Attitude be free – il Pdf – aprile – giorno


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ANGELICA: “IL VOTO UTILE E’ UNO STRUMENTO PER IL BENE COMUNE”


Abbiamo intervistato il consigliere comunale di Ragusa Angelica, UdC, prossimo candidato al consiglio comunale.

Lei ha parlato di voto utile, in che senso?
Il voto dei cittadini è una cosa di fondamentale importanza. Il voto non è e non può essere una cortesia al candidato, il voto è un investimento che il cittadino fa sul suo futuro. È un atto di coscienza. Questo significa voto utile, il voto è sempre uno strumento in mano al cittadino.

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GUASTELLA: NON HO SFIDE DA VINCERE, MA IDEE DA TRASMETTERE E DIFENDERE


 

Abbiamo intervisto il candidato a sindaco di Ragusa della coalizione di centro sinistra l’avv. Sergio Guastella

Lei è stato presentato alla cittadinanza come il candidato della società civile. Cosa intende lei per società civile?

La società civile non è un’entità astratta e contrapposta alla presunta società incivile che alberga nei partiti, questo sarebbe puro qualunquismo. Questo concetto lo intendo come l’emblema della ragione comune, della logica ordinaria. Le faccio un esempio, se dovessi confrontarmi, come spesso accade, con qualcuno che la pensa diversamente da me, al di fuori dell’agone politico, troveremmo di certo un punto di incontro, perché varrebbe la logica ordinaria, la stessa cosa non accade se fossimo esponenti di due correnti o patiti politici avversi, perché in tal caso la logica preminente sarebbe quella della politica, nella sua accezione più bieca e miserrima, perché semplicemente partigiana. Quello a cui ambisco, invece, è una combinazione delle due logiche, ordinaria e politica. La prima infatti non basta da sola per amministrare e la logica politica può essere perversa se non è mitigata da quell’altra. Sono certo che la commistione delle due logiche porterebbe all’elevazione del dibattito politico, a totale beneficio della comunità. La mia idea è quella di unire il centro sinistra e tutte quelle persone che condividono le idee di questa area politica. Oggi siamo riusciti a fare una coalizione tra Pd, Sel, Fed e IdV, adesso c’è la seconda fase, quella più importante e forse per questo la più difficile, aggregare la coalizione alla società civile, riuscendo, al contempo, a coinvolgerla in un suo impegno pratico.

I giochi sono quasi fatti, avete approntato una strategia elettorale?

Iniziamo col dire che loro sono una struttura gerarchicamente organizzata, piramidale e verticistica, io, invece, ho in mente una coalizione tra pari. Io sono convinto che la mia campagna elettorale deve differenziarsi rispetto alle ordinarie linee di comunicazione politica, il mio prodotto di candidatura è differente, io non farò una campagna elettorale contro qualcuno, non ho sfide da vincere, ma idee da trasmettere e difendere.

Da un punto di vista comunicazionale?

La campagna elettorale di Dipasquale è inizia in febbraio, con un ingente investimento di denaro. Noi non possiamo e non dobbiamo competere con il suo strapotere economico, sarebbe un errore strategico seguirlo su quel piano. Io quel potere non lo ho e non lo cerco. La nostra sarà una campagna elettorale differente da un punto di vista formale e sostanziale.

Parliamo di contenuti.

Io non ho in mente, già l’ho detto in altre occasioni, una Ragusa grande, ma una Ragusa normale ovvero una città di qualità. Una Ragusa bella, ma non in senso estetico, bello come lo intendeva l’imperatore Adriano, il bello come strumento politico e sociale, strumento al servizio del cittadino. L’urbanizzazione, la democratizzazione della città e del suo tessuto sociale, devono essere gli elementi su cui la prossima amministrazione deve incardinare il suo programma. Ragusa deve ed ha bisogno di recuperare i valori alti, deve riuscire ad affrancarsi dalla amministrazione spicciola del marciapiede, della rotonda o della piazzetta. Di conseguenza, la politica deve emanciparsi dall’idea di dover sopravvivere a se stessa e quindi di dover accontentare qualcuno e i suoi interessi particolari, legittimi, ma pur sempre particolari. Il sindaco non è esclusivamente un amministratore, questo ruolo lo svolge benissimo un manager, bisogna riuscire ad immaginare uno sviluppo politico della città e qui ho in mente De Gasperi e la sua dicotomia concettuale tra amministrazione e sviluppo politico. La prima, rivolta meramente all’oggi, la seconda, concentrata sulle generazioni future.

Se parliamo del recupero del centro storico, ad esempio, non parliamo di un problema urbanistico, ma di un nodo sociale. Una città senza centro storico è una città morta. Una città riesce ad essere una e perciò aggregata solo quando riesce a superare qualsiasi tipo di ghettizzazione, siano esse urbanistiche, sociali o economiche. Ho in mente una città dove tutti hanno le stesse chance. Recuperare il centro storico va oltre la questione semplicemente abitativa, significa riuscire a creare dei luoghi di aggregazione, capaci di alimentare la socialità e la sua vivacità culturale.

Anche Dipasquale parla di recupero del centro storico, ma queste sono solo lacrime di coccodrillo, non dimentichiamoci che questa stessa amministrazione ha approvato la costruzione di più di 800 nuovi alloggi, grazie all’approvazione dei piani Peep, così il territorio viene disgregato, implementando, tra l’altro, una ghettizzazione su base censoria.

Il futuro primo cittadino non potrà esimersi dall’affrontare tematiche quali l’università o il turismo.

Pochi hanno avuto la nostra fortuna, mi sto riferendo alla vetrina fornitaci dalla fiction di Montalbano, nonostante questo, noi non siamo riusciti a sfruttare questa occasione. L’errore è stato non capire la tipologia del turista che viene da noi. Non prendendo coscienza di ciò non siamo stati in grado di sviluppare ed utilizzare al meglio le nostre risorse. Certo qualora avessi la fortuna di amministrare questa città di certo focalizzerei le nostre risorse economiche per eventi di respiro nazionale, faccio un solo esempio, Umbria Jazz a Perugia, questa è una kermesse ormai di respiro internazionale e Perugia non è una città tanto difforme da Ragusa, per estensione o per potere economico. Questi sono gli eventi che ho in mente per Ragusa, non certo il continuo sperpero di denaro pubblico in sagre di paese e festicciole varie, utili solo ad implementare il proprio bacino elettorale.

Stesso discorso lo si può fare nei riguardi dell’università, un’opportunità che in qualche modo ci siamo fatti scappare, non dimentichiamoci che non si è stati in grado di creare una relazione tra l’università ed il territorio, l’università beneficia delle professionalità del territorio così come il territorio deve poter beneficiare dell’università.

EUTANASIA. LE FANTASIE ELETTORALISTICHE DELLA ROCCELLA


I registri comunali sul biotestamento sono una «presa in giro dei cittadini». Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. Simpatica impiegata del Vaticano prestata segretamente al Parlamento. La Roccella ha dichiarato in un momento di slancio repubblicano, a proposito di questi registri, che: “Rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino poiché sono regolamenti di una legge, quella sul biotestamento, che non c’è … è evidente che non essendoci una legge in materia, il medico non può ottemperare ad alcuna richiesta di tipo eutanasico indicata nei registri. Il medico, cioè, non può che riferirsi alle normative esistenti, che vietano ogni attività eutanasica”.

eugenia roccella

Mentre in Europa si discute seriamente di eutanasia, come ad esempio nel Regno Unito, o si approva una legislazione che legalizza la dolce morte o l’accompagnamento di fine vita (ne sono esempio nazioni quali l’Olanda, la Svizzera, l’Albania, il Belgio, la Danimarca, la Germania, il Lussemburgo e la Svezia), in Italia tra divieti, accuse e stigmatizzazioni di ogni tipo, spesso aberranti ed imbarazzanti, il Parlamento ha deciso di chiudere in un cassetto la questione del testamento biologico, sperando che il problema venga cancellato dalle periodiche dichiarazioni di uno Stato estero, il Vaticano.

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Le elezioni si vincono anche così


Questa l’annalisi che la redazione di Annozero, Rai 2, ha fatto nell’ultima puntata del programma. La questione è sempre quella, il conflitto di interessi, che pare non interessare a nessun se non ai cittadini, a qualche giornalista e a un po’ tutte le autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

E’ notizia dello stesso 21 ottobre che l’Agcom, non proprio un istituto al servizio delle opposizioni, ha diffidato per il trimestre appena conclusosi (luglio-agosto-settembre 2010) il Tg1, il Tg4 e Studio Aperto, per:

un forte squilibrio dedicato da alcuni telegiornali a favore della maggioranza e del Governo. La Commissione ha pertanto deliberato di impartire una diffida al Tg1 ed un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Qualora tale squilibrio perdurasse verranno adottati nuovi provvedimenti.

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Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi.


Se non fossimo in questo Paese, se l’Italia non fosse viziata da così tante anomalie, se non fossimo costretti ogni giorno a dove assistere allo squallido teatrino della politica fatto di ripicche, accuse, smentite e ritrattazioni potremmo elucubrare sull’affaire Masi. Di cosa sto parlando?

Immaginatevi per un solo momento di non vivere in questo Paese, ma in una nazione civile, avanzata e democratica dove è normale che il direttore generale di una società, qualsiasi società, faccia gli interessi del gruppo da lui guidato. Se così fosse, sono sicuro, che tutte le boutade di Mauro Masi, che hanno semplicemente appestato le cronache di queste ultime settimane, prima col caso Santoro-Annozero e poi col il programma di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”, potrebbero esser lette sotto un’unica luce, quale? Beh è semplice quella del marketing pubblicitario. Ovvero faccio in modo che la gente, l’opinione pubblica, parli nel bene o nel male, di un prodotto, faccio in modo che quella stessa opinione pubblica si schieri quanto più velocemente possibile da un lato o dall’altro lato della barricata ed inizi a “guerreggiare”, il risultato è assicurato: pubblicità gratis e visibilità massima.

toscani

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Tra Parco, parcheggi e contentini vari.


Riceviamo e Pubblichiamo.

Dal consigliere provinciale Giovanni Iacono.

Sulla stampa odierna vi è riportato il comunicato stampa emesso dalla Provincia Regionale di Ragusa sull’incontro di oggi per la presentazione della “proposta definitiva” che a detta dell’Assessore al territorio e ambiente Mallia è “condivisa dalla stragrande maggioranza del territorio”. Poi magari qualcuno mi spiegherà, senza polemica, cosa significa “proposta definitiva” perché o si ha una proposta e quindi una idea suscettibile di modifica o si ha una decisione definitiva e quindi non è più una proposta.

e come dargli torto… questa strana lingua italiana, ma se questo è un errore di forma sulla quale si può pure sorvolare ciò che segue è un po’ più complesso.

In conferenza capigruppo l’Assessore Mallia aveva detto che la proposta definitiva è quella “portata avanti” dal Sindaco di Ragusa, Monterosso, Chiaramonte, Giarratana, Modica. Nell’intervento ho evidenziato che la “proposta definitiva” presentata (che tra l’altro dagli interventi a cominciare da quello del segretario della Uil abbiamo appurato che non aveva visto nessuno dei presenti escluso i capigruppo)  “non si basa su nessuna base scientifica, è in contraddizione con il piano territoriale provinciale e con tutte le iniziative e i finanziamenti che la Provincia di Ragusa e il Comune di Ragusa hanno avuto per tutto ciò che riguarda le cave naturalistiche e il sito di interesse comunitario (Sic) rappresentato dalla valle dell’Irminio e dall’invaso di S.Rosalia. Oggi si è presentata, ancora una volta, una “proposta definitiva” di parcheggio no un Parco Nazionale perché è illogico e senza alcuna razionalità di carattere naturalistica, ambientale, paesaggistica ed economica che le cave naturalistiche di Ragusa e la vallata dell’Irminio che sono state oggetto del Pit “quattro città e un parco per vivere gli iblei” che ha dato quasi 30 milioni di euro al territorio siano state tenute FUORI dal costituendo Parco Nazionale.

consigliere provinciale di Ragusa Idv

Il Sindaco di Ragusa non è proprietario del territorio comunale come non lo è nessuno perché il territorio è patrimonio di tutti e non è legittimo nemmeno che a due Comuni come Scicli e Ispica che volevano inserire parti di loro territorio nel parco sia stato detto di no. Ritengo che appena questa “proposta definitiva” arriverà nei tavoli degli esperti del Ministero e della Regione verrà dichiarata, per l’ennesima volta, irricevibile. Per il bene di questa Provincia faccio appello all’intera giunta Antoci a cominciare dall’Assessore al Turismo per gli atti, azioni e documenti che lo stesso ha prodotto sulla valenza turistica delle cave naturalistiche affinchè prevalga la parte scientifica sulla parte irrazionale”

 

Quello che i nostri amministratori non vogliono capire è che il Parco degli Iblei, tra l’altro, poteva e può essere lo strumento giuridico atto a mettere a sistema tutti quei vincoli già vigenti sul nostro territorio, certo è che la mancanza di un supporto tecnico-scientifico e le mai sopite aspirazioni elettoralistiche non possono che condurre le amministrazioni a scelte sbagliate le cui conseguenze, come sempre, saranno a carico della collettività.