la confusione del giustizialista berlusconi


Le elezioni si avvicinano e gli scandali si accumulano. la tensione si fa palpabile e il Cavaliere, che teme l’ennesima deblacle regionale, corre ai ripari e fa un po’ di confusione o ci getta in confusione.

E’ di pochi giorni fa l’ultima delle sue uscite in favore di un parlamento pulito. via i corrotti, via chi è in odor di mafia, via i ladri e i concussori, cioè chi ha recato danno alla pubblica amministrazione. Bravo verrebbe da dire, ma non erano le proposte del populista Grillo e del giustizialista Di Pietro?

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Al Vaffanculo day "partecipa" pure la Corte dei Conti.


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La Corte dei Conti vuole un Parlamento pulito, ovvero non pensa che il Vaffanculo day (clicca per aderire) sia una bischerata. Segue così alla notizia dello scorso 12 Luglio nella quale Beppe Grippo confermava di aver depositato in Cassazione a Roma una richiesta di legge popolare per avere finalmente un Parlamento Pulito. 

L’Ok della Corte dei Conti è stato diffuso ieri da Repubblica.it.

La Repubblica delle banane


La Repubblica italiana è allo sbando. Le Istituzioni, il Parlamento, la prassi democratica e la Costituzione sono nelle mani di un pugno di manigoldi, rozzi ed ignoranti, che non hanno il minimo rispetto per lo Stato e tutto ciò che Esso rappresenta.

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Giovedì 14 Giugno intorno alle 12 l’aula di Montecitorio è stata occupata dai militanti leghisti. Il Governo italiano e gli scranni, dove siedono i rappresentanti del Governo italiano, sono stati occupati dai militanti leghisti, che qualcuno, a ragion veduta, tra i quali Luca Volontà (Udc), ha definito fascisti. Uno di questi è addirittura salito sui banchi del Governo brandendo una sedia. L’ennesima sospensione di democrazia in uno Stato dove la democrazia da sempre latita.

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Che cosa è successo? Cosa ha potuto scatenare una tale reazione? Niente di niente. Il fatto è che da un po’ di giorni, diciamo da quando Berlusconi ha perso le elezioni, il Centrodestra ha deciso di far cadere il Governo. Prima sbandierando presunti brogli elettorali, poi attaccando le tendenze sessuali del portavoce del Consiglio dei Ministri, poi accusando il Governo di occuparsi di cose secondarie e di tralasciare le priorità del Paese e ancora di non esser coeso, di screditare l’immagine internazionale dell’Italia e così via. Ma non ci sono riusciti. Il Governo ha retto e quindi, consapevoli che in una democrazia chi vince le elezioni governa, gli esponenti della CdL hanno cambiato strategia. Berlusconi, Bossi e Fini andranno, mercoledì prossimo, dal Presidente della Repubblica a chiedere elezioni anticipate.

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A cosa serve? A nulla. Non c’è motivo per cui il Presidente della Repubblica italiana debba sciogliere le Camere e di questo Berlusconi, Bossi e Fini ne sono coscienti. Il perché lo fanno è abbastanza chiaro, populismo, alzano la tensione, fanno leva sul disagio sociale ed aizzano quelle menti poco allenate al pensiero, all’analisi, al ragionamento. Ma cosa ci si potrebbe aspettare da un manipolo di uomini, ora in Parlamento, che fino a poco tempo fa inneggiava pubblicamente alla secessione? Che con un carroarmato hanno attaccato Piazza San Marco a Venezia? Cosa ci si può aspettare da ex fascisti e mafiosi, da persone che criminalizza l’immigrato in quanto tale, lo stesso, però, che lavora in nero nelle loro “fabbrichette”?

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L’emergenza democratica, l’arroganza e la prepotenza non è frutto del Governo Prodi. Ma è tutta racchiudibile nelle dichiarazioni dell’ex Primo Ministro che giudica moralmente giusto evadere le tasse, in uno Stato dove solo lo 0,8% dichiara un reddito superiore a 100 mila euro, o in un ex Primo Ministro che va a cena con dei mafiosi, o che da del Kapò ad un parlamentare europeo o che si vanta di esser amico di un leader sanguinario quale è Putin o ancora che accusa l’intero corpo della Magistratura di avere la tessera del PCI, quando questo si è dissolto come neve al sole circa vent’anni fa. È qui che la democrazia muore. Muore con la P2, con le stragi di stato, con la strategia della tensione, ad Ustica, con i banchieri di Dio e con i preti pedofili, con la Mafia, a Napoli, nella scuola Diaz di Genova, con le armi all’uranio impoverito e con le morti sul lavoro. Muore con Callipari ed al Cermisse, nelle accuse a Gino Strada. Muore con i 25 condannati in via definitiva che continuano ad occupare le aule parlamentari.  

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