Chi ben comincia è a metà dell’opera. Berlusconi i leghisti, Alleanza Nazionale e Alfano.


manifesto elettorale Lega Nord

Il Governo è nato. La squadra dei ministri è stata fatta, tra gioia ed insoddisfazioni, Berlusconi ha disegnato il Consiglio dei Ministri, ora si aspetta solo l’incarico del Presidente della Repubblica Napolitano.

Eccenzion fatta per Franco Frattini (esteri), Gianni Letta (sottosegretario) ed, alcuni dicono pure, Giulio Tremonti (economia) questo è un Governo di bassissimo profilo. Oltre alla bravissima e preparatissima Giorgia Meloni (alle politiche giovanili) una sorpresa positiva potrà essere incarnata da Luca Zaia (politiche agricole). Un governo comunque dove, a parte i sopra citati, non ci sono né tecnici, né professionisti delle istituzioni né politici di lungo corso, coloro cioè che possono vantare una professionalità costruita negli anni.

Quello che appare subito evidente invece è il ridimensionamento di Alleanza Nazionale, messa a tacere per l’ennesima volta dal Presidente del Consiglio, questa volta con quattro ministeri, di cui uno senza portafoglio, la sindacatura di Roma e la presidenza della Camera dei Depuatati. Un ridimensionamento in favore dell’ago della bilancia che ha determinato le scorse politiche, la Lega Nord.

Altro dato non proprio confortante è la fioritura di 21 ministeri in aperto conflitto con la legge Bassanini, approvata nella scorsa legislatura, che ne imponeva un massimo di 12, ma già Berlusconi ha assicurato che in nome della Semplificazione il nuovo governo la cancellerà, altrimenti come farebbe a mantenere in piedi quella che potrebbe tranquillamente diventare un’accolita di rancorosi ?

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Val di Noto. Trivellazioni e le certezze di Totò Cuffaro / 3di3


Oggi ho ricevuto una segnalazione dagli amici del Comitato No-Triv, che mi hanno inviato il link del discorso (dal 29° min. intervento di Andrea Cammilleri, dal 38° min. l’intervento di Totò Cuffaro) fatto dal presidente della Regione Sicilia in occasione della cerimonia di presentazione della fine dei lavori alla cattedrale di Noto.

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Naturalmente Totò Cuffaro non ha perso occasione per ribadire la sua estraneità, come governo, alla questione riguardante le trivellazioni nel Val di Noto.

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Due appunti alle dichiarazioni del presidente della Regione:

1) Non è vero che le trivellazioni riguardavano solo il metano. Se il presidente avesse letto il disciplinare sarebbe a conoscenza che la ricerca riguarda gli idrocarburi liquidi e gassosi, dove liquidi, scusate la pedanteria, sta per petrolio.

Maria Noé

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2) Non è vero che il governo siciliano è stato da sempre contrario alle trivellazioni (questa affermazione è stata ripetuta ben 9 volte dal presidente della Regione). Ricordo, che a firmare la concessione fu un l’assessorato all’industria nella persona di Maria Noè in forza ad un partito denominato Lista del Presidente (dove naturalmente il presidente è Cuffaro).  

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vedi anche: La Sicilia e il Muro di gomma 1di3 e Val di Noto. La Panther Oil fa un passo indietro. Ma Wwf e Ds frenano gli entusiasmi 2di3

Val di Noto. La Panther Oil fa un passo indietro. Ma Wwf e Ds frenano gli entusiasmi / 2di3


“La Panther Oil ha comunicato oggi (15 giugno 2007) alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l’abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell’intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari”.  Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della riapertura della Cattedrale di Noto.

