Eluana Englaro e il dramma del coma


È divertente sentire i preti, i vescovi, i teologi e su su sino al Papa nelle loro continue esternazioni su come la vita dovrebbe esser vissuta e su come uno Stato laico dovrebbe seguire pedissequamente l’insegnamento delle Sacre Scritture. Divertente sino a quando queste loro dissertazioni non irrompono con tutta la loro arroganza e presunzione nelle tragedie umane.

Naturalmente parlo di Eluana Englaro e della tragedia che i suoi genitori stanno vivendo ormai da 17 lunghissimi anni. Chi ha avuto la fortuna di non dover fare questo tipo di esperienza non può capire cosa queste persone sono costrette a sopportare. Davanti a queste tragedie ci si può commuovere o persino rimanere totalmente indifferenti, è un fatto di coscienza, ha poca importanza il come la gente reagisce a eventi di una tale natura, anche perché spesso si rischia di cadere nell’ipocrisia e sicuramente non c’è nulla di più deprimente e squallido di un uomo che fa finta di capire, sentire ed empatizzare, per chissà quale motivo, con chi con queste tragedie deve convivere quotidianamente. È aberrante, invece, vedere la speculazione di certi personaggi che, in nome di una qualche idea o morale, si ergono a giudici capaci di scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Sempre alla luce di un ipotetico esclusivo possesso della Verità.

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