INTERNI: CRAXISMI


Stefania Craxi dopo aver apprezzato Libero e il suo direttore per “coraggio e spirito di indipendenza”si lamenta con lo stesso direttore per un articolo a firma di Gianluca Veneziani che: “per fare dello spirito sulla latitanza del “socialista” direttore dell’Avanti! Valter Lavitola, arriva a definire “latitanti” i socialisti costretti ad espatriare per le persecuzioni del regime fascista, da Nenni a Pertini, passando naturalmente per Craxi. Ogni accoppiamento – continua Stefania – dei grandi socialisti con il signor Lavitola è un insulto. Perdoni lo sfogo, ma la storia di questa testata rappresenta un punto miliare della storia stessa del Partito Socialista Italiano (non a caso Pietro Nenni amava ripetere che “il partito è una segretaria e l’Avanti!”)”.

Forse sarebbe il caso di ricordare al sottosegretario agli Affari Esteri, che non solo accostare il nome di Lavitola ai grandi socialisti italiani, come Nenni e Pertini, è un insulto, ma annoverare tra i grandi socialisti Bettino Craxi è un insulto agli italiani, all’Italia e alla sua storia. 

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DA GRANDE RIFIUTERÒ QUALSIASI PREMIO GIORNALISTICO!!!


 

Per caso, non è una delle mie letture preferite, mi è capitato per mano il settimanale Panorama. L’ho letto tutto d’un fiato e all’ultima pagina trovo la rubrica “Fuori Ordinanza” redatta da Annalena Benini, una giovane giornalista rampante, il pezzo si intitola “Caduti i miti, restiamo noi donne”. Bene. Inizio a leggerlo.

Sin dalle prime battute rimango basito, la giornalista all’inizio del 2010 stava morendo “per cretinaggine”, aveva una “polmonite” e non voleva farsi le “lastre” … ma poi tutto diventa chiaro, il suo stato di salute altro non era che la preveggenza dell’ecatombe che si sarebbe concretizzata nel 2010. Annus horribilis della razza umana. Prima muore J. D. Salinger (l’autore de Il giovane Holden) poi Alexander Mc Queen (un sarto) e ancora Edmondo Berselli, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Il tracollo è totale, la tenuta psicologica dell’uomo è messa seriamente a rischio e quando si inizia a pensare che tutto ormai è perduto, la Natura, come se ne avessimo bisogno, ci da prova di quanto può essere matrigna, violenta, bestiale, ingiusta. Cadono impavidi, uno dopo l’altro, Pietro Taricone, Mario Monicelli e Leslie Nielsen, dimentica Mike Buongiorno lo voglio aggiungere io, insomma tutti i miti, i nostri eroi in una parola sono morti. Inizio a pensare che la collega sta scherzando.

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Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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L’Onorabilità dell’omertoso, Graviano come Mangano


Le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sono state smentite dal boss di Brancaccio (Palermo) Filippo Graviano. Questo è bastato per gridare allo scandalo e gettare, ancora una volta, discredito sulla magistratura, sul colleggio giudicante e naturalmente su tutto il centro sinistra e la Repubblica Italiana, che, a detta del premier Berlusconi, di Marcello Dell’Utri e dei suoi avvocati, stanno facendo fronte comune per incastrare una volta per tutte questa maggioranza.

 

Gaspare Spatuzza

Sarà vero? Chi ha le prove? Atteniamoci ai fatti.

Quanti di voi si ricordano battaglie politiche, ingaggiate in Parlamento e sui media nazionali, per rivedere la legge sui pentiti? 

Sino a qualche settimana fa l’affidabilità dei pentiti era di esclusiva pertinenza della magistratura. L’importanza, la veridicità o l’inconsistenza delle dichiarazioni del pentito di turno sono state da sempre giudicate dai tribunali, che tramite riscontri e controlli di vario tipo, stabilivano l’affidabilità o meno del suddetto. Vero, ma fino a quando il pentito o il boss con  le sue affermazioni non chiama in causa i potenti, perchè se ciò avviene tutto il sistema entra in crisi. La legge va riformata, i pentiti non sono più affidabili, la magistratura naturalmente fa politica e così via via potremmo dichiarare che il Maxi Processo fu una vera buffonata e Tommaso Buscetta era un millantatore.

Tutti i commentatori al soldo di Berlusconi, come Il Giornale, Libero, le reti Fininvest e la Rai, con in testa Minzolini, dovrebbero però spiegare perché è più affidabile un boss mafioso, che non si è pentito e quindi è ancora fedele a Cosa Nostra, di un pentito di mafia che si è dichiarato reo di numerosi reati ed omicidi?

Addirittura Il Giornale diretto da quel galantuomo di Feltri imbastisce una vera e propria difesa nei confronti del boss  di Brancaccio “malato”, Giuseppe Graviano, in fondo Feltri è garantista (vedi la vicenda Boffo). Lo difende pubblicando un appassionato articolo di Gian Marco Chiocci, intitolato “Mi stanno uccidendo per farmi parlare“, dove il boss si lamenta che l’istituzione carceraria lo vessa continuamente, non fornendogli abiti adeguati per il processo, non dotandolo di carta igienica, addirittura gli aguzzini del carcere lo riprendono pure in bagno mentre espleta i suoi bisogni fisiologici e non ultimo non gli permettono di carezzare suo figlio, il quale attonito non capisce il perchè deve vedere il padre attraverso un vetro…. Forse sarebbe il caso di spiegare a questo bambino in che razza di famiglia bestiale è nato e smettere una volta per tutte con le lacrime di coccodrillo.  

Giuseppe Graviano

Va ancora una volta ricordato che i fratelli Graviano non si sono pentiti, ma tutto perde di significato allorquando il boss smentisce il pentito Spatuzza, guadagnadosi la piena stima di Berlusconi & Co., un po’ come successe con Vittorio Mangano, killer e boss della Mafia condannato all’ergastolo, definito da Berlusconi e Dell’Utri  un eroe perchè in carcere non parlò mai.