“NON HANNO PANE? DATEGLI LE BRIOCHE!”


La riforma universitaria è stata approvata e non c’erano dubbi. Ma non voglio occuparmi di questo, piuttosto della reazione del mondo politico e dei cosiddetti intellettuali, all’indomani delle manifestazioni di Roma del 14 dicembre scorso.

Premesso, in una retorica sempre più stantia, che ogni forma di violenza va rigettata fermamente, non si può sottacere il senso ultimo dell’intera protesta come il contraltare dell’arroganza miserrima con cui gli esponenti del governo e il mondo degli intellettuali, ad esso organico, hanno trattato l’intera vicenda. Echeggiano ancora le dichiarazioni di chi come Gasparri ha definito i manifestanti “un pugno di assassini” o quelle di La Russa che li etichetta come dei “fifoni e vigliacchi”, un complimento per uno che preferisce un fascista ad un analfabeta, ma ancora il radicale Teodori che non capisce il motivo della protesta o il tuttologo di Radio 24, Giuseppe Cruciani, che ad Agorà, programma mattutino di Rai 3, dall’alto del suo proverbiale insulso qualunquismo di ex giovane rampante dai capelli sempre in disordine, sentenzia: “Non ha mai avuto alcun senso la protesta, la si è sempre fatta e nulla è cambiato, io infatti non ho mai manifestato”.

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Berlusconi e la dittatura strisciante di questo centrodestra


Verso una dittatura morbida. Che il Paese sia sotto scacco da quindici anni dovrebbe essere evidente a tutti. Che un certo signore negli ultimi 15 anni, forte di una maggioranza sempre più grande, ha fatto il bello e il cattivo tempo dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti.

Berlusconi a Parma

Questo stesso signore, ieri, davanti ad una platea di imprenditori in visibilio, afferma senza alcun pudore che l’esecutivo in Italia non ha alcun potere, e perciò si rende necessaria una riforma della Costituzione in favore di un presidenzialismo, ma che tipo di presidenzialismo?

Le ipotesi sono tante quante sono le idee che ognuno ha della cosa pubblica, dello Stato, del come gestire e guidare la società civile. Una cosa è certa, il presidenzialismo è un regime politico che accentra nelle mani di un sol uomo enormi poteri. Una Repubblica presidenziale è una forma di governo in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del Presidente, che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo. Generalmente è eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini tramite il loro voto, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una chiara superiorità rispetto ai suoi ministri, non sempre rimarcato nei sistemi parlamentari.

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