La Cassazione conferma la condanna a 7 anni a Totò Cuffaro


totò cuffaro

Fonte Ansa

Confermata, a carico dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell’ambito del processo ”talpe alla Dda”. Lo ha deciso la seconda sezione penale. E’ diventata quindi definitiva la condanna di Salvatore Cuffaro a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio. L’ex governatore della Sicilia rischia di andare in carcere.

Entro cinque giorni sarà notificato l’estratto della sentenza a Salvatore Cuffaro. Cuffaro, comunque, potrebbe decidersi di costituirsi in carcere anche prima dello scadere dei cinque giorni. In passato, dopo la condanna definitiva, l’ex parlamentare Cesare Previti si costituì spontaneamente nel carcere romano di Rebibbia.

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VITTORIA. LE TRIVELLAZIONI ADESSO DIVENTANO DI COMPETENZA REGIONALE


Abbiamo intervista il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia sulla questione delle trivellazioni petrolifere e sulla sua idea di sviluppo economico.

sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha bocciato il vostro ricorso in merito alle trivellazioni, ma Lei ha dichiarato più volte di voler continuare nella sua battaglia, come?

Iniziamo col dire che la bocciatura del C.G.A. non entra nel merito della questione, anzi la sua decisione assomiglia tanto alle sentenze del giudice Carnevale con cui la Prima Sezione della Cassazione annullava, per vizi di forma, le sentenze contro i mafiosi, naturalmente non stiamo parlando né di Cassazione né di mafia, ma di una mera interpretazione di un aspetto procedurale. Infatti la stessa questione analizzata dal Tar di Catania ha avuto tutt’altro risultato, lì il tribunale pose l’accento sul fatto che il Comune di Vittoria è ente contro-interessato alle trivellazioni, in quanto veniva messo a rischio un bene primario come l’acqua. La battaglia che abbiamo intrapreso non era e non è delle più facili e non solo perché un piccolo Comune, quale è Vittoria, ha sfidato un colosso come la Panther Oil, ma sopratutto perché la Regione Sicilia e l’Avvocatura dello Stato, piuttosto che difendere l’interesse pubblico, si sono schierati in favore della multinazionale texana, sia dinnanzi al TAR di Catania sia dinnanzi al C.G.A. di Palermo.

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