SEL: RAGUSA MANCA DI AGIBILITA’ DEMOCRATICA


 

La fotografia di Enzo Cilia (Sel) del capoluogo ibleo

 

La sua percezione della situazione politica a Ragusa

E’ sotto gli occhi di tutti la politica, da un lato abbiamo il centro destra che si spaccato a causa di Lombardo, che ha in Dipasquale il suo grande nemico, il Partito democratico che dovrebbe essere il partito principale del centrosinistra e quindi in qualche modo il nostro interlocutore principale, tutto impegnato a risolvere le sue beghe interne e quindi lavora poco e male per la coalizione, esempio ne sono queste primarie tutte interne al partito. Noi avevamo chiesto di fare delle primarie aperte a tutti per dare effettivamente ai cittadini la possibilità di esprimere una candidatura unitaria. Loro dicono che ci dovrebbero essere delle altre primarie ma per come le hanno impostate diventa anche complicato riuscire ad avere una soluzione unitaria. Con Giovanni Iacono e l’Italia dei Valori, invece, c’una totale comunione di intenti.

E con il Movimento per l’Autonomia?

Noi siamo estremamente contrari a qualsiasi rapporto con il Movimento di Lombardo sia a livello regionale che locale. Quello solo un inciucio, un rapporto contro natura, prima di fare qualsiasi alleanza bisogna chiederlo agli elettori.

Secondo lei le primarie, per come le abbiamo conosciute, sono morte?

Il problema dare la fiducia alla gente, nascono per chiamare in causa chi il diretto interessato, l’elettore, il cittadino. Milano, Bologna e Cagliari sono stati delle bellissime esperienze. Nel capoluogo lombardo ha vinto il candidato di Sel, a Bologna ha vinto il candidato del Pd e ultimamente a Cagliari Zedda (Sel) si imposto, questa la miglior risposta alla sua domanda, adesso, questo il sentimento democratico che dovremmo perseguire.

Di cosa ha bisogno Ragusa?

Di agibilità democratica, non si può lavorare acquistando pezzi, a volte pure importanti, di opposizione. Questo sistema inaccettabile. Non possiamo assistere inerti a questo teatrino e vedere che chi ieri era candidato contro Dipasquale oggi diventato un esperto, oppure i consiglieri che ieri erano all’opposizione oggi sono in maggioranza e magari domani avranno incarichi di governo. Serve una sveglia culturale. La dialettica non è mercato né mercatismo.

Due parole sul terzo Polo o Polo della Nazione.

Guardi noi, io, crediamo che la politica debba avere un’anima e non essere mera gestione del potere. Ci etichettano come illusi, ma la politica che l’arte del governare deve servire a cambiare le cose a gestirle nel miglior modo possibile e di certo quello a cui assistiamo non va in questa direzione.

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