è un errore, ma anche… (io direi un orrore, altri chissà?)


(DIRE) Roma, 4 nov. – “L’ordinamento del Partito democratico non prevede sanzioni specifiche legate alle dichiarazioni personali e alle altre manifestazioni del pensiero effettuate dai suoi aderenti o iscritti. Non e’ applicabile alcuna sanzione in ordine alle dichiarazioni rese dall’onorevole Binetti”. Dopo Walter Veltroni, anche i garanti del Pd, al termine di una riunione nel pomeriggio di oggi, respingono i ricorsi presentati contro la deputata Paola Binetti per le sue dichiarazioni sul legame tra omosessualita’ e pedofilia.

“La Commissione- continuano i garanti- tiene tuttavia a sottolineare che i documenti fondativi del Partito democratico, sui quali si basa l’azione del Pd e nei quali si riconoscono tutti i suoi iscritti e aderenti, sottendono una prioritaria difesa della dignita’ della persona nonche’ l’impegno a combattere ogni forma di discriminazione” come riconosciuto dal primo articolo dello “statuto nazionale”, dal “manifesto dei valori” e dal “codice etico”.

“Tutto cio’ implica evidentemente- concludono i garanti- anche l’impegno ad evitare di alimentare ogni inaccettabile pregiudizio che possa condurre alla discriminazione delle persone in ragione dei propri orientamenti sessuali”.

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orgoglio gay o orgoglio civile? Parità, dignità, laicità


 

 Il prossimo 16 Giugno dalle ore 16 da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni

Lesbiche, gay, transgender, bisessuali, etero con i loro corpi, colori, idee, gioia e la loro determinazione daranno vita al Pride Nazionale del 16 giugno 2007. Un grande appuntamento per tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia, l’antifascismo. Contro ogni pensiero unico, contro il bullismo e l’odio omofobo, lesbofobo e transfobico. Una festa, un manifesto politico in musica, ricco di latex e piume di struzzo animerà il prossimo giugno, a partire dalle 16, le vie di Roma, da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni. Un corteo dirompente, allegro e pacifico rivendicherà alla luce del sole, negli spazi e nelle strade di una civiltà moderna, la natura della convivenza, delle pluralità, delle libertà quali valori della persona umana. «Le nostre vite – asseriscono dal Coordinamento nazionale del Pride – sono un fatto dirompente perché svelano che non esistono modelli unici, ma libertà individuali, autodeterminazioni, famiglie culturali e non naturali». Una manifestazione aperta a tutti i soggetti politici, sociali e culturali del Paese che condividono la necessità di costruire una proposta laica che si ponga l’obiettivo, non solo di difendere la sovranità dello Stato, ma che apra anche una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie in Italia, lontane ed indipendenti dal giogo delle gerarchie ecclesiastiche

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