L’Onorabilità dell’omertoso, Graviano come Mangano


Le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sono state smentite dal boss di Brancaccio (Palermo) Filippo Graviano. Questo è bastato per gridare allo scandalo e gettare, ancora una volta, discredito sulla magistratura, sul colleggio giudicante e naturalmente su tutto il centro sinistra e la Repubblica Italiana, che, a detta del premier Berlusconi, di Marcello Dell’Utri e dei suoi avvocati, stanno facendo fronte comune per incastrare una volta per tutte questa maggioranza.

 

Gaspare Spatuzza

Sarà vero? Chi ha le prove? Atteniamoci ai fatti.

Quanti di voi si ricordano battaglie politiche, ingaggiate in Parlamento e sui media nazionali, per rivedere la legge sui pentiti? 

Sino a qualche settimana fa l’affidabilità dei pentiti era di esclusiva pertinenza della magistratura. L’importanza, la veridicità o l’inconsistenza delle dichiarazioni del pentito di turno sono state da sempre giudicate dai tribunali, che tramite riscontri e controlli di vario tipo, stabilivano l’affidabilità o meno del suddetto. Vero, ma fino a quando il pentito o il boss con  le sue affermazioni non chiama in causa i potenti, perchè se ciò avviene tutto il sistema entra in crisi. La legge va riformata, i pentiti non sono più affidabili, la magistratura naturalmente fa politica e così via via potremmo dichiarare che il Maxi Processo fu una vera buffonata e Tommaso Buscetta era un millantatore.

Tutti i commentatori al soldo di Berlusconi, come Il Giornale, Libero, le reti Fininvest e la Rai, con in testa Minzolini, dovrebbero però spiegare perché è più affidabile un boss mafioso, che non si è pentito e quindi è ancora fedele a Cosa Nostra, di un pentito di mafia che si è dichiarato reo di numerosi reati ed omicidi?

Addirittura Il Giornale diretto da quel galantuomo di Feltri imbastisce una vera e propria difesa nei confronti del boss  di Brancaccio “malato”, Giuseppe Graviano, in fondo Feltri è garantista (vedi la vicenda Boffo). Lo difende pubblicando un appassionato articolo di Gian Marco Chiocci, intitolato “Mi stanno uccidendo per farmi parlare“, dove il boss si lamenta che l’istituzione carceraria lo vessa continuamente, non fornendogli abiti adeguati per il processo, non dotandolo di carta igienica, addirittura gli aguzzini del carcere lo riprendono pure in bagno mentre espleta i suoi bisogni fisiologici e non ultimo non gli permettono di carezzare suo figlio, il quale attonito non capisce il perchè deve vedere il padre attraverso un vetro…. Forse sarebbe il caso di spiegare a questo bambino in che razza di famiglia bestiale è nato e smettere una volta per tutte con le lacrime di coccodrillo.  

Giuseppe Graviano

Va ancora una volta ricordato che i fratelli Graviano non si sono pentiti, ma tutto perde di significato allorquando il boss smentisce il pentito Spatuzza, guadagnadosi la piena stima di Berlusconi & Co., un po’ come successe con Vittorio Mangano, killer e boss della Mafia condannato all’ergastolo, definito da Berlusconi e Dell’Utri  un eroe perchè in carcere non parlò mai.     

 

 

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15 anni esplodeva in via D'Amelio una 126 imbottita di tritolo


Via D’amelio nel 19 Luglio del 1992

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In via D’ Amelio, il 19 Luglio del 1992, persero la vita il procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Walter Cusina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

La mafia non esiste.

Travaglio parla della vera storia di Berlusconi e Dell’Utri….

Travaglio parla della vera storia di Berlusconi e Dell’Utri…. “2”

Per la par condicio