Riserva di Vendicari (SR)

riserva-naturale-di-vendicari.jpg 

Ma il Wwf non ci crede e mette le mani avanti. ”Attenzione agli entusiasmi – ha detto Anna Giordano dell’associazione ambientalista – guardiamo con estrema cautela alla decisione della Panther Oil di rinunciare alle ricerche petrolifere in un’area del Val di Noto. Una rinuncia che riguarda poco più del 10% (praticamente la superficie abitata) dei 746 chilometri quadri destinati alla ricerca”. ”Del resto – ha aggiunto la Giordano – la società ha comunicato che già l’8 luglio è pronta a trivellare un pozzo a Ragusa, equivocando sull’istituto del silenzio-assenso (rispetto allo studio d’impatto ambientale che dicono di aver presentato), assolutamente non previsto sulle questioni che interessano l’ambiente”.

Chiesa della Madonna dell’Idria (RG)

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Hanno espresso cautela anche gli esponenti diessini della Regione, Roberto De Benedictis e Giuseppe Zappulla. ”Accogliamo con soddisfazione la notizia secondo la quale le trivellazioni nel Val di Noto si sarebbero interrotte. Evidentemente le nostre battaglie chiare e senza ambiguità, insieme a quelle portate avanti da molte istituzioni, intellettuali e cittadini, hanno dato i loro frutti. Tuttavia usiamo ancora il condizionale: aspettiamo infatti di leggere attentamente il contenuto della comunicazione fatta dalla Panther Oil, per valutarne natura ed effetti pratici”. ”Negli anni scorsi, infatti, più di una volta esponenti del governo regionale avevano presentato atti ufficiali, addirittura delibere di giunta che avrebbero dovuto impedire il prosieguo delle trivellazioni, con i risultati che tutti conosciamo. In ogni caso al momento constatiamo come la Panther Oil sia stata più ‘sensibile’ del governatore, che ha ammesso come la vicenda si sarebbe risolta per un passo indietro della società”.
  

 leggi anche: Val di Noto. Trivellazioni e le certezze di Totò Cuffaro / 3di3 ed ancora Il Val di Noto. la Sicilia e il Muro di gomma /1di 3

Il Val di Noto. la Sicilia e il Muro di gomma /1di 3


 Circa un anno fa scrissi un articolo, che riporto qui sotto, sulla devastazione in atto in Val di Noto a causa delle ricerche di idrocarburi della Panther Resources Corporation una multinazionale texana. Quell’articolo non fu mai pubblicato, perché, mi venne detto, non c’era la notizia. In effetti questa non era convinzione solo della testata per cui lavoravo, ma anche dei più popolari giornali siciliani, che si guardarono bene dal dar fastidio agli interessi che ruotano intorno a tutta l’operazione.

Oggi dobbiamo ringraziare la sensibilità di un intellettuale nostrano, Andrea Cammilleri, che si è interessato alla salute del Val di Noto scrivendo al direttore de La Repubblica ed indicendo una petizione, favorevolmente accolta dai lettori del famoso quotidiano. Un ringraziamento speciale va pure al Times e al Guardian, che ne hanno dato visibilità. A differenza dei tanto decantati direttori dei quotidiani siculi, che non si capisce il perché continuano a beneficiare del titolo di giornalisti.

 

La Panther Resources Corporation, multinazionale texana, dopo aver ottenuto l’autorizzazione a ricercare idrocarburi liquidi e gassosi in un’area di 74.637 ettari, nella zona del “Fiume Tellaro”, ha iniziato le sue attività di carotaggio. 

La prima cosa che salta all’occhio è il modo in cui il governo siciliano autorizzò queste ricerche. Infatti, le amministrazioni locali non furono minimamente informate sull’intera operazione. L’allora Assessore regionale all’industria, Maria Noé (rinviata a giudizio per abuso d’ufficio nel territorio messinese), con il D.A. n. 16 del 22-03-04, autorizzò le trivellazioni e così la Panther Eureka s.r.l., società che cura in Italia gli interessi della multinazionale texana, ottenne il 27 maggio del 2005 il consenso ad iniziare in contrada Maltempo, tra Ragusa e Chiaramente Gulfi, la costruzione di Eureka 1, concessione che riguarda un’area di 9950 mq.

