VADEMECUM – GIUGNO 2011


 

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25 GIUGNO A SCICLI (sottotitolo)… Un incontro per riflettere sulle dinamiche culturali della città


“La differenza crea identità”, questo il tema dell’incontro svoltosi lo scorso 25 giugno a Scicli, nella meravigliosa Sala Falcone-Borsellino di Palazzo Spadaro. Un meeting fortemente voluto dalla Piattaforma Culturale Pass/o in collaborazione con il Club Unesco di Scicli. All’evento erano presenti anche il sindaco, Giovanni Venticinque, e l’assessore alla cultura Vincenzo Giannone.

Primo appuntamento con la cittadinanza per presentare e raccontare un progetto, un’idea, che altro non è che la volontà di avviare un circuito virtuoso, di sviluppo e di crescita, che coinvolga l’intera città, certi che questo contagio debba travalicare i confini del comune per coinvolgere l’intera provincia e quindi le città limitrofe e la Sicilia, ponte ideale per emancipare e sprovincializzare le energie positive delle nostre città verso nuovi lidi, siano essi italiani che internazionali. Un’idea di sviluppo e di programmazione non solamente di natura economica ma anche culturale, consapevoli che le due cose, troppo spesso considerate distanti se non addirittura opposte, possono, invece, convivere felicemente in un rapporto di mutuo soccorso, di vicendevole stimolazione in un unicum che si arricchisce della partecipazione dei singoli individui così come delle associazioni e delle amministrazioni. Soggetti che debbono concorrere alla creazione di una rete ove la conoscenza e le idee possano circolare liberamente contagiando e facendosi contagiare.

Naturalmente è un progetto estremamente ambizioso anche perché si parla di cultura e di risveglio spirituale, due realtà intimamente connesse, bisognose di tempo e di un lavoro continuo e persistente affinché cambi la mentalità e l’approccio alle cose, specie in una terra quale la nostra.

In chiusura un appunto potremmo farlo al sindaco ed all’assessore, che oltre a presentare gli ultimi importanti risultati ottenuti, come il completamento del Parco della Chiafura o la rifunzionalizzazione del Colle di S. Matteo, non hanno propriamente steso una mano in aiuto dell’iniziativa, anche se non hanno neanche voltato le spalle ai promotori. Work in progress…

DISCARICHE.‭ ‬VENTICINQUE:‭ “‬LA CATTIVA GESTIONE DEL PRESIDENTE DELL’ATO AMBIENTE VINDIGNI È CAUSA DELLA CRISI ODIERNA‭”


Abbiamo intervistato il sindaco di Scilci, Giovanni Venticinque, sulla situazione delle discariche e sulle trivellazioni.

Il fatto che il Comune di Scicli, come gli altri comuni, non ha alcuna competenza sulle discariche presenti nel territorio, è un fatto troppo spesso dimenticato. Lo stato attuale dello smaltimento dei rifiuti nell’intera provincia è determinato e continua a dipendere dalla cattiva gestione delle discariche. Una cattiva amministrazione e l’assoluta mancanza di programmaticità, cioè l’assenza di una visione a medio e lungo termine ha determinato lo stato di criticità in cui vive l’intero sistema dello smaltimento. Criticità che vorrebbero (CHI?) superare con una soluzione, dichiara il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, alquanto discutibile. Non si capisce il perché dovremmo abbancare in nostri rifiuti nella discarica di Messina, quando sul territorio esistono due discariche aperte ed una di prossima apertura. Non si capisce il perché la provincia di Ragusa nonostante sia una realtà unica, continui a venir considerata come suddivisa in sub-comprensori. Ma anche la stessa suddivisione del territorio e delle discariche risulta viziata da una reale mancanza di criteri. Tre discariche destinate rispettivamente per il bacino del modicano, che conta 114 mila abitanti, per quello ipparino, con 104 mila abitanti, e per quello ragusano, il quale consta di 84 mila abitanti, con una discarica, però, che potrebbe coprire il fabbisogno dei quasi i tre quarti della provincia, anche questa disparità nella gestione è frutto della cattiva gestione dell’ATO.

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PARCO DEGLI IBLEI.‭ ‬BARONE:‭ “‬CIÒ CHE NON CAPISCONO È CHE‭ ‬LA PARTITA RIGUARDA‭ ‬LA COSTITUZIONE DELL’ENTE PARCO E NULL’ALTRO‭”


Abbiamo intervistato il consigliere provinciale del Partito Democratico Angela Barone

Avvocato Barone il 30 aprile le provincie di Ragusa, di Catania e di Siracusa dovevano presentare una possibile perimetrazione del Parco nazionale degli Iblei al Ministero dell’Ambiente, sa se qualcosa in tal senso sia stato fatto?

Iniziamo col dire che il progetto presentato del Comune di Ragusa comprende, inspiegabilmente, quattro piccole aree, distinte e distribuite nel territorio, soggette, però, già ad un vincolo demaniale. Quindi non solo il progetto del Comune è totalmente inadeguato al valore storico-naturalistico del territorio, ma si riferisce pure a delle aree sulle quali non ha alcuna competenza, visto che questa spetta alla Regione. Anche il Comune di Modica ha presentato un’idea di perimetrazione a macchia di leopardo. Una scelta però obbligata, e quindi corretta, in quanto la loro proposta esclude le zone di scarso interesse naturalistico. L’operazione fatta, invece, dal Comune di Scicli è assolutamente intelligente. Infatti il Municipio ha pensato bene di estendere il parco sino alla foce dell’Irminio, visto che il lato destro è di sua competenza, inglobando così tutta la vallata, con le cave e le miniere. Ispica e i comuni montani, infine, hanno dato il loro assenso da tempo.

Le ostilità al Parco non si dissolvono. Pensiamo all’ASI o al tavolo tecnico istituito dalla Camera di Commercio di Ragusa.

Guardi dovrebbero spiegarmi una volta per tutte che cosa c’entrano col Parco realtà come l’ASI o la Camera di Commercio. Se il presidente Pippo Tumino ha a cuore l’opinione delle imprese, non vedo il motivo per cui non vengono anche interpellati l’ordine degli avvocati, dei biologi o quello dei medici, cioè tutti i detentori di una partita I.V.A. (ndr).

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Le discariche abusive non mancano, lo si sa e Scicli ne vanterebbe addirittura due, l’una a poche decine di metri di distanza dall’altra, peccato che per soli 500 metri queste sono in territorio extracomunale. Siamo sulla Strada Provinciale 54 a due passi dall’ingresso del Comune Ibleo.

Forse non tutti lo sanno ma la S.P. 54 altro non è che la vecchia via di collegamento tra Modica e Scicli, una viuzza impervia larga appena per far passare contemporaneamente due auto. Questa vecchia trazzera asfaltata si inerpica tra i dolci declivi di quelle terre, mentre accarezza ora questo ora quel costone, facendosi largo tra masserie, carrubeti e uliveti. In questa stagione, poi, il paesaggio è uno spettacolo di colori ed odori, un vero incanto.

Peccato per quelle discariche. Due vere e proprie aree ecologiche dove ognuno può lasciare la propria mondezza. Se qualcosa non la vuoi più, vai là e la lasci insieme a montagne di copertoni, frigoriferi, divani, paraurti d’auto, recipienti d’eternit e ancora bidoni, materassi, televisori, mobili, plastiche di ogni tipo e colore, materiali edili di scarto e sanitari, ci è dispiaciuto non poter trovare un’auto o una moto abbandonate, ma siamo certi che lacuna ben presto verrà colmata.

superata la curva, dopo circa 100 metri ecco una nuova sorpresa: