Crocefisso, Lautsi e aule scolastiche. La retorica del direttore di Radio RTM Pisana


Lo scorso 18 marzo la Grande Camera della Corte Europea per i diriti dell’uomo ha assolto l’Italia nel caso che la vedeva contrapposta alla Lautsi, sull’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. L’Italia, secondo la Grande Camera, non ha violato la libertà di pensiero di nessuno, perché il crocefisso è un simbolo “culturale”, perché non è uno strumento di “indottrinamento”.

La sentenza, come era prevedibile, ha diviso l’Italia e come era certo ha scatenato gli appetiti intellettualistici dei tanti commentatori che affollano le Tv e le radio, i giornali e le pagine web.

In prima battuta non avevamo intenzione di scrivere nulla su questa sentenza, le sentenze infatti non andrebbero commentate specie se non si possiedono le competenze e gli strumenti adeguati. Stamane, però, abbiamo letto un articolo sul sito di Radio RTM del solito Domenico Pisana nella sua rubrica “L’osservazione dal Basso”, articolo divertente se non fosse sommamente indisponente per la serie di luoghi comuni seminati in ogni dove.

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Kennedy si confronta con lo sceriffo della contea di Kern sul tema degli “arresti preventivi”.


EUTANASIA. LE FANTASIE ELETTORALISTICHE DELLA ROCCELLA


I registri comunali sul biotestamento sono una «presa in giro dei cittadini». Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. Simpatica impiegata del Vaticano prestata segretamente al Parlamento. La Roccella ha dichiarato in un momento di slancio repubblicano, a proposito di questi registri, che: “Rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino poiché sono regolamenti di una legge, quella sul biotestamento, che non c’è … è evidente che non essendoci una legge in materia, il medico non può ottemperare ad alcuna richiesta di tipo eutanasico indicata nei registri. Il medico, cioè, non può che riferirsi alle normative esistenti, che vietano ogni attività eutanasica”.

eugenia roccella

Mentre in Europa si discute seriamente di eutanasia, come ad esempio nel Regno Unito, o si approva una legislazione che legalizza la dolce morte o l’accompagnamento di fine vita (ne sono esempio nazioni quali l’Olanda, la Svizzera, l’Albania, il Belgio, la Danimarca, la Germania, il Lussemburgo e la Svezia), in Italia tra divieti, accuse e stigmatizzazioni di ogni tipo, spesso aberranti ed imbarazzanti, il Parlamento ha deciso di chiudere in un cassetto la questione del testamento biologico, sperando che il problema venga cancellato dalle periodiche dichiarazioni di uno Stato estero, il Vaticano.

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