Il Gioco delle tre carte. L’ex Pdl, il Polo della Nazione e l’antipolitica


Il countdown dei partiti è iniziato. Era un po’ che aleggiava, ma adesso possiamo dire che ci siamo. Prima lo spread con la crisi, quindi lo spauracchio greco ed il Governo Monti. E ancora le inchieste dei tribunali di mezza Italia che colpiscono il PD al nord e al sud, dimezzano o azzerano i vertici della Lega Nord e poi il Pdl, che con i suoi esponenti è sempre un must per ogni procura. Ma tutto ciò non era stato sufficiente a far crollare il teatrino della politica, occorreva la fatidica goccia. Ci ha pensato Grillo con il suo Movimento o meglio con il suo presunto 10% ad accellerare il moto di distruzione.

Tutto questo, naturalmete, poggia sul sostanziale fallimento del governo Monti e sul fatto che il popolo italiano pian piano ne sta prendendo coscienza.

Già l’anno scorso, quando il governo retto da Silvio Berlusconi era solo il fantasma di se stesso, pian piano si faceva largo l’idea che il Popolo della Libertà era giunto, come il suo leader, al capolino. Si parlò della nascita di un nuovo partito,  che avrebbe soppiantato il “vecchio” Pdl, legato a doppio filo con il Partito Popolare Europeo. Un soggetto politico che, avendo messo alla porta il Cav., avrebbe preso nome e linee di pensiero proprie del Ppe. Poi si parlò pure dell’eventualità della nascita di due partiti il Ppe, appunto, ed un secondo retto da Berlusconi e dai suoi fedelissimi. Oggi le cose sono finalmente più chiare.

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