emergenza rifiuti, servono nuove politiche ambientaliste


 

l'ennesima discarica a napoli

 

Tredici anni di commissariamento per l’emergenza rifiuti in Campania non hanno risolto nulla. Amministratori incompetenti o collusi, politiche obsolete, lobby finanziarie e l’intoccabile camorra, continuano ad avvelenare le popolazioni del Vesuvio, perpetuando una situazione indegna, incivile ed inaccettabile. Questo il punto di partenza dell’assemblea pubblica svoltasi lo scorso 24 Marzo a Serre (SA), dove è stata indetta, per il prossimo 19 Maggio, una mobilitazione generale per il ripristino della democrazia e della legalità.


La Rete Nazionale Rifiuti Zero, i Comitati campani per la tutela della salute e dell’ambiente e le altre associazioni provenienti da tutta Italia, promotori dell’iniziativa, hanno puntato il dito contro le scelte operate in questi anni dalla Regione Campania, tutte fallimentari perché ispirate al solo binomio megadiscariche/inceneritori. Una rivoluzione di mentalità che deve iniziare dal definitivo superamento della rovinosa esperienza dei commissariamenti, che a nulla sono serviti se non a rimpinguare le tasche dei singoli commissari. Come dimenticare l’emergenza rifiuti nel Lazio o l’emergenza idrica e dei rifiuti speciali in Sicilia. In Campania, come nel resto d’Italia, bisogna cambiar rotta, questo il messaggio forte fuoriuscito dall’assemblea, che è sintetizzabile in poche linee guida: ratificazione di un piano regionale per la gestione dei rifiuti, così come prescritto dalla legislazione italiana ed europea. Riduzione drastica della produzione degli scarti già a monte, incentivando il riutilizzo degli involucri. Incentivazione della raccolta differenziata “porta a porta” ed incremento delle attività di trattamento a “freddo” della frazione residua dei rifiuti. Sulla base di questi semplici orientamenti, le associazioni promotrici della manifestazione del 19 Maggio hanno siglato un patto di mutuo soccorso, con il quale si sono impegnate a sostenere le popolazioni in lotta per la tutela dell’ambiente, della salute, di una sanità pubblica in grado di garantire la gratuità della cura delle patologie di origine ambientali, e per la difesa dei beni comuni, da Serre ad Acerra, da Lo Uttaro a Dugenta a Malagrotta.

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