I SOTTERFUGI DELL’ORO NERO NEGLI IBLEI


Ormai i trenta giorni sono più che trascorsi, da quando il consigliere dell’Italia dei Valori, Salvatore Martorana, ha presentato un’interrogazione alla Giunta comunale di Ragusa sulle eventuali trivellazioni sul territorio ibleo. “Dopo i pali eolici ed il fotovoltaico industriale di contrada Mendolilli, arrivano sul territorio di Ragusa le trivellazioni petrolifere. Da qualche tempo si sente dire che una compagnia Italiana, famosa nel mondo per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, starebbe iniziando a perforare il sottosuolo per l’estrazione del petrolio. Più precisamente, – prosegue Martorana – sulla strada provinciale Ragusa – Santa Croce Camerina, ai Km 10-12, sembrerebbe che la predetta società petrolifera, dopo accurate introspezioni geologiche e carotaggi esplorativi, di cui stranamente non si è avuta alcuna notizia, abbia scoperto la presenza, non a profondità elevate, di un ricco giacimento di idrocarburi”. Ma tutto tace.

Rispondiamo noi al consigliere Martorana, i lavori al km 10 della Ragusa – Santa Croce sono già iniziati. Se la popolazione, di questa attività, ne debba essere informata sinceramente non lo sappiamo, anche se ci appare alquanto dissonante che tutta la classe politica, tanto avversa a digerire “le imposizioni dall’alto” in materia di Parco nazionale degli Iblei, si adegui così morbidamente ad una sicura deturpazione del territorio ibleo. Deturpazione che come sempre non ha nessuna ricaduta sulla collettività, fatta eccezione per quelle poche decide di migliaia di euro dilazionate ai proprietari dei terreni in trenta o quarant’anni.

In linea di principio potremmo non avere nulla in contrario a vedere impiantati sul nostro territorio immensi parchi eolici e fotovoltaici o perché no trivelle e pozzi petroliferi, a patto però che da tutte queste attività ne risulti un immediato e concreto beneficio per la popolazione. Se però questa come altre attività, fortemente impattanti, devono rappresentare esclusivamente un vantaggio per un gruppo di privati, l’intera operazione non può che apparirci come l’ennesima ruberia.

A dare conferma di questi nuovi insediamenti petroliferi è lo stesso segretario provinciale dell’Uilcem (Unione Italiana Lavoratori della Chimica dell’Energia e del Manifatturiero), Giuseppe Scarpata, lo scorso 31 ottobre giorno del suo insediamento. Scarpata infatti dichiara soddisfatto sull’Enimed: “Una società attiva nell’esplorazione, sviluppo e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi – ha aggunto – nonché nella commercializzazione e vendita della propria produzione. Interamente controllata dal gruppo Eni, nata il primo gennaio del 2005 da un accordo Eni-Agip-Regione Siciliana, oggi Enimed, che ha sostituito la vecchia Somicem nella denominazione sociale, campo Ragusa, conta 38 addetti ed una produzione complessiva di quasi 1050 metri cubi/giorno. L’oro nero, nonostante le previsioni, nonostante sessanta anni di sfruttamento continuo del sottosuolo, continua a sgorgare dalle campagne ragusane, per 320 metri cubi in contrada Tabuna, il giacimento più vecchio d’Europa, scoperto nel 1954 su esplorazione e poi coltivazione fino al 1964 (data di passaggio proprietà dei pozzi ad Agip) dall’americana Gulf Oil. A questo aggiungiamo i 700 metri cubi del nuovo “filone” di contrada Tresauro, che ha vissuto fasi di produzione discontinue e che andrà a pieno regime nel 2010”.

Allora qui occorre fare una scelta di campo condivisa fra tutti. In Germania, paese all’avanguardia per lo sviluppo delle energie alternative, ci sono delle intere comunità, delle città, che hanno scelto. Questi cittadini, in accordo con le loro amministrazioni hanno deciso di investire su questa o su quell’altra energia alternativa perché in tal modo non solo riescono a risparmiare sulla loro bolletta elettrica, ma addirittura ne hanno pure un ricavo economico. Per fare un altro esempio, negli Stati Uniti 4 litri di benzina possono costare al massimo 2 dollari, ovvero si beccano i pozzi petroliferi ma anche la benzina a prezzi stracciati. Quando si parla di vantaggi si parla di queste cose e non di ridicole royalties che hanno il sapore dell’elemosina.

Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa la popolazione ragusana su queste trivellazioni in cambio come pare di un aiuto per restyling di Piazza Libertà, così come ha annunciato qualche mese fa il sindaco Dipasquale.

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3 Pensieri su &Idquo;I SOTTERFUGI DELL’ORO NERO NEGLI IBLEI

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