il "populismo" di Grillo e la chiusura a riccio degli "intellettuali", come quell'ignorante di Sgarbi & Co.


Grillo il comico. Grillo l’esaltato, il volgare, il capopopolo, lo straricco, Grillo il furbo, Grillo il politico che non vuole fare il politico. Ovvero: “non ha il coraggio di metterci la faccia” o ancora “è facile criticare, il difficile è fare”.

Un fatto è certo, però, Beppe Grillo è riuscito a far parlere di sé e di ciò che interessa a lui. Mi spiego meglio, prima della deflagrazione del fenomeno Grillo di alcuni argomenti non se ne parlava e se questo è un merito, se non è un errore porre le basi affinché nasca e si sviluppi una discussione intorno ad un dato argomento, di certo i suoi critici e i detrattori gliene debbono dare atto. Chi per primo, solo per fare qualche esempio, ha parlato di un “parlamento pulito”, chi prima di Grillo si era posto il problema degli “inceneritori”, chi, dei non addetti ai lavori, magari non strapagati, si era posto il problema dell’informazione in Italia?

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