L’Italia in mano ai beceri razzisti


Il nord Italia è messo sotto scacco dalla Lega nord? Forse no, come non lo è il Pdl, che sicuramente, però, è attentissimo agli umori del carroccio. Perché se il presidente della Camera, Gianfranco Fini, politicamente è messo in un angolo (da un punto di vista numerico), a causa del suo essersi contornato di uomini più opportunisti che fedeli, la Lega Nord è l’unico e vero ago della bilancia di questa maggioranza.

E questa cosa lo sa il presidente del Consiglio, lo sa Bossi e lo sa Fini, quindi se c’è qualcuno in grado di dettar legge all’interno di questo governo è proprio il partito di Bossi, perché se questo volta faccia a Silvio Berlusconi, il governo cade e si va a nuove elezioni, elezioni che molto probabilmente andranno a favore del centrosinistra, come è già accaduto in passato.  Tutti consapevoli quindi. Tutti pronti a farsi guerra e così il Gianfranco nazionale viene sfiduciato dal Pdl che, oltre a cancellarlo dal sito web del partito, lo vuole buttar fuori dall’intera compagine e Bossi, dal canto suo, alza il tiro, come sempre. Se oggi non si parla di imbracciare i fucili, si parla però di banche del nord, di test di lingua per gli immigrati che vogliano fare i commercianti (lo imparassero loro l’italiano) e cosa più importante la minaccia di scindere dall’alleanza ovvero far cadere il governo se non venga approvata quanto prima, magari con l’ennesimo voto di fiducia, la riforma federalista. E Berlusconi? Lui deve difendersi dalla magistratura, quindi non può permettersi le elezioni anticipate altrimenti dovrà e potrà finalmente dedicarsi ai suoi processi senza legittimi impedimenti o senza più sperare in salvifiche prescrizioni.

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La propaganda della Lega vs l'Europa? La "questione rom" al Parlamento Europeo


La questione sicurezza o questione rom o ancora Pacchetto Maroni sbarca oggi in Europa. Mentre in Italia si discute sulla possibilità e funzionalità di trasformare in reato l’immigrazione clandestina, al Parlamento europeo di Strasburgo si discuterà di rom, clandestinità, prevenzione e soluzioni attuabili.

Nel frattempo occorre registrare un’altra critica alla faciloneria italiana, arriva oggi dai vescovi, che ogni tanto qualcosa di giusto la dicono:

“L’errore maggiore sarebbe buttarla, per l’ennesima volta, in politica – dice in una nota la Sir, l’agenzia che fa capo alla Cei – perché, altrimenti, “una questione vera, per l’Italia come per molti Paesi europei” rischia “di diventare un affare ideologico, l’alibi per schiamazzi e contrapposizioni, per eludere, anzichè risolvere i problemi”

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