Masi lascia la Rai e va alla Snam. Noi lo avevamo “predetto”


Mauro Masi direttore generale Rai

Sei mesi fa lo avevamo detto! Di certo non è uno scoop, ma è innegabile che, il 23 ottobre del 2010, nell’articolo Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi, avevamo proposto una spiegazione ai continui attacchi del direttore generale della Rai a tutti quei programmi indigesti al presidente del Consiglio, Annozero e Vieni via con me, su tutti.  

Oggi quella nostra tesi sembra confermata. Lo scorso 26 marzo l’Ansa così come i più importanti quotidiani italiani hanno dato la notizia che Masi sarebbe in partenza, martedì ci dovrebbe essere l’ufficialità, il direttore generale della Rai sarebbe in procinto di lasciare la direzione della televisione pubblica per poter approdare alla direzione della Snam.

Complimenti a Masi e alla cricca dei berluscones!

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Vieni via con me. La difesa patetica delle posizioni de Il Giornale


Ieri, 8 novembre 2010, dopo le tante ed inutili polemiche è andato in onda su Rai 3 il programma di Fazio e Saviano, “Vieni via con me”. Un programma esilarante, divertente, critico e decisamente intelligente. “Vieni via con me” non è un programma politico, anche se di politica si occupa, nella misura in cui la politica è parte integrante della vita civile di una nazione. Questa prima puntata ha visto salire in cattedra personaggi come Roberto Benigni, Claudio Abbado, Angela Finocchiaro, Daniele Silvestri e Nichi Vendola.

Non avevo la minima intenzione di scrivere un post su un successo annunciato, sarebbe stato troppo facile oltreché inutile visto che non si potrebbe far altro che ribadire i concetti espressi in quelle due ore e mezza. Una vacua ripetizione adatta solo a svilire e ridimensionare la grandezza di intellettuali come Saviano, Fazio, Benigni e Abbado, visto gli “strumenti” in possesso dello scrivente. Ho cambiato idea però quando ho letto l’insulso articolo di un certo Stefano Filippi scribacchino de Il Giornale, “Teorema-Saviano: il Giornale come la mafia“. Lasciamo stare il tenore dei commenti al suo articolo, degni dei lettori de Il Giornale, gente ottusa, incapace di qualsiasi attività critica e perfetta per una genuflessione quotidiana nei confronti del potente di turno. Ma veniamo a quell’accozzaglia di parole senza senso imbastita da questo Filippi.

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Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi.


Se non fossimo in questo Paese, se l’Italia non fosse viziata da così tante anomalie, se non fossimo costretti ogni giorno a dove assistere allo squallido teatrino della politica fatto di ripicche, accuse, smentite e ritrattazioni potremmo elucubrare sull’affaire Masi. Di cosa sto parlando?

Immaginatevi per un solo momento di non vivere in questo Paese, ma in una nazione civile, avanzata e democratica dove è normale che il direttore generale di una società, qualsiasi società, faccia gli interessi del gruppo da lui guidato. Se così fosse, sono sicuro, che tutte le boutade di Mauro Masi, che hanno semplicemente appestato le cronache di queste ultime settimane, prima col caso Santoro-Annozero e poi col il programma di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”, potrebbero esser lette sotto un’unica luce, quale? Beh è semplice quella del marketing pubblicitario. Ovvero faccio in modo che la gente, l’opinione pubblica, parli nel bene o nel male, di un prodotto, faccio in modo che quella stessa opinione pubblica si schieri quanto più velocemente possibile da un lato o dall’altro lato della barricata ed inizi a “guerreggiare”, il risultato è assicurato: pubblicità gratis e visibilità massima.

toscani

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