E’ MORTO IL COMANDANTE DIAVOLO. UN MITO D’ALTRI TEMPI CHE PAR USCITO DA UN ROMANZO


Lo scorso 16 giugno è morto a 100 anni Amedeo Guillet, cavallerizzo, acquaiolo, portuale, ma anche soldato, volontario in Spagna al fianco del generale Franco, diplomatico italiano ed agente segreto. Di lui Indro Montanelli scrisse: “Se, invece dell’Italia, Guillet avesse avuto alle spalle l’impero inglese, sarebbe diventato un secondo Lawrence”.

Il mito di Guillet nasce in Africa, con l’esperienza colonialista dell’Italia. Nel 1935 varca il confine tra Eritrea ed Etiopia al comando di un contingente di 200 mercenari a cavallo di origine libica, i Spahis. L’esperienza imperialista italiana in Africa, come tutti sanno, non fu proprio una passeggiata, soprattutto a causa delle bande di ribelli che davano filo da torcere alle truppe fasciste. L’imperativo in quegli anni era uno: “catturare tutti i ribelli e passarli per le armi”. Ma Guillet non accettò mai quell’imposizione e decise di dare a quelle genti una seconda possibilità ed una volta catturati li invitava ad unirsi a lui, dicendogli però: “Il primo che mi tradisce lo uccido”. Quei banditi, quei soldati, quei mercenari, in una parola gli etiopi, gli rimasero per sempre fedeli. E così nacque il Gruppo Bande Amhara, un’intera cavalleria di indigeni.

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Stato di polizia o di diritto?


stefano gugliotta

Perché Gugliotta è ancora in carcere? Perché le bestie in divisa che l’hanno picchiato selvaggiamente non sono ancora state sospese? Perché non conosciamo i loro nomi? Perché Gugliotta non è a casa sua? Si ha pura che inquini le prove? Come è possibile che un Stato democratico, quale si professa l’Italia, possa permettere l’ennesimo pestaggio nei confronti di un ragazzo solo ed inerme, la cui sola colpa sembra essere quella di abitare nelle vicinanze dello stadio Olimpico?

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italiani brava gente, fascismo e razzismo un'invenzione della sinistra


Dicono che è stata una partita noiosa, quella svoltasi ieri sera a Sofia tra la nazionale italiana e quella bulgara. Per fortuna sono intervenuti i nostri supporters a movimentare la serata e le colonne dei giornali di stamane.

Circa 30-40 persone di nazionalità italiana si sono improvvisamente alzate dal cortile del bar in cui erano seduti, in una piazza della capitale bulgara, trascinando con loro sedie ed altri oggetti e si sono scagliati contro un gruppo di altre persone di nazionalità bulgara. Questi signori italici hanno giustificato il loro raid così:

“Ce la prendiamo con quelli del Cska perchè sono comunisti, noi invece siamo fascisti e siamo amici del Levski”.

Nihil sub sole novi. Ciò che mi fa sorridere, invece, sono le dichiarazioni del governo italiano che giustamente non si fanno attendere e come sempre sfiorano il ridicolo. Tuona, si fa per dire, il ministro della difesa Ignazio La Russa che, senza pudore afferma:

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