Contrada Maltempo (Rg)

Sorvolando sull’incredulità di James Smitherman III, che non riesce proprio a capire il perché i comuni interessati ce l’abbiano proprio con la società da lui guidata, appare evidente l’arroganza e la povertà di un’intera classe politica del tutto incapace di una programmazione, a medio e a lungo termine, lontana da paradigmi produttivi ormai obsoleti.

Nel pieno disconoscimento dell’unicità della zona, dichiarata dall’Unesco nel gennaio 2003 patrimonio dell’umanità, e della scelta di un determinato modello di sviluppo in armonia con il patrimonio culturale, paesaggistico ed artistico: l’amministrazione di Ragusa, a differenza di tutti gli altri comuni interessati, non si è minimamente opposta a questa scelta, né ha creduto giusto coinvolgere la cittadinanza su una questione che la riguarda direttamente.

Infiorata a Noto
 
Indicativa è l’intervista rilasciata ad “Economy”, magazine di Mondadori, il 25 gennaio del 2006, dall’Assessore regionale ai Beni Culturali, Alessandro Pagano, il quale oltre a definire il Val di Noto una «campagna desolata … libera da qualsiasi vincolo paesaggistico», rassicura ed assicura la totale compatibilità tra le trivellazioni e l’ecosistema, concludendo la sua “attenta” disamina, sostiene che non sarà di certo «un pozzo largo due metri a minacciare l’ecosistema del Val di Noto», peccato che il disciplinare riguarda 750 chilometri quadri.

Ciò che viene propagandato come sviluppo del territorio, in termini di occupazione e di ricchezza, per Vincenzo Moscuzza, presidente del Comitato contro le trivellazioni nel Val di Noto, assume la forma di un neocolonialismo. La Regione Sicilia e l’ossequioso silenzio del Comune di Ragusa hanno praticamente “svenduto” le colline interessate sulla base delle royalty, che garantirebbero alla comunità il 5% dei guadagni della Panther Oil, circa 100 mila euro l’anno per ogni pozzo, ed altri 100 mila euro annui che la Panther investirebbe in attività culturali.

Avevamo cercato di contattare il settore Ambiente ed Ecologia del Comune di Ragusa per provare a capire le loro motivazioni, ma Giulio Lettica si è rifiutato di incontrarci; questa stessa solerzia è stata riscontrata da presidente di Legambiente di Ragusa, Claudio Conti, che ha parlato di un «Muro di gomma», ricordando il celebre film di Marco Risi.

leggi anche: Val di Noto. La Panther Oil fa un passo indietro. Ma Wwf e Ds frenano gli entusiasmi / 2di3 ed ancora Val di Noto. Trivellazioni e le certezze di Totò Cuffaro / 3di3

amministrative 2007. un dato e due ipotesi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spauracchio delle amministrative è passato. E se non c’è stata la tanto decantata “spallata”, risulta fuor di discussione l’arretramento del Centrosinistra un po’ in tutta Italia e già si parla di una questione settentrionale. Monza, Verona, Asti, Gorizia ed Alessandria sono passate al Centrodestra, mentre a Genova, storica roccaforte della sinistra, il divario con la Cdl si è sensibilmente ridotto.

 

Anche senza essere in possesso dei dati definitivi è possibile fare una analisi sull’andamento di questa tornata elettorale. Innanzitutto vi è il dato dell’astensionismo sul quale i due schieramenti dovrebbero riflettere seriamente. Un astensionismo che se da un lato rappresenta un segnale inequivocabile che non può essere sottovalutato dal Governo Prodi, dall’altro lato è, come ha affermato lo stesso Presidente della Camera, frutto dalla crisi in cui versa la politica italiana, evidenziata pochi giorni fa da Montezemolo all’Assemblea annuale di Confindustria.

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