Berlusconi e i risvolti mediatici dell’attacco a Milano


La violenza va sempre condannata. L’atto compiuto da Massimo Tartaglia a Milano contro il premier Silvio Berlusconi è decisamente deprecabile e va stigmatizzato con decisione. Giusto ed ovvio.

Berlusconi ferito al volto

Come d’altra parte è ovvio il ribaltamento dei ruoli in questa storia, ovvero il carnefice diventa vittima e la vittima diventa un martire, un eroe.

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Nani e nanetti tra le pieghe del Governo Berlusconi. Alleanza Nazionale, Castelli, la Mussolini, la Brambilla e tanti altri ancora


Poco più di due anni fa la Casa delle Libertà impazzava dalle colonne dei giornali accusando la proliferazione di poltrone e poltroncine nel neoeletto Governo di centrosinistra (giustissimo). Ministeri, sottosegretariati e deroghe vari avevano fatto conquistare al Governo Prodi un triste record sino ad allora detenuto dal VII Governo Andreotti.

Prodi battè per un totale di 102 poltrone i fatidici 100 posti della squadra andreottiana (12 aprile 1991 al 24 aprile 1992).

(Qualche esempio) Mario Landolfi, divertito, parlò (11 giugno 2006) del naturale sbocco di quella maggioranza, “il cui unico collante era la gestione del potere”. Antonio Leone (28 giugno 2006) parlò, dalle colonne de Il Tempo, di “un indiscriminato aumento dei membri del governo ed ancora Giulio Tremonti (14 luglio 2006) dichiarò: “avete moltiplicato i ministeri, ne manca solo uno, quello dell’Intelligenza”.

facciamo un po’ di conti…..

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