CLASS ACTION. ALTROCONSUMO CITA IN GIUDIZIO LA RAI


Nel corso del 2010 la RAI è stata inadempiente agli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, corretta ed equilibrata, obblighi assunti attraverso il Contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

Di fronte alla violazione da parte della RAI dei diritti e delle prerogative dei propri abbonati, Altroconsumo ha proposto dinanzi al Tribunale di Roma una class action per consentire a tutti gli abbonati che vi aderiranno di ottenere un risarcimento per la lesione del diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera, plurale e obiettiva. Le adesioni sono raccolte attraverso il sito www.altroconsumo.it.

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«MONTAMI A COSTO ZERO». TANTO RUMORE PER… IL POPULISMO DELLA CARFAGNA


Lo scorso settembre una notiziola ha fatto capolino sui tavoli di tante redazioni, specie dopo il tam tam sul web. Il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, aveva allertato l’Istituto dell’Autodisciplina della pubblicità in occasione dell’affissione di una serie di manifesti pubblicitari a Milazzo, realizzati da una società di impianti fotovoltaici siciliana, che ritraevano una donna seminuda. La campagna fu immediatamente bloccata.

I creativi della Neo Comunication avevano ben pensato di giocare un po’ con le parole e un po’ con le immagini. Una donna semi nuda, un pannello fotovoltaico e uno slogan dall’indubbia interpretazione “Montami a costo zero”. Beh diciamo pure che il risultato non è dei migliori, ma di certo il cartellone non è passato in osservato, a qualcuno sarà piaciuto e a qualcun’altro avrà strappato un sorriso, ma non a tutti, infatti, il coro di no non si è fatto attendere e si è levato forte e violento.

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Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi.


Se non fossimo in questo Paese, se l’Italia non fosse viziata da così tante anomalie, se non fossimo costretti ogni giorno a dove assistere allo squallido teatrino della politica fatto di ripicche, accuse, smentite e ritrattazioni potremmo elucubrare sull’affaire Masi. Di cosa sto parlando?

Immaginatevi per un solo momento di non vivere in questo Paese, ma in una nazione civile, avanzata e democratica dove è normale che il direttore generale di una società, qualsiasi società, faccia gli interessi del gruppo da lui guidato. Se così fosse, sono sicuro, che tutte le boutade di Mauro Masi, che hanno semplicemente appestato le cronache di queste ultime settimane, prima col caso Santoro-Annozero e poi col il programma di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”, potrebbero esser lette sotto un’unica luce, quale? Beh è semplice quella del marketing pubblicitario. Ovvero faccio in modo che la gente, l’opinione pubblica, parli nel bene o nel male, di un prodotto, faccio in modo che quella stessa opinione pubblica si schieri quanto più velocemente possibile da un lato o dall’altro lato della barricata ed inizi a “guerreggiare”, il risultato è assicurato: pubblicità gratis e visibilità massima.

toscani

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LE DAME E IL CAVALIERE SESSO E POTERE, UNA STORIA ITALIANA


Dopo Partinico (Palermo) e Catania, l’8 luglio prossimo arriva anche a Ragusa, terza ed ultima tappa in Sicilia, il film documentario “Le Dame e il Cavaliere”, di Franco Fracassi. Un documentario, un film inchiesta su Silvio Berlusconi e su come il premier intenda la politica, consideri le istituzioni e sopratutto sul perché si circonda di tanta avvenenza femminile.

Franco Fracassi è un giornalista. Ha raccontato le guerre degli ultimi vent’anni, ha scritto libri d’inchiesta sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovtain, sulla Russia degli oligarchi di Eltsin e sulla minaccia nucleare iraniana. Da sei anni Fracassi si dedica alla realizzazione e alla produzione di documentari d’inchiesta. A tal scopo ha fondato la società di produzione Telemaco che diede vita al documentario «Zero, inchiesta sull’11 settembre», che è stato visto da oltre 50 milioni di persone, il documentario italiano più visto al mondo.

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Proiezione “Le Dame e il Cavaliere” a Ragusa il prossimo 8 luglio al Lumiere di Ragusa


locandina evento

PROGRAMMA

Ore 20.00 dibattito, saranno presenti, tra gli altri, il regista Franco Fracassi, il giornalista Luciano Mirone.

Ore 21.00 – Proiezione del film “Le Dame e il cavaliere”
c’è un film :”le dame e il cavaliere” che racconta le gesta dell'”utilizzatore finale” che abbiamo a capo del governo Italiano e questo film realizzato dal regista Franco Fracassi e altri giornalisti non trova in Italia possibilità di visione.

COS’È
Un film d’inchiesta che nessuno ha voluto distribuire per non rischiare. Che viene diffuso e conosciuto grazie al passaparola. E che diventerà illegale se venisse approvata la legge-bavaglio.

L’unica fiction vietata in tv. Tutto quello che vorrebbero farci dimenticare.

LA TRAMA DEL FILM
Ogni sera lo stesso rituale che il padrone di casa impone a se stesso e a quaranta ospiti, tutte ragazze speranzose di avere un ruolo nella prossima fiction tv o un posto in parlamento. Per le più fortunate la possibilità di andare a letto con Silvio Berlusconi.
E così, sera dopo sera, il presidente del consiglio sta trasformando questo Paese e le sue istituzioni. Dietro, un preciso progetto politico: rendere innocuo il parlamento e piegare la democrazia alla volontà del capo. Questa inchiesta esclusiva si addentra nei segreti del sistema, e racconta di come l’Italia stia diventando una mignottocrazia.

“Il film è un vero e proprio viaggio all’interno delle stanze del potere, un potere fatto e sostenuto da ricatti, minacce e naturalmente di sesso, tanto sesso, utilizzato, però, a fini politici. Non è gossip, ma un’inchiesta giornalistica, fatta da giornalisti per denunciare uno stato di cose non più accettabile da una società civile e democratica quale si professa quella italiana”.

Organizzazzione: Popolo viola Ragusa, Forum dell’acqua pubblica ed Attitude
Info e prenotazioni
349.0707133 (Nello)

la vergogna di esser governati da Berlusconi e dai suoi epigoni, il decreto Gelmini diventa legge


Il Senato approva in via definitiva il decreto Gelmini. Le manifestazoioni non sono servite a nulla, la ragion di stato ha prevalso sulle rivendicazioni degli studenti, degli insegnanti, dei genitori e di tutta l’opposizione, Udc compresa.

Forti dell’opera di disinformazione messa in atto dalla maggioranza e dai media, più o meno direttamente ad essa collegati, i senatori del centro destra hanno approvato, senza alcuna modifica, il decreto tremontiano sull’istruzione, certi del sicuro, ma distratto consenso di una larga parte della società civile.

Uno dei risultati dell’opera di disinformazione è stato, senza ombra di dubbio, quello di aver fatto credere ai cittadini, che tutta questa vicenda, non li riguardava direttamente. In fondo tutta la contestazione al cosiddetto decreto Gelmini va ascritta all’interno delle logiche di resistenza dei sindacati, della sinistra e di quegli insegnati che difendono i privilegi acquisiti, proprio quei privilegi che hanno determinato lo stato attuale del sistema scolastico/universitario italiano.

Questi sono gli argomenti che la maggioranza porta a difesa del proprio operato. Il maestro unico, il tempo pieno, i tagli agli stipendi e al personale sono, sempe secondo la maggioranza, delle falsità costruite ad hoc dalle sinistre, dai conservatori italiani, che non vogliono nessuna riforma ed anzi difendono un sistema clientelare, che prosciuga le finanze pubbliche, una realtà che non può non ricade pesantemente sulla qualità dell’offerta formativa della nostra classe docente.

Nulla di strano, in qualsiasi Nazione ci sono state, ci sono e ci saranno delle forze che si oppongono a ogni tipo di riforma dello status quo. Nulla di strano, se non fosse che a smentire la maggioranza di governo sono proprio i due decreti contestati, prodotti e firmati dal governo italiano. Questo teatrino della maggioranza è stato uno spettacolo indecoroso offerto in pasto al popolo italiano e ai media di mezzo mondo.

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