due paroline sulle amministrative ragusane (2)


di Saro Distefano

Il sindaco di Ragusa ha vinto a mani basse. Che il sindaco uscente, Nello Dipasquale, fosse una corazzata lo si sapeva e non c’era bisogno di aspettare l’esito delle elezioni per vedere quanto era ed è alto il gradimento nei suo confronti. 57,19% è stato il risultato che, al primo turno, lo ha riconfermato a Palazzo dell’Aquila, contro il 36,26% di Sergio Guastella, risultato tutto sommato positivo, e l’esiguo 6,54% di Salvatore Battaglia.

Prima di provare a sviscerare alcune cause dell’annunciata sconfitta del centrosinistra, non possiamo non notare come la candidatura di Sergio Guastella è stata una scelta azzeccata, infatti ha totalizzato circa 4000 voti in più delle liste che lo sostenevano. Questo ha un unico significato: Guastella è un candidato forte, su cui il centrosinistra poteva e può contare. Non ha funzionato tutto il resto.

Continua a leggere

UN PROGRAMMA CONTRO LA MENZOGNA E LE CALUNNIE DI PALAZZO DELL’AQUILA




Abbiamo intervistato Giovanni Iacono vice coordinatore regionale IdV

Le elezioni saranno tra poche settimane. Avete già approntato una strategia elettorale con il Partito Democratico? Quando inizierà la campagna elettorale? Avete già stilato un programma? Quando lo presenterete alla cittadinanza?
Italia dei Valori ha approntato un programma già nei mesi scorsi attraverso l’ascolto con diverse associazioni e mondi vitali della città. Tale lavoro è stato portato avanti da un gruppo di persone del Partito che sono anche i responsabili dei dipartimenti : lavoro, ambiente e sviluppo sostenibile, università, politiche di genere, politiche giovanili, centro storico. Il nostro programma lo stiamo adesso condividendo con il candidato Sindaco Sergio Guastella con il  Partito Democratico e con tutti gli altri Partiti e liste civiche in rappresentanza delle Associazioni per poterlo presto presentare alla Città.

Continua a leggere

Amministrative Ragusa. IACONO (IdV): “Bisogna invertire radicalmente le politiche finora adottate e privilegiare l’interesse generale”




Giovanni Iacono - Consigliere provinciale di Ragusa

Un breve giudizio sulla situazione politica in Provincia.

E’ un gran bazar come ho avuto modo di dire più volte pubblicamente. Fin dall’inizio vi sono stati passaggi continui di Consiglieri da una sigla all’altra in rapporto alle continue collocazioni che i vari capi corrente hanno adottato in rapporto agli interessi di cordata. Ciò che lascia sgomenti è vedere i Consiglieri che mutano, dall’oggi al domani, capo corrente, parole, azioni a 360° e senza alcuna remora e alcun problema. Se si facesse un’analisi del contenuto dei documenti che stessi soggetti hanno diffuso che si potrebbe scrivere una sorta di kamasutra politico. Consideri che ogni cambiamento comporta una serie di rivendicazioni per i “mutati equilibri” e quindi si rimettono in gioco le spartizioni, le posizioni organizzative, gli assessorati, le dirigenze, i posti di sottogoverno. Sullo sfondo la tragedia di una Provincia dove nel solo 2009 c’è stato il maggiore ricorso alla Cig di sempre, + 311 % rispetto al 2008, con oltre 918 milioni di ore. I dati Istat 2007-2009 che ci riportano 8 giovani su 10 inattivi sul mercato del lavoro. Dati che confermano non solo una crisi senza precedenti ma ci danno anche la misura di quanto sia distante la politica rispetto ai problemi reali.

Alleanze nel centro sinistra. Si parlava del terzo polo, ora pare che questo si sia spaccato, voi dell’Idv avreste accettato un alleanza con Fli, Udc, MpA e Api? Ed ora che il polo si è diviso come vede la possibile alleanza con il Movimento per l’Autonomia?

