Esteri: Medio Oriente



 Il 23 settembre Abu Mazen, presidente dell’ANP, chiede formalmente all’Onu il riconoscimento dello Stato Palestinese, con capitale Gerusalemme ed avente i confini del 1967, cioé prima della Guerra dei 6 giorni. 

Benjamin Netanyahu, leader israeliano, assente durante il discorso dell’omologo leader palestinese, comincia il suo discorso aprendo uno spiraglio: “Tendo la mano ai palestinesi per una pace giusta e durevole”. Poi, però, delegittimando l’ONU, ribadisce che la pace non può essere raggiunta attraverso risoluzioni internazionali, ma solo con la trattativa diretta tra i due popoli. E così, in nome della trattativa, quattro giorni dopo, il 27 settembre annuncia 1100 nuovi insediamenti a Gerusalemme est (territorio dei palestinesi).

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INTERNI: CRAXISMI


Stefania Craxi dopo aver apprezzato Libero e il suo direttore per “coraggio e spirito di indipendenza”si lamenta con lo stesso direttore per un articolo a firma di Gianluca Veneziani che: “per fare dello spirito sulla latitanza del “socialista” direttore dell’Avanti! Valter Lavitola, arriva a definire “latitanti” i socialisti costretti ad espatriare per le persecuzioni del regime fascista, da