IL VERMINAIO MODICANO, TRA TANGENTI, RICICLAGGIO E CONCUSSIONE AGGRAVATA


In un periodo dove la presunta difesa della privacy del cittadino diviene un valore sovraordinato al diritto del cittadino stesso di essere informato e difeso dalle organizzazioni criminali e dai sempre crescenti reati di concussione, la scelta del Procuratore capo di Modica, Francesco Puleio, di render noti i capi d’imputazione e gli imputati del processo riguardante i fatti accaduti a Modica dall’ottobre 2003 al settembre 2007, non poteva che sollevare un vespaio.

peppe drago

“Nel doveroso rispetto – dice il capo del Procura – delle molteplici esigenze sottostanti all’esplicazione del diritto dell’opinione pubblica di essere informata, quest’Ufficio ritiene parimenti opportuno fornire notizie sull’attività giudiziaria, al ricordato fine di garantire la corretta informazione dell’opinione pubblica e l’esercizio del diritto di cronaca, nonché di tutelare l’onore e la reputazione dei cittadini, evitando la costituzione o l’utilizzazione di canali informativi personali riservati, privilegiati ovvero orientati secondo interessi precostituiti di talune parti”. Tutto il resto sono chiacchiere inutili!

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PARCO DEGLI IBLEI.‭ ‬BARONE:‭ “‬CIÒ CHE NON CAPISCONO È CHE‭ ‬LA PARTITA RIGUARDA‭ ‬LA COSTITUZIONE DELL’ENTE PARCO E NULL’ALTRO‭”


Abbiamo intervistato il consigliere provinciale del Partito Democratico Angela Barone

Avvocato Barone il 30 aprile le provincie di Ragusa, di Catania e di Siracusa dovevano presentare una possibile perimetrazione del Parco nazionale degli Iblei al Ministero dell’Ambiente, sa se qualcosa in tal senso sia stato fatto?

Iniziamo col dire che il progetto presentato del Comune di Ragusa comprende, inspiegabilmente, quattro piccole aree, distinte e distribuite nel territorio, soggette, però, già ad un vincolo demaniale. Quindi non solo il progetto del Comune è totalmente inadeguato al valore storico-naturalistico del territorio, ma si riferisce pure a delle aree sulle quali non ha alcuna competenza, visto che questa spetta alla Regione. Anche il Comune di Modica ha presentato un’idea di perimetrazione a macchia di leopardo. Una scelta però obbligata, e quindi corretta, in quanto la loro proposta esclude le zone di scarso interesse naturalistico. L’operazione fatta, invece, dal Comune di Scicli è assolutamente intelligente. Infatti il Municipio ha pensato bene di estendere il parco sino alla foce dell’Irminio, visto che il lato destro è di sua competenza, inglobando così tutta la vallata, con le cave e le miniere. Ispica e i comuni montani, infine, hanno dato il loro assenso da tempo.

Le ostilità al Parco non si dissolvono. Pensiamo all’ASI o al tavolo tecnico istituito dalla Camera di Commercio di Ragusa.

Guardi dovrebbero spiegarmi una volta per tutte che cosa c’entrano col Parco realtà come l’ASI o la Camera di Commercio. Se il presidente Pippo Tumino ha a cuore l’opinione delle imprese, non vedo il motivo per cui non vengono anche interpellati l’ordine degli avvocati, dei biologi o quello dei medici, cioè tutti i detentori di una partita I.V.A. (ndr).

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Le discariche abusive non mancano, lo si sa e Scicli ne vanterebbe addirittura due, l’una a poche decine di metri di distanza dall’altra, peccato che per soli 500 metri queste sono in territorio extracomunale. Siamo sulla Strada Provinciale 54 a due passi dall’ingresso del Comune Ibleo.

Forse non tutti lo sanno ma la S.P. 54 altro non è che la vecchia via di collegamento tra Modica e Scicli, una viuzza impervia larga appena per far passare contemporaneamente due auto. Questa vecchia trazzera asfaltata si inerpica tra i dolci declivi di quelle terre, mentre accarezza ora questo ora quel costone, facendosi largo tra masserie, carrubeti e uliveti. In questa stagione, poi, il paesaggio è uno spettacolo di colori ed odori, un vero incanto.

Peccato per quelle discariche. Due vere e proprie aree ecologiche dove ognuno può lasciare la propria mondezza. Se qualcosa non la vuoi più, vai là e la lasci insieme a montagne di copertoni, frigoriferi, divani, paraurti d’auto, recipienti d’eternit e ancora bidoni, materassi, televisori, mobili, plastiche di ogni tipo e colore, materiali edili di scarto e sanitari, ci è dispiaciuto non poter trovare un’auto o una moto abbandonate, ma siamo certi che lacuna ben presto verrà colmata.

superata la curva, dopo circa 100 metri ecco una nuova sorpresa: