TRINCEE E MIGRAZIONI, L’INVERNO POLITICO SCOTTA


di Leandro Papa

Questi ultimi mesi del 2011 saranno molto caldi, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe per via delle stagioni fredde in arrivo. Parliamo della situazione politica, posto che in primavera si svolgeranno le elezioni per la presidenza della Provincia Regionale di Ragusa.

Nonostante i proclami relativi all’abolizione di questi enti (sulla opportunità di mantenerli in piedi o meno si potrebbe dibattere per anni), il valzer della politica ha appena cominciato a far sentire le prime note e subito dopo le feste natalizie i cittadini dell’intero territorio ibleo saranno travolti da una campagna elettorale che, stando così le cose, non vedrà alleanze chiarissime.Nel centrodestra, la guerra interna al Pdl sta logorando il partito e il primo cittadino di Ragusa si prepara alla pugna con un soggetto cultural-politico fresco fresco. Lo scopo di Dipasquale con la sua Associazione “Territorio” potrebbe essere, in caso di tragedie (metti ad esempio che il Pdl implode), quello di “capitalizzare” il patrimonio politico fin qui raccolto in modo da aver già pronta una casa per gli esuli. Oppure, ed è la possibilità a cui credono molti, si tratta di una campagna acquisti massiccia per transitare in un altro partito (Mpa?) o per acquisire peso nel Pdl stesso.

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“SE NON ORA QUANDO?”


 

LE CONSIGLIERE PROVINCIALI PADUA E BARONE INVITANO ALLA MOBILITAZIONE DELLE COSCIENZE
PER DOMENICA 13 FEBBRAIO DINANZI ALLA PREFETTURA DI RAGUSA
 

“Chi ha a cuore il ruolo della donna nella nostra società non può non partecipare alla manifestazione in programma domenica 13 febbraio alle 16 dinanzi alla Prefettura di Ragusa, in via Rapisardi”. E’ l’invito che le consigliere provinciali del Partito Democratico, Venera Padua e Angela Barone, rivolgono a uomini e donne, di qualsiasi età, stanchi di ciò che sta accadendo nel nostro Paese. “All’insegna del grido di protesta “Se non ora, quando?” – aggiungono – è arrivato il momento di fare sentire, una volta per tutte e nei luoghi istituzionalmente deputati a ciò, la nostra voce per dire basta ad un atteggiamento, quello del capo di Governo, che ci indigna e offende. E’ impossibile andare avanti in questo modo in un Paese in cui tutto passa come se nulla fosse. La protesta civile, seria, impegnata, può farci svegliare da un torpore che sembra durare ormai da secoli. Basta con certi atteggiamenti. Tutti, uomini e donne di buona volontà, giovani e meno giovani, sono chiamati a fare sentire sino in fondo la propria voce di dissenso rispetto ad uno stato di cose che non può più starci bene”.