TRAFFICKING, UN ATTO IGNOBILE


 

La tratta degli esseri umani è un affare enormemente redditizio, insieme al traffico delle armi è l’attività criminale più importante al mondo, seconda solo al traffico di droga. Fare delle stime delle  vittime di questo orrendo crimine così come provare a misurare il volume d’affari di questo mercato è estremamente difficile, per tutta una serie di fattori, che vanno dalla difficoltà della materia sino alle connivenze delle autorità coinvolte. In ogni caso le stime fatte dalle organizzazioni internazionali sono devastanti, anche se spesso discordanti. Comunque secondo le Nazioni Unite il volume di affari scaturito da questo commercio sfiora i 32 miliardi di dollari l’anno, mentre altre stime parlano di 42 miliardi di dollari l’anno.
Da poco tempo la comunità internazionale si è occupata seriamente del problema, da un punto di vista giuridico, lessicale e concettuale. Un ritardo che ha determinato non poca confusione oltreché ad un rallentamento inaccettabile nelle politiche di contrasto. 
Le grandi organizzazioni internazionali hanno cominciato a interessarsi direttamente della questione dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale, firmata a Palermo nel 2000, dove sono stati allegati due Protocolli aggiuntivi dedicati esclusivamente alla tematica del Trafficking. Questi Protocolli offrono una definizione univoca sia dello Smuggling of Migrants (traffico dei migranti), sia del Trafficking of Human Beings (tratta degli esseri umani), offrendo così finalmente una base giuridica globale su cui operare per contrastare tali fenomeni.

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GLOBAL GENDER GAP. UN ALTRO TRISTE PRIMATO PER L’ITALIA Le pari opportunità e la progressiva discesa negli inferi delle italiane


All’interno del Forum Economico Mondiale, che è una fondazione senza fini di lucro, lo scorso ottobre è stato presentato il quinto Global Gender Gap, sulla situazione di genere nel mondo. Il Forum altro non è che una fondazione composta da giornalisti, tecnici, intellettuali e dirigenti politici che ogni anno si riuniscono a Davos, in Svizzera, per discutere delle questioni scottanti che il mondo deve affrontare quotidianamente. Economia, ambiente, salute pubblica e sociale sono naturalmente i temi principi di questo Forum.

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La copertura finanziaria del taglio dell'Ici è una spada di damocle


Negli ultimi post comparsi su Politico le parole quali: demagogico e populista compaiono innumerevoli volte, e questo per un motivo molto semplice, come ben saprete, tutti gli interventi politici di questa natura, non solo non risolvono i problemi che vorrebbero affrontare, ma ne creano dei nuovi.

Il populismo è stata una pratica politica centrale nei regimi autoritari (come il fascismo di Mussolini) o addirittura totalitari (come quello comunista o nazista), proprio la struttura su cui si costruisce una dittatura si nutre di una politica, di una comunicazione, demagogica. Una prassi volta a legittimare e consolidare la leadership del Capo, a denigrare o demonizzare l’avversario, che ben presto diviene il “nemico”, una prassi impegnata ad istillare nelle masse particolari bisogni, sentimenti e nuove paure. Un sentire, quello dei cittadini, che trova risposte parziali o fittizie nelle decisioni e nelle dichiarazioni del leader. Il populismo, in sintesi, distrae la società dalle emergenze reali, dirottandone l’attenzione su altre questioni. Ad esempio, le motivazioni utilizzare per giustificare una guerra, certi finanziamenti a manifestazioni ludiche o culturali, la creazione di nuove categorie sociali. L’istigazione all’odio, al razzismo nei confronti di minoranze etniche, religiose, politiche e sociali sono una costante dei regimi autoritari e totalitari.

Se qualcuno a questo punto inizia a pensare che sto tacciando di autoritarismo e di dittatura morbida l’attuale governo italiano, si sbaglia.

Non credo infatti che Berlusconi voglia attuare un tale cambiamento in Italia, non credo che il Governo di centrodestra cercherà di approvare riforme funzionali alla “nascita” di una dittatura morbida, molto più semplicemente credo che tutta l’attività politica dell’uomo Berlusconi sia rivolta a tutelare alcune categorie e certi modi d’agire, al fine di incrementare il potere economico e politico di queste categorie a discapito del resto della società. Il mio accanirmi contro il populismo di PdL e Lega Nord sta tutto qui.

Mentre c’è un Paese che avrebbe bisogno di interventi specifici, ci troviamo dinnanzi ad una Amministrazione indaffarata in tutt’altre faccende.

Due esempi su tutti.

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Intercettazioni. Tutti allarmati tranne Berlusconi, Alfano e La Russa, che gioca al suo risiko


A due mesi esatti dalla vittoria politica di Berlusconi & Co., il centrodestra da prova della sua coerenza politica, faccendiera ed affaristica, un impegno costantemente rivolto a tutelare l’impunità degli Amici nonché la propria. Ma questo è cosa risaputa e proprio per questo l’Italia ha votato Silvio Berlusconi, perché l’italiano medio adora vivere e pasteggiare in quel limbo, in quella zona grigia, che esiste tra la sfera della legalità e quella dell’illegalità, dove il più forte ed il più furbo hanno sempre la meglio sul più debole e sull’onesto.

Nell’ultimo Consiglio dei ministri, svoltosi ieri a Napoli, il Governo ha dato prova ancora una volta di tutto il suo valore populistico e demagogico. E così mentre il nostro ministro della Difesa “dona” 2500 uomini al collega degli Interni, per coadiuvare il normale lavoro di routine delle Forze dell’ordine, il Consiglio dei ministri approva il decreto sulle intercettazioni, un decreto che ignora reati quali: scippi, furti in casa, rapine, sfruttamento della prostituzione, sequestro non a scopo di estorsione, e come ci ricorda Antonio Di Pietro, falso in bilancio, evasione fiscale, truffa e gli immancabili reati societari.

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Sicurezza. I parlamentari europei disertano l'aula, ma condannano le violenze


Battaglia all’Europarlamento e come era preventivabile destra e sinistra, che in Italia non possono più rinfacciarsi nulla, hanno spostato il terreno di confronto in Europa, dove tutto diviene meno provinciale, ma anche più fatuo, distaccato, professorale. In un’aula semideserta i nostri politici si sono scontrati a viso aperto, hanno alzato i toni a tal punto che, all’ennesimo scontro verbale, la presidente di turno  dell’assemblea, Luisa Morgantini (Prc), si è vista costretta a richiamare gli onorevoli Romano La Russa (An) e Marco Pannella (Radicali):

“Vi ricordo che qui non siamo al parlamento italiano”

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L'orco abita in casa. A stuprare le donne sono sempre i conoscenti


Sabato 24 Novembre a Roma alle ore 14 in piazza Repubblica contro tutte le violenze di genere 

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L’aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. 130 milioni sono le donne con mutilazioni genitali. 150 milioni di bambine subiscono abusi sessuali. Nel mondo ogni 8 minuti viene uccisa una donna. In Italia, invece, nel solo 2006 (dati ISTAT- per scaricare il testo completo della ricerca clicca qui), i casi accertati di violenza sulle donne sono 1 milione 150 mila. Il 16,3% delle ragazze dai 16 a i 24 anni ha subito violenze. Il 69,7% degli stupri è opera di partner, solo il 6,2% è stato opera di estranei. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6%, contro, rispettivamente, l’11,4% e il 9,1% dei partner. Bisogna espellerli tutti. Ma chi? Per tutto questo e molto altro ancora il 24 novembre più di 200 associazioni femminili e femministe, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (sancita nel ’99 con una risoluzione Onu, n. 54/134), manifesteranno a Roma contro la violenza di genere.

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Le donne denunciano, in un assordante silenzio, le continue violenze che avvengono nei contesti familiari da parte di padri, fidanzati, mariti ed ex. Nonostante le tante organizzazioni femministe e i centri antiviolenza continuano a ribadire che le violenze sulle donne sono un fatto squisitamente culturale e si consumano tra le mura domestiche, le istituzioni continuano a parlare di ordine pubblico e di sicurezza nelle città. E così, mentre le donne continuano ad essere maltrattate e violentate, i nostri parlamentari fanno finta di non capire e continuano a soffiare sulla fiamma della xenofobia. Leghisti, fascisti e ben pensanti, tronfi della loro ignoranza, proseguono nella loro propaganda, distogliendo l’attenzione dal problema reale. La società è maschilista e questo a qualcuno piace. Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato qualcosa di sbagliato, mentre per il 36% qualcosa è accaduto. Anche questo è un problema culturale. Il 96% delle donne che hanno subito violenza, per vergogna o paura, non denuncia il fatto. Anche questo è un problema culturale. Mentre si scatena la caccia all’uomo dopo i fatti di Tor di Quinto, mentre Benedetto XVI parla dell’immoralità di alcuni medicinali o qualche stronzo si diverte a violentare un avatar su Second Life, i nostri parlamentari fanno campagna elettorale sulla pelle delle donne.

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Più di 200 associazioni femminili e femministe hanno aderito all’appello lanciato via mail da www.controviolenzadonne.org

Per chi è soggetto o testimone di violenze   1522

www.casainternazionaledelledonne.org/
www.centrodonnalisa.it  tel. 06/87141661