Noi vogliamo e perseguiamo l’unità del centrosinistra ma è necessario che bisogna praticare quotidianamente il rispetto delle peculiarità e dell’apporto di ognuno perché in ogni coalizione ogni partito è necessario ma non sufficiente e pertanto è un errore quando un partito vuole essere egemone ed autosufficiente. Il terzo polo ha senso se è appunto “terzo polo” altrimenti è una contraddizione in termini e non presentandosi alle elezioni in maniera autonoma è destinato a morire sul nascere. Quindi bene hanno fatto i partiti che, coerentemente, con i partiti nazionali e regionali sono andati autonomamente. Questo è l’”Abc” della politica e vorrei ricordare che i partiti sono associazioni che si basano sul volontariato e quindi chi decide, autonomamente, di aderire ad un partito significa Continua a leggere

SEL: RAGUSA MANCA DI AGIBILITA’ DEMOCRATICA


 

La fotografia di Enzo Cilia (Sel) del capoluogo ibleo

 

La sua percezione della situazione politica a Ragusa

E’ sotto gli occhi di tutti la politica, da un lato abbiamo il centro destra che si spaccato a causa di Lombardo, che ha in Dipasquale il suo grande nemico, il Partito democratico che dovrebbe essere il partito principale del centrosinistra e quindi in qualche modo il nostro interlocutore principale, tutto impegnato a risolvere le sue beghe interne e quindi lavora poco e male per la coalizione, esempio ne sono queste primarie tutte interne al partito. Noi avevamo chiesto di fare delle primarie aperte a tutti per dare effettivamente ai cittadini la possibilità di esprimere una candidatura unitaria. Loro dicono che ci dovrebbero essere delle altre primarie ma per come le hanno impostate diventa anche complicato riuscire ad avere una soluzione unitaria. Con Giovanni Iacono e l’Italia dei Valori, invece, c’una totale comunione di intenti.

Continua a leggere

Emendamento a perimetrazione disposta dall’Amministrazione Provinciale di Ragusa


PROVINCIA REGIONALE di RAGUSA

La perimetrazione disposta dall’amministrazione provinciale e dal Comune di Ragusa è assolutamente
carente e contraddittoria rispetto al Piano Territoriale Provinciale, alle ingenti risorse Comunitarie,
Nazionali e Regionali che sono state erogate nel corso degli anni per progetti ed iniziative a salvaguardia
dell’ecosistema, a tutela delle risorse naturali, alla valorizzazione dell’ambiente, allo sviluppo economico
legato all’esercizio di attività e fruizione delle aree di interesse naturalistico e sia in rapporto agli obiettivi
prioritari delle politiche di protezione della natura della Comunità Europea . Nella proposta avanzata dalla
Provincia e dal Comune di Ragusa vengono incredibilmente ed irrazionalmente escluse le aree a maggiore
valenza naturalistica, paesaggistica, ambientale, archeologica, storica della Provincia di Ragusa ( Risultano
escluse le superfici con habitat naturali (quali le Cave, gli altopiani di carrubeti, la vallata dell’Irminio, le
cave d’Ispica, ecc.) la cui importanza della conservazione e tutela viene affermata dalla direttiva 92/43/CEE
detta Direttiva Habitat che ha introdotto l’obbligo di tutela degli habitat e degli habitat di specie, per il loro
valore intrinseco e la loro rarità a livello Europeo e in quanto ecologicamente e funzionalmente
determinanti per la conservazione delle specie. La valenza paesaggistica, naturalistica, culturale delle zone
escluse dalla delimitazione del Parco viene affermata dalla Provincia stessa nella Carta dei Valori di
interesse Naturalistico e Culturale del Piano Territoriale Provinciale. Siamo dinanzi ad un ossimoro, ad una
contraddizione in termini e in fatto. Nel PTP si sostengono tutta una serie di azioni e di progetti nelle aree
ritenute, “strategicamente”, di primaria importanza per il territorio e nella delimitazione del Parco, le
stesse aree, vengono totalmente e deliberatamente escluse, non prese in considerazione. Nelle aree iblee
indicate nella nostra cartografia allegata sono invece incluse tutte le aree iblee riportate nella carta dei
Valori del PTP e dove sono presenti elementi faunistici che le Direttive Comunitarie tutelano, in particolare :
· La Direttiva 79/409/CEE che contempla specifiche misure di protezione per alcune specie ed i
relativi habitat;
· Della Convenzione di Berna, per la conservazione della vita selvatica e de suoi biotopi in Europa,
elaborata nel 1979 e divenuta esecutiva dall’ 1 giugno 1982;
· Della Convenzione per la Conservazione delle specie migratrici (CMS – Convenzione di Bonn)
appartenenti alla fauna selvatica.
In particolare le cave Iblee, sono veri e propri “serbatoi” e laboratori per la conservazione del territorio, del
paesaggio, degli ecosistemi, degli habitat e delle specie. E’ una assoluta assurdità escludere le cave dalla
delimitazione del Parco Nazionale degli Iblei anche in ragione della valenza idro-geologica e
dell’approvvigionamento idrico dell’intero sistema Ibleo.
Nei tipi di habitat naturali perimetrali nella nostra proposta sostitutiva (v. allegato) sono presenti i seguenti
tipi di habitat naturali :
codice natura 2000
9340 Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
9320 Foreste di Olea e Ceratonia
6220 Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Bracypodietea
8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica- Dianthion rupicolae
5330 Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici
\
8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico con fauna ipogea
92CO Foreste di Platanus orientalis
92AO Foreste e galleria di Salix alba e Populus alba
2250 Dune con Juniperus spp.
1240 Vegetazione con Limonium spp. Endemici
7220 Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi
92D0 Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea)

Specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone
speciali di conservazione (Cervone – Elaphe quatuorlineata, Elaphe situla, Trota macrostigma, Garofanino
rupestre, Orchidee). Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono, per la Convenzione
di Berna, una protezione rigorosa e delle specie minacciate (airone cenerino, airone rosso, falco pellegrino,
lunario). Sono inoltre presenti formazioni rupestri definite secondo il Decreto Pres. Regione Sicilia del
28.06.2000.
Nelle aree escluse dalla perimetrazione della Provincia e del Comune di Ragusa negli anni scorsi sono stati
finanziate molti progetti. Uno per tutti con fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006 il PIT :”Quattro città e un parco
per vivere gli Iblei” che mirava alla valorizzazione delle risorse locali nel campo dei beni culturali, dei siti
archeologici, del turismo, dell’agricoltura e della zootecnia”. Il progetto ha coinvolto i quattro Comuni di
Ragusa, Chiaramonte G., Giarratana, Monterosso Almo. L’idea forza del PIT era quella di realizzare un Parco
che comprendeva oltre all’alto corso del fiume Irminio e le pendici del Monte Lauro anche i centri storici dei
Comuni coinvolti. Le somme sono state spese in gran parte delle zone che risultano oggi, inspiegabilmente,
escluse dalla perimetrazione della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa. Nelle zone oggi escluse
(cave naturalistiche e vallata dell’Irminio) si attuò l’azione di recupero dei percorsi e della sentieristica
minore del “Parco” con un finanziamento di € 3.500.000 ebbene le “azioni” tese a individuare il “ parco”
sono state finanziate ed attuate a livello carellonistico(vi sono diversi cartelli che ancora indicano l’azione)
ma adesso il “Parco” “non c’è più”.

A SIRACUSA il PARCO NAZIONALE E A RAGUSA Il FINTO PARCO CHE NON PORTERA’ NE’ TURISMO NE’ SVILUPPO NE’ OCCUPAZIONE


 

Ieri alla Provincia Regionale abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione del “nanismo” politico che caratterizza la classe politica di questa Provincia. La deliberazione votata ieri in Consiglio Provinciale di “perimetrazione e di zonazione del Parco Nazionale degli Iblei” ne è l’emblema.

Tralascio il fatto procedurale che in data 26.11.2010 il “lungimirante” Assessorato Provinciale al territorio e ambiente aveva emesso un comunicato dove annunciava di “avere consegnato” alla Regione ciò che è stato deliberato solo ieri, 8 febbraio 2011, dal Consiglio Provinciale ed allego l’emendamento presentato dallo scrivente come primo firmatario (emendamento condiviso dal consigliere Burgio,Padua e Mustile e Barone che ieri erano però assenti) che citando le direttive comunitarie sulla salvaguardia della biodiversità evidenziava l’importanza vitale di salvaguardare zone come le cave naturalistiche del territorio di Ragusa e la vallata dell’Irminio. Invito a valutare due diversi modi di procedere. La Provincia Regionale di Siracusa malgrado una diversa proposta di perimetrazione proposta da alcuni Comuni (che avversavano la delimitazione della provincia per l’inclusione dei centri storici e quindi per la perdita di potere con i prg) ha delimitato un parco omogeneo di oltre 100.000 ettari costituito dalle riserve regionali, dai Sic e dalle ZPS nonché dai territori ad elevata naturalità con la naturale “chiusura” ricavata dall’inclusione di alcuni centri urbani secondo la tipica configurazione di tutti i parchi nazionali italiani che fanno del paesaggio urbano parte importante della stessa idea di parco. La Provincia Regionale di Ragusa, in maniera IRRESPONSABILE e in totale contraddizione con lo stesso piano territoriale provinciale e con la carta dei valori dei siti naturalistici della stessa ha delimitato una superficie di ha 14.103 escludendo il parco forza di Ispica , il territorio di Scicli , tutte le cave naturalistiche e la zona Sic della vallata dell’Irminio. L’esclusione delle cave naturalistiche e della vallata dell’Irminio è da addebitare interamente al Comune di Ragusa, capofila del fronte contro il Parco, che ha delimitato solo ha 1.373 del proprio territorio escludendo le zone di maggiore pregio naturalistico. Ci si chiede cosa si dovrà insediare nelle cave naturalistiche o a ridosso delle cave ? Sia il Comune di Ragusa che la Provincia sono i soggetti promotori e fruitori di ingenti finanziamenti inerenti progetti strategici e Pit come “quattro città e un parco per vivere gli Iblei” che, ironia della sorte, riguardano proprio le zone che, oggi, gli stessi soggetti hanno ESCLUSO. La Provincia di Ragusa ha ancora una volta abiurato al proprio ruolo politico di pensare e progettare il futuro. Il Presidente della Provincia di Ragusa ha fatto il “notaio” mentre il Presidente della Provincia di Siracusa, probabilmente ispirato dal Ministro Prestigiacomo, è passato dal considerare il parco una sorta di “danno da limitare “ a mettersi contro alcuni Comuni, fare una delimitazione credibile ed affermare che il Parco è “uno strumento di ricchezza e di sviluppo”. Loro avranno un Parco credibile che porterà “frutti” e Ragusa avrà un parcheggio anziché un parco che qualcuno, probabilmente pensa di “sfruttare” per attingere prioritariamente ai fondi previsti dalla Legge quadro ma questo non creerà né sviluppo, né occupazione, né turismo. Forse non serve nemmeno a quell’”uovo” oggi !!!

\

 

 

 

 

 

 
 

,

escluse dalla perimetrazione della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa. Nelle zone oggi escluse

(cave naturalistiche e vallata dell’Irminio) si attuò l’azione di recupero dei percorsi e della sentieristica

minore del “Parco” con un finanziamento di € 3.500.000 ebbene le “azioni” tese a individuare il “ parco”

sono state finanziate ed attuate a livello carellonistico(vi sono diversi cartelli che ancora indicano l’azione)

ma adesso il “Parco” “non c’è più”.

 

 

 

 

PARI OPPORTUNITÀ, UN DIRITTO-DOVERE DIMENTICATO DALLA PROVINCIA DI RAGUSA


In un comunicato stampa dello scorso 20 luglio il consigliere provinciale dell’Italia dei Lavori, Giovanni Iacono, solleva un problema per nulla secondario sulla composizione della Giunta provinciale ragusana, che è composta esclusivamente da uomini.

Iacono infatti fa notare come nello Statuto della Provincia Regionale di Ragusa sia espressamente detto come questa Istituzione deve fare tutto quanto è in suo potere per favorire e promuovere le condizioni di pari opportunità, anche istituendo appositi organismi atti all’abbattimento degli ostacoli alla realizzazione di questo diritto fondamentale [art. 3 comma g) del suddetto Statuto].

La totale assenza di assessori donne in Giunta, sarebbe comprensibile se e solo se (ipotesi alquanto bislacca ed assurda) nessun esponente della maggioranza, appartenente a quello che un tempo veniva detto il gentil sesso, sarebbe in grado di svolgere il ruolo di assessore, assolutamente certi dell’esistenza di una enorme quantità di donne assolutamente in grado di svolgere bene ed anche meglio dei propri colleghi uomini questo ruolo, il consigliere Iacono chiede nel più breve tempo possibile che la Provincia tenga fede ai suoi principi fondamentali sostituendo 4 assessori maschi con 4 assessori donne. Una richiesta non solo giusta ma corroborata pure da una recente sentenza del Tar di Palermo che ha obbligato il Comune di Favara (Ag) ad integrare la propria Giunta con delle donne.