INTERNI: IL “CE L’HO DURISMO” DI BOSSI


Era il 1993, quando un deputato della Lega Nord sventolò un cappio nell’aula di Montecitorio, si era appena conclusa la stagione di Manipulite.

Il 15 luglio 2011 sull’affare P4 la Lega Nord si astiene sul voto per l’arresto di Alfonso Papa, astenersi ha significato l’arresto del deputato del PdL.

Il 21 settembre 2011 si vota nuovamente in aula per l’arresto del braccio destro di Giulio Tremonti, Marco Milanese, indagato dalla procura di Napoli per: associazione a delinquere, corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. La Lega Nord vota contro l’arresto. E’ stato un atto dovuto, blindare Milanese per tutelare Tremonti nel difficile momento della presentazione della quarta manovra finanziaria.

Il 28 settembre 2011 si vota, ancora una volta per l’arresto di un parlamentare, tocca al ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, indagato per mafia. La Lega Nord vota contro. Per Bossi è tutta una questione interna alle procure.

Quando si vuol dividere l’uomo in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…

Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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la Gelmini, un avvocato prestato alla politica


La ministra Mariastella Gelmini non capisce. Non si riesce a capacitare del perché il mondo della scuola, ovvero studenti, insegnanti, sindacati e genitori, protestano contro il suo piano di riordino. La Gelmini che da un lato accusa la sinistra di fare disinformazione dall’altro si dice incredula che pure le Università sono in agitazione visto che la sua riforma non tocca minimamente gli atenei.

Peccato che la Gelmini non capisca, peccato che tenga in così poco conto l’opinione di chi realmente fa istruzione, di chi rappresenta e vive nella scuola.

”Chi parla degli 87mila tagli dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1,3 mln e se il governo non intervenisse contenendo la spesa si passerebbe ad 1,4 milioni. Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola. Purtroppo non e’ possibile”

Se la sinistra mente sulla riforma perché la Gelmini non mostra a tutti ed in modo incontrovertibile gli obiettivi della riforma. Il Pd dice che saranno 87.000 gli esuberi nella scuola, che 4000 istituti verranno chiusi o ancora che i tagli ammontano a 8 miliardi di euro, è falso? Allora, la ministra ha l’obbligo di smentire e non a parole la denuncia dell’opposizione. Smentire con un semplice NO, non vuol dire nulla, lei deve confutare le accuse mosse alla sua riforma. Ci sarà una pagina o un capitolo del programma di riforma dove si possono andare a reperire queste informazioni? Bene se esistono, che la renda pubbliche e che sbugiardi una volta per tutte queste infami calunnie, altrimenti taccia questo avvocato prestato al Ministero dell’Istruzione.

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Chi ben comincia è a metà dell’opera. Berlusconi i leghisti, Alleanza Nazionale e Alfano.


manifesto elettorale Lega Nord

Il Governo è nato. La squadra dei ministri è stata fatta, tra gioia ed insoddisfazioni, Berlusconi ha disegnato il Consiglio dei Ministri, ora si aspetta solo l’incarico del Presidente della Repubblica Napolitano.

Eccenzion fatta per Franco Frattini (esteri), Gianni Letta (sottosegretario) ed, alcuni dicono pure, Giulio Tremonti (economia) questo è un Governo di bassissimo profilo. Oltre alla bravissima e preparatissima Giorgia Meloni (alle politiche giovanili) una sorpresa positiva potrà essere incarnata da Luca Zaia (politiche agricole). Un governo comunque dove, a parte i sopra citati, non ci sono né tecnici, né professionisti delle istituzioni né politici di lungo corso, coloro cioè che possono vantare una professionalità costruita negli anni.

Quello che appare subito evidente invece è il ridimensionamento di Alleanza Nazionale, messa a tacere per l’ennesima volta dal Presidente del Consiglio, questa volta con quattro ministeri, di cui uno senza portafoglio, la sindacatura di Roma e la presidenza della Camera dei Depuatati. Un ridimensionamento in favore dell’ago della bilancia che ha determinato le scorse politiche, la Lega Nord.

Altro dato non proprio confortante è la fioritura di 21 ministeri in aperto conflitto con la legge Bassanini, approvata nella scorsa legislatura, che ne imponeva un massimo di 12, ma già Berlusconi ha assicurato che in nome della Semplificazione il nuovo governo la cancellerà, altrimenti come farebbe a mantenere in piedi quella che potrebbe tranquillamente diventare un’accolita di rancorosi ?

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