IL SAN RAFFAELE UN’ECCELLENZA CON UN BUCO DI 900 MILIONI DI EURO Mario Cal “motore del San Raffaele” si suicida con un colpo di pistola


Lo scorso 18 luglio Mario Cal, braccio destro di don Verzè si è tolto la vita con un colpo di pistola. Epilogo preannunciato? Forse no…. ma anche si!

Ma chi era Mario Cal? Imprenditore di Motta di Livenza (Treviso), classe ’39, il 30 giugno scorso aveva compiuto 72 anni, 34 dei quali trascorsi al fianco del sacerdote manager, don Verzè, fondatore dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, un’eccellenza nella sanità italiana ed europea.

Cal inizia la sua carriera imprenditoriale nel settore dei beni di largo consumo. A questa attività ha sempre affiancato il suo impegno imprenditoriale nel campo dei servizi sportivi, con una certa predilezione per il ciclismo, sua grande passione. Nel 1977 l’incontro fondamentale della sua vita, conosce don Verzè. Da qui inizia la sua scalata all’interno del San Raffaele, sino a diventare, nel 1990, vice presidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor. Il 14 marzo del 2010, giorno del 90esimo compleanno di don Verzé, viene indicato da quest’ultimo come suo successore, ma le cose come vedremo non andranno così.

da sinistra don Verzè e Mario Cal

Due personaggi eccezionali, don Verzè e Mario Cal, di sicuro al di sopra delle righe e sui quali, però, si è addensata, nel corso degli anni, più di un’ombra. Per i loro amici, berlusconiani, queste ombre “sono solo frutto dell’invidia dei comuni mortali”, così parla in un editoriale del 19 luglio scorso il direttore Sallusti su Il Giornale, come dimenticare infatti il sempre giustificazionista don Verzè nei confronti del povero Silvio, anche quando questo è accusato di istigazione alla prostituzione minorile. Ottima performance per un sacerdote.

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