LEGGE DI STABILITÀ, UNA LEGGE ANCORA UNA VOLTA CONTRO I CITTADINI ED IL VOLONTARIATO


Il mondo del noprofit è sul piede di guerra dopo i tagli previsti nella legge di stabilità (ex legge finanziaria). Una riduzione pari al 75% dei fondi derivanti dal 5 per mille per il 2011. In tempo di crisi si sa i tagli la fanno da padrone. Sembra quanto meno dissonante che a fronte dei tagli fatti alla cultura ed al welfare state il Governo decida contemporaneamente di aumentare i finanziamenti alle scuole paritarie, con un incremento di 245 milioni di euro per 2011 o di incrementare le spese militari, che nel 2011 saliranno a 9,5 miliardi di euro. Un capitolo di spesa questo molto importante che vede, ad esempio, i sistemi d’armata pesare sulle tasche del contribuente, nel prossimo anno, per 5 miliardi e 700 milioni di euro, facendo registrare un +8,4% rispetto al 2010.

Lo scorso anno 15 milioni di cittadini italiani hanno scelto di devolvere il 5 per mille, indicando come priorità la ricerca scientifica, le associazioni di volontariato, la solidarietà e il sostegno per i più deboli, in Italia e all’estero. Una volontà calpestata dalle intenzioni di spesa del Governo, evidentemente le sue priorità sono altre. Consci di questo stato di cose moltissime organizzazioni hanno deciso di sottoscrivere un appello ed inviarlo al Parlamento Italiano. Al presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Gianfranco Fini e al presidente del Senato della Repubblica Italiana, Onorevole Renato Schifani.

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Fini si è calato le braghe?


Paradossalmente la vittoria alle ultime elezioni regionali non ha giovato alla maggioranza, anzi ne ha acuito i problemi decretando la genuflessione del nord ad un partito ignorante, xenofobo e secessionista quale è la Lega Nord. Che la luna di miele tra Silvio Berlusconi e Gianfrano Fini fosse finita, era evidente a tutti oramai da mesi. Dichiarazioni, smentite, veleni ed accuse reciproche hanno chiarito come i due politici da tempo navigano verso mete differenti. L’insofferenza del leader di AN nei confronti della Lega e della sua propaganda è un po’ il segreto di pulcinella, come lo strapotere della Lega al nord non poteva non creare più di una preoccupazione in un uomo da sempre rispettoso di una certa idea d’Italia, ma anche e forse soprattutto il modo con cui il presidente del consiglio intende la politica, il rapporto con gli avversari e il suo concetto di demo-crazia,  hanno determinato la fine di quello che poteva sembrare, solo 24 mesi fa, una alleanza devastante.

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Marco Travaglio e i "sassolini" della senatrice Anna Finocchiaro (PD)


“Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio”, questo il pensiero del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro sulle dichiarazioni di Marco Travaglio riguardanti la chiaccherata storia di Renato Schifani (fatte il 10 maggio scorso nella trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio in onda su Rai Tre).

Naturalmente come tutti sappiamo il disappunto della Finocchiaro non è propriamente una voce fuori dal coro, ma forse non tutti ricordano che proprio Travaglio in un articolo sull’Espresso, intitolato “Andò e tornò” (29-02-08), mette in evidenza le poco chiare frequentazioni nonché le varie traversie giudiziarie di un certo Salvo Andò, ex ministro craxiano ed autore del programma politico della senatrice modicana, candidta alle scorse elezioni alla presidenza della Regione Sicilia.

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