DAVIDE CAMEDDA E IL GRAVITY RACE


Abbiamo intervistato il ragusano Davide Camedda, che lo scorso 20 giugno è diventato campione regionale di Down-Hill.

Il down-Hill è una disciplina gravity della mountain bike. Una competizione a cronometro individuale svolta su piste, di 2 km/2,5 km, totalmente sterrate ed in discesa.

Il down-Hill non è proprio considerabile un sport popolare come mai hai iniziato a farlo?

E’ vero e lo è ancor più in Italia, figurati in Sicilia. Già all’estero, come ad esempio in Francia, è una disciplina abbastanza seguita, ma questo è un discorso squisitamente culturale. Comunque ho iniziato quasi per gioco o meglio non conoscevo l’esistenza di questo sport, mi piaceva andare per trazzere e strade di campagna con la mia mountai bike, poi conobbi i “Ragusani volanti”, i primi in Sicilia a praticare questo sport, ed è grazie a loro che iniziai a praticarlo a livello agonistico, era il 2002.

foto di Giorgio Biazzo

Il Down-Hill è uno sport pericoloso.

In un certo senso si. E’ uno sport estremo ed è per questo che siamo super bardati, il nostro abbigliamento è molto simile a quello dei motociclisti, casco integrale compreso. Ma come per qualunque altro sport estremo non basta la preparazione fisica, a giocare un ruolo fondamentale è la testa, i nervi. Alla fin fine è una partita con te stesso, con i tuoi limiti, che poi è la cosa che mi affascina di questo sport. Avere coraggio o ancor peggio essere spericolati non solo non serve, ma è controproducente. Semplicemente, i tuoi limiti giocano un ruolo fondamentale in gara ed è ovvio che se non riesci a scendere al disotto di un determinato tempo beh puoi impegnarti quanto vuoi sarai sempre terzo, quarto o chissà ultimo, rispetto a qualcun altro. Ma ciò passa in secondo piano, a te piace praticare quella disciplina e la fai al massimo delle tue possibilità ed è questo che importa ed è questo che ti diverte e ti appaga.

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