’ sdegnata la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole di Daniela Santanchè che, non avendo argomentazioni forti per controbattere civilmente e democraticamente a quanto affermato da Alessia, è passata alle minacce ed agli insulti pronunciati con protervia ed arroganza.
“Berlusconi minaccia i magistrati nel silenzio più totale del ministro della giustizia e per parlare con gli italiani e raccontare solo le sue verità il premier utilizza lo stesso metodo di Bin Laden, i video messaggi – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – i parlamentari avvocati del Pdl pretendono che il Capo della Polizia riferisca di indagini in corso senza che il ministro competente spenda una sola parola per dissociarsi, la Santanchè minaccia un poliziotto. Ma questo che Paese è? Qualcuno ce lo dica per favore perché questa nazione non ha più nulla della Repubblica democratica fondata sul lavoro dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come è sancito nei primi articoli della costituzione”.
“Siamo indignati – dice ancora Maccari – delusi ma soprattutto angosciati all’idea di far crescere i nostri figli in questo Paese. Signor Presidente Napolitano riteniamo a questo punto che sia improrogabile, nelle more dei suoi poteri, intervenire prima che le follie della politica si trasformino in una pericolosa miccia sociale che deflagrando lascerà sul campo molte vittime dal punto di vista etico, morale e istituzionale”.

Annunci

Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

Continua a leggere

Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi.


Se non fossimo in questo Paese, se l’Italia non fosse viziata da così tante anomalie, se non fossimo costretti ogni giorno a dove assistere allo squallido teatrino della politica fatto di ripicche, accuse, smentite e ritrattazioni potremmo elucubrare sull’affaire Masi. Di cosa sto parlando?

Immaginatevi per un solo momento di non vivere in questo Paese, ma in una nazione civile, avanzata e democratica dove è normale che il direttore generale di una società, qualsiasi società, faccia gli interessi del gruppo da lui guidato. Se così fosse, sono sicuro, che tutte le boutade di Mauro Masi, che hanno semplicemente appestato le cronache di queste ultime settimane, prima col caso Santoro-Annozero e poi col il programma di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”, potrebbero esser lette sotto un’unica luce, quale? Beh è semplice quella del marketing pubblicitario. Ovvero faccio in modo che la gente, l’opinione pubblica, parli nel bene o nel male, di un prodotto, faccio in modo che quella stessa opinione pubblica si schieri quanto più velocemente possibile da un lato o dall’altro lato della barricata ed inizi a “guerreggiare”, il risultato è assicurato: pubblicità gratis e visibilità massima.

toscani

Continua a leggere

Berlusconi e i risvolti mediatici dell’attacco a Milano


La violenza va sempre condannata. L’atto compiuto da Massimo Tartaglia a Milano contro il premier Silvio Berlusconi è decisamente deprecabile e va stigmatizzato con decisione. Giusto ed ovvio.

Berlusconi ferito al volto

Come d’altra parte è ovvio il ribaltamento dei ruoli in questa storia, ovvero il carnefice diventa vittima e la vittima diventa un martire, un eroe.

Continua a leggere