Standard e poor's svela il populismo di Silvio e di Gianni


Il Campidoglio è in rosso. Il presidente del Consiglio, a Bruxelles, piuttosto che parlare di fatti e vicende europee, come fa qualunque capo di Stato in situazioni analoghe parla di giudici, alias la sua situazione giudiziaria, e del bilancio del Comune della Capitale.

Silvio Berlusconi davanti ad una platea internazionale si esprime così:

«Walter Veltroni è un amministratore fallito e quindi dovrebbe abbandonare la politica. Veltroni si preoccupi delle notizie terrificanti sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie, si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che dovrebbero lasciare la politica. Sono sbalordito da quello che sta emergendo sarebbe drammatico. È un fatto tragico, allucinante, io non ci credo. Non c’è nessuna città d’Europa che ha lasciato un deficit di 16 mila miliardi di vecchie lire. Spero che quello che appare non sia vero. Non sapremmo come riparare».

Questa la corsa di Berlusconi in difesa della politica del neosindaco di Roma, Gianni Alemanno. Un uomo che di politica reale ne sa ben poco, se si fa eccezione per il suo recentissimo passato da fascista (Alemanno, grazie a chissà quali connivenze, fu coinvolto e poi sempre prosciolto: nel novembre 1981 per aver partecipato, insieme ad altri quattro esponenti del Fronte della Gioventù, all’aggressione di uno studente di 23 anni. Nel 1982 fu denunciato con l’accusa di aver lanciato una bomba Molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma. Il 29 maggio 1989 fu arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano).

Ma Torniamo ai fatti. Roma ha un buco di 16 miliardi di lire a causa dell’incapacità del suo ex sindaco. Il fatto sconcertante è che né Berlusconi né il suo epigono Alemanno hanno un documento, che sia uno, che attesti l’esistenza di questo buco di bilancio, un deficit, che come asserisce il Cavaliere, stabilirebbe un primato europeo negativo per la città capitolina.

Come sempre, basta informarsi e si scopre come Berlusconi & Co. facciano pura propaganda. Piuttosto che governare lo sport preferito dalla coalizione di centrodestra è quello di fare campagna elettorale, ma qualcuno gli ha detto che le elezioni ormai le hanno vinte?

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La nuova alba di Roma. Più moderna, becera e fascista


Finalmente la Giunta Alemanno è all’opera e pronta a modernizzare la città capitolina, da troppo tempo nelle mani dei barbari.

Continuano le uscite burlesche dei collaboratori del neo sindaco, Gianni Alemanno. Oggi parleremo della signora Laura Marsilio, neo assessore capitolino alla scuola, e dell’aumento degli stipendi dei consiglieri comunali, in barba a tutta la polemica elettoraslistica sugli sprechi della politica romana.

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Quando è solo un simbolo religioso (ipse dixit, Gianni Alemanno)


 

Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.

 

Art. 1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.

-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

 

lunedì 28 aprile in Campidoglio (aggiunto postumo)

 i camerati acclamano il nuovo sindaco di roma