EUTANASIA. LE FANTASIE ELETTORALISTICHE DELLA ROCCELLA


I registri comunali sul biotestamento sono una «presa in giro dei cittadini». Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. Simpatica impiegata del Vaticano prestata segretamente al Parlamento. La Roccella ha dichiarato in un momento di slancio repubblicano, a proposito di questi registri, che: “Rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino poiché sono regolamenti di una legge, quella sul biotestamento, che non c’è … è evidente che non essendoci una legge in materia, il medico non può ottemperare ad alcuna richiesta di tipo eutanasico indicata nei registri. Il medico, cioè, non può che riferirsi alle normative esistenti, che vietano ogni attività eutanasica”.

eugenia roccella

Mentre in Europa si discute seriamente di eutanasia, come ad esempio nel Regno Unito, o si approva una legislazione che legalizza la dolce morte o l’accompagnamento di fine vita (ne sono esempio nazioni quali l’Olanda, la Svizzera, l’Albania, il Belgio, la Danimarca, la Germania, il Lussemburgo e la Svezia), in Italia tra divieti, accuse e stigmatizzazioni di ogni tipo, spesso aberranti ed imbarazzanti, il Parlamento ha deciso di chiudere in un cassetto la questione del testamento biologico, sperando che il problema venga cancellato dalle periodiche dichiarazioni di uno Stato estero, il Vaticano.

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Eluana Englaro e il dramma del coma


È divertente sentire i preti, i vescovi, i teologi e su su sino al Papa nelle loro continue esternazioni su come la vita dovrebbe esser vissuta e su come uno Stato laico dovrebbe seguire pedissequamente l’insegnamento delle Sacre Scritture. Divertente sino a quando queste loro dissertazioni non irrompono con tutta la loro arroganza e presunzione nelle tragedie umane.

Naturalmente parlo di Eluana Englaro e della tragedia che i suoi genitori stanno vivendo ormai da 17 lunghissimi anni. Chi ha avuto la fortuna di non dover fare questo tipo di esperienza non può capire cosa queste persone sono costrette a sopportare. Davanti a queste tragedie ci si può commuovere o persino rimanere totalmente indifferenti, è un fatto di coscienza, ha poca importanza il come la gente reagisce a eventi di una tale natura, anche perché spesso si rischia di cadere nell’ipocrisia e sicuramente non c’è nulla di più deprimente e squallido di un uomo che fa finta di capire, sentire ed empatizzare, per chissà quale motivo, con chi con queste tragedie deve convivere quotidianamente. È aberrante, invece, vedere la speculazione di certi personaggi che, in nome di una qualche idea o morale, si ergono a giudici capaci di scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Sempre alla luce di un ipotetico esclusivo possesso della Verità.

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