STATUARIO E COMPATTO IL PARTITO DEL NO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE


Tutti assicurano che le trivellazioni, anche al solo fine esplorativo, non hanno alcun impatto ambientale né rappresentano un rischio per la salute pubblica. Questo lo affermano: gli ufficiali di polizia giudiziaria del Dipartimento regionale dell’energia, l’assessorato regionale, l’Enimed e i tre sindacati confederati iblei.

Sarebbe il caso, quindi, di chiudere una volta per tutte queste inutili polemiche su eventuali e paventati rischi per la salute pubblica legati ai pozzi di perforazione nel Val di Noto e sul territorio ragusano.

Quello che si è fatto sino ad oggi è terrorismo ambientalista e bisogna chiedersi perché qualcuno vuole bloccare lo sviluppo della provincia iblea. Come fanno giustamente i sindacati.

Sul chi ha questo insano progetto non vi sono dubbi: il solito gruppetto radicale di Legambiente, la direttrice dell’Arpa di Ragusa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) una tale dott.ssa Lucia Antoci, chissà poi con quali competenze dichiara che “il territorio ibleo è uno dei più vulnerabili”, ed infine un certo Ing. Philippe Pallas, ai più sconosciuto, che pare faccia il Consulente delle Nazioni Unite per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse idriche. Certo fa un po’ sorridere che questi della Nazioni Unite, che si sa non fanno nulla, hanno pure l’ardine di intromettersi nelle cose di casa nostra.

Forse ancor più ilare è il motivo per cui tutto questo polverone è stato alzato. Il 30 maggio scorso questa fantomatica agenzia, l’Arpa, aveva riscontrato un inquinamento da metalli nella sorgente “Paradiso”, la sorgente che serve le città di Santa Croce Camerina e di Marina di Ragusa, per tale motivo venne chiesto, e quindi accettato dal Comune di Ragusa, la chiusura momentanea della sorgente e il blocco dei lavori di perforazione del pozzo “Tresauro 2” della Enimed. Tutto ciò per delle analisi che avevano riscontrato il superamento dei limiti imposti per legge (Dlgs 31/2001) delle quantità di alluminio (399 μg/l su i 200 ammessi per legge), di ferro (217 μg/l sui 200 ammessi per legge) e per l’elevata torbidità delle acque a causa della presenza di colloidi dal colore biancastro e per l’aumento “ingiustificato” dei tenori di bario.

Ora non sarò un chimico o un biologo ma credo che un po’ di torbidità, di alluminio, di ferro e di bario nell’acqua non abbia mai fatto male a nessuno, quindi? In più, come assicurano dal Dipartimento regionale dell’energia, in nessun modo queste sostanze potevano contaminare l’acqua, vista la notevole distanza (?) tra il pozzo Tresauro e la sorgente. Poco importa se l’alluminio, il ferro e il bario sono metalli compatibili con le sostanze usate per il raffreddamento della trivella in fase di perforazione. Inoltre la stessa dott.ssa Antoci ha dichiarato in una intervista al Giornale di Sicilia, del 21 giugno scorso, che: “si è trattato di un inquinamento momentaneo, che si è ridotto in breve tempo”. Ora, possiamo preoccuparci per un inquinamento, appunto, passeggero delle falde acquifere? O si tratta di un disastro ambientale o credo non sia il caso di spendere tutto questo tempo su un evento così effimero.

La cosa che invece ci rassicura è l’impegno costante in difesa del lavoro e dei lavoratori dei sindacati confederati, eccezion fatta, ad esempio, su Pomigliano e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Infatti essi rispondono piccati a Legambiente che fa notare come neanche un anno fa la CGIL Palermo aveva dichiarato: “ci opporremo a qualsiasi forma di scambio tra occupazione e salute dei lavoratori e dei cittadini, investimenti e saccheggio del territorio, consapevoli del nesso profondo tra le politiche energetiche e le conseguenze che esse hanno sulla vita, non solo nostra ma anche dei nostri figli e delle generazioni future”.

Oggi i confederati, invece, ne fanno, oltre che una questione lavorativa, una questione di metodo, ovvero di forma e non di sostanza. Infatti non negano l’oggettività delle analisi fatte dall’Arpa, ma il fatto che la polemica ha avuto una visibilità mediatica (con buona pace del diritto di cronaca! ndr), di contro lamentano il fatto che non sono state informate le autorità preposte, cioè la magistratura. Falso, perché dalla Procura dichiarano che “l’inchiesta è aperta e che sul caso c’è grande interesse”. Comunque lo si sa, CGIL, UIL e CISL non hanno una grande sensibilità per le questioni ambientali, come dimenticare il loro “No” aprioristico e compatto all’istituzione del Parco degli Iblei?


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