STATUARIO E COMPATTO IL PARTITO DEL NO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE


Tutti assicurano che le trivellazioni, anche al solo fine esplorativo, non hanno alcun impatto ambientale né rappresentano un rischio per la salute pubblica. Questo lo affermano: gli ufficiali di polizia giudiziaria del Dipartimento regionale dell’energia, l’assessorato regionale, l’Enimed e i tre sindacati confederati iblei.

Sarebbe il caso, quindi, di chiudere una volta per tutte queste inutili polemiche su eventuali e paventati rischi per la salute pubblica legati ai pozzi di perforazione nel Val di Noto e sul territorio ragusano.

Quello che si è fatto sino ad oggi è terrorismo ambientalista e bisogna chiedersi perché qualcuno vuole bloccare lo sviluppo della provincia iblea. Come fanno giustamente i sindacati.

Sul chi ha questo insano progetto non vi sono dubbi: il solito gruppetto radicale di Legambiente, la direttrice dell’Arpa di Ragusa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) una tale dott.ssa Lucia Antoci, chissà poi con quali competenze dichiara che “il territorio ibleo è uno dei più vulnerabili”, ed infine un certo Ing. Philippe Pallas, ai più sconosciuto, che pare faccia il Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Certo fa un po’ sorridere che questi della Nazioni Unite, che si sa non fanno nulla, hanno pure l’ardine di intromettersi nelle cose di casa nostra.

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Trivellazioni iblee. I consiglieri del PdL chiedono a Dipasquale di riaprire il pozzo Tresauro


COMUNICATO STAMPA.

Pozzo Tresauro, dai consiglieri del Pdl la richiesta di sblocco dei lavori Chiedere all’Amministrazione comunale di Ragusa di impegnarsi presso il Presidente della Regione Raffaele Lombardo affinché si possano sbloccare i lavori del pozzo Tresauro. E’ il senso di un ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale di Ragusa dai consiglieri del Popolo della Libertà Ilardo, Occhipinti, Chiavola, Celestre, Distefano e Dipasquale.“I lavori di ampliamento del pozzo di estrazione di proprietà della Enimed Spa – spiega Ilardo – sono stati bloccati ad agosto dalla Soprintendenza di Ragusa che ha deciso di seguire le norme di salvaguardia del Piano Paesistico, ignorando il fatto che l’adozione del piano stesso era (ed è tutt’ora) contestata dalla stragrande maggioranza delle forze politiche ed economiche del territorio provinciale e che persistono dei ricorsi presso il Tribunale Amministrativo Regionale che impugnano il decreto di adozione. Gli operai che erano impiegati presso il pozzo Tresauro hanno sostanzialmente perso il loro lavoro e in più occasioni è sembrato che si arrivasse ad una soluzione senza raggiungerla veramente”.“La nostra volontà – aggiunge il capogruppo Ilardo – è quella di richiedere ancora una volta l’intervento diretto del Presidente Lombardo affinché si possa restituire un futuro a queste persone. Daremo mandato al sindaco Dipasquale ed al Presidente del Consiglio La Rosa di impegnare il governatore manifestando nuovamente le nostre perplessità sulle motivazioni per cui i lavori sono stati interrotti e confidiamo che l’odg venga accolto anche dalle opposizioni. Un tale argomento, infatti, non ha un colore politico, ma va nella direzione di aiutare le tante famiglie che per via di questioni puramente burocratiche hanno visto le basi della loro stabilità economica frantumarsi per via dell’applicazione di norme che contrastano con le storiche politiche di sviluppo di Ragusa”.“Le attività di estrazione di idrocarburi nel territorio comunale di Ragusa – conclude Ilardo – sono state e sono ancora oggi importantissime per il nostro sviluppo economico e la loro presenza non ha impedito di far diventare la nostra città Patrimonio dell’Umanità, nonostante qualcuno sostenga il contrario. Speriamo che almeno per questi lavoratori, l’incubo dell’incertezza economica possa interrompersi al più presto”.