Il Gioco delle tre carte. L’ex Pdl, il Polo della Nazione e l’antipolitica


Il countdown dei partiti è iniziato. Era un po’ che aleggiava, ma adesso possiamo dire che ci siamo. Prima lo spread con la crisi, quindi lo spauracchio greco ed il Governo Monti. E ancora le inchieste dei tribunali di mezza Italia che colpiscono il PD al nord e al sud, dimezzano o azzerano i vertici della Lega Nord e poi il Pdl, che con i suoi esponenti è sempre un must per ogni procura. Ma tutto ciò non era stato sufficiente a far crollare il teatrino della politica, occorreva la fatidica goccia. Ci ha pensato Grillo con il suo Movimento o meglio con il suo presunto 10% ad accellerare il moto di distruzione.

Tutto questo, naturalmete, poggia sul sostanziale fallimento del governo Monti e sul fatto che il popolo italiano pian piano ne sta prendendo coscienza.

Già l’anno scorso, quando il governo retto da Silvio Berlusconi era solo il fantasma di se stesso, pian piano si faceva largo l’idea che il Popolo della Libertà era giunto, come il suo leader, al capolino. Si parlò della nascita di un nuovo partito,  che avrebbe soppiantato il “vecchio” Pdl, legato a doppio filo con il Partito Popolare Europeo. Un soggetto politico che, avendo messo alla porta il Cav., avrebbe preso nome e linee di pensiero proprie del Ppe. Poi si parlò pure dell’eventualità della nascita di due partiti il Ppe, appunto, ed un secondo retto da Berlusconi e dai suoi fedelissimi. Oggi le cose sono finalmente più chiare.

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Berlusconi magnaccia e le stronzate di Bonaiuti, il suo portavoce


Ieri il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha giudicato epiteto di Antonio Di Pietro a Berlusconi:

Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l’osteri

Semplicemente Di Pietro ha dato del “magnaccia” al signore di Arcore, dopo esser venuto a conoscenza di come il Presidente del consiglio perora, tutela le sorti di ragazze, senza arte né parte, ma estremamente procaci. Dove sta lo scandalo? Il magnaccia o protettore è colui che difende le proprie puttane affinché possa esser mantenuto. Naturalmente Berlusconi non è un mantenuto, nel senso canonico del termine, da queste soubrette, ma se il Cavaliere prega il direttore di RaiFiction Agostino Saccà di fare lavorare l’attrice Antonella Troise perché “sta diventando pericolosa“, non è escludibile che la Troise in qualche modo tuteli lo status quo del Cavaliere.

Si, forse, avete ragione il linguaggio è un po’ colorito, ma se voi avete ragione non ne ha neanche un po’ il povero Bonaiuti, che invece di pensare a Di Pietro dovrebbe guardare le dichiarazioni dei suoi compagni di viaggio.

L’elenco è sterminato ed il blog è piccolo nè ho voglia di compilare un’enciclopedia. Solo qualche ricordo…

Berlusconi: i pm metastasi della repubblica. 25 giugno 2008

Berlusconi su Totti, che si schiera con Rutelli: quando uno non ci sta con la testa, non ci sta. 10 aprile 2008

Berlusconi all’elettorato di sinistra: Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni. 4 aprile 2006

Berlusconi alla Guardia di Finanza: è giusto evadere le tasse. 17 febbraio 2004

Berlusconi al Parlamento europeo a Schultz: Signor Schultz, in Italia c’è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò. 2 luglio 2003

Berlusconi intervistato da un settimanale straniero: Si, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino. 11 settembre del 2003

Un Umberto Bossi d’annata, oggi ci sono i fucili, scherzo è sempre lo stesso:

Per conquistare la libertà una lotta di liberazione del Nord. 29 settembre 2007

Il leit motiv del ministro: Dovremo fare la marcia su Roma. In Lombardia e in Veneto la gente ne ha le palle piene di essere derubata. 29 ottobre 2006

Calderoli si esprime su Napoli: Napoli è una fogna che va bonificata, è infestata da topi da eliminare con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perchè magari anche i topi votano. 1 novembre 2006

… perciò Bonaiuti innanzitutto pensi allo squallore della sua parrocchia e si stia zitto una volta per tutte.

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Berlusconi i leghisti, Alleanza Nazionale e Alfano.


manifesto elettorale Lega Nord

Il Governo è nato. La squadra dei ministri è stata fatta, tra gioia ed insoddisfazioni, Berlusconi ha disegnato il Consiglio dei Ministri, ora si aspetta solo l’incarico del Presidente della Repubblica Napolitano.

Eccenzion fatta per Franco Frattini (esteri), Gianni Letta (sottosegretario) ed, alcuni dicono pure, Giulio Tremonti (economia) questo è un Governo di bassissimo profilo. Oltre alla bravissima e preparatissima Giorgia Meloni (alle politiche giovanili) una sorpresa positiva potrà essere incarnata da Luca Zaia (politiche agricole). Un governo comunque dove, a parte i sopra citati, non ci sono né tecnici, né professionisti delle istituzioni né politici di lungo corso, coloro cioè che possono vantare una professionalità costruita negli anni.

Quello che appare subito evidente invece è il ridimensionamento di Alleanza Nazionale, messa a tacere per l’ennesima volta dal Presidente del Consiglio, questa volta con quattro ministeri, di cui uno senza portafoglio, la sindacatura di Roma e la presidenza della Camera dei Depuatati. Un ridimensionamento in favore dell’ago della bilancia che ha determinato le scorse politiche, la Lega Nord.

Altro dato non proprio confortante è la fioritura di 21 ministeri in aperto conflitto con la legge Bassanini, approvata nella scorsa legislatura, che ne imponeva un massimo di 12, ma già Berlusconi ha assicurato che in nome della Semplificazione il nuovo governo la cancellerà, altrimenti come farebbe a mantenere in piedi quella che potrebbe tranquillamente diventare un’accolita di rancorosi ?

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Quando è solo un simbolo religioso (ipse dixit, Gianni Alemanno)


 

Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.

 

Art. 1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.

-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

 

lunedì 28 aprile in Campidoglio (aggiunto postumo)

 i camerati acclamano il nuovo sindaco di roma