WIKILEAKS SVELA IL COMPLOTTO CONTRO EMENRGENCY




l'ospedale di lashkar-gah

Riapre dopo più di 90 giorni di stop l’ospedale di Emergency a Lasshkar-Gah. Un mare di fango e di calunnie hanno investito in questi mesi l’ONG italiana e lo stesso fondatore, Gino Strada, reo di “fare troppa politica”, un atteggiamento ambiguo, secondo alcuni, ma soprattutto pericoloso per le forze di “pace” di stanza in Afghanistan. Un atteggiamento che in un modo o nell’altro aveva trasformato il centro di Lashkar-Gah in un covo di talebani o meglio in un deposito di armi talebane. A causa di ciò lo scorso aprile tre volontari italiani di Emergency furono arrestati dalla polizia afghana. Gli arrestati erano: l’infermiere Matteo Dell’Aira (coordinatore medico), il chirurgo d’urgenza Marco Garatti, veterano dell’Afghanistan, e il tecnico della logistica Matteo Pagani. I tre, secondo l’accusa del governo Karzai, non solo avevano permesso l’ingresso delle armi nell’ospedale ed erano direttamente coinvolti nell’omicidio di Daniele Mastrogiacomo, ma stavano partecipando ad un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand, regione dove si trova l’ospedale.

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ONU. La questione Iran e i salamalecchi di Bush a Berlusconi


Tutto diviene un po’ più chiaro. Qualche giorno fa (3 giugno) Angela Merkel, la cancelliera tedesca, aveva posto il suo veto all’ingresso dell’Italia nel club esclusivo del 5+1 dell’ONU (Usa, Uk, Francia, Cina e Russia + Germania). Il motivo è apparso a tutti sin troppo evidente, come dire ognuno tira acqua al suo mulino, l’ingresso dell’Italia nel Consiglio permanente dell’ONU avrebbe estromesso per un po’ di anni la Germania dal medesimo gruppo visto che nessuno ha parlato di un 5+2. 5+1e non 5+2 o 6+1 e questo perché l’ingresso del membro addizionale avrà un compito ben specifico, cioè quello di partecipare alle trattative sul nuclerare iraniano.

«Il governo tedesco non vede alcuna necessità di cambiare il formato negoziale» sul problema del nucleare iraniano, introduce il portavoce del ministro Steinmeyer, Spd, riferendosi al «Grup- po 5+1» del quale Berlino è parte.

Ma c’è qualcosa d’altro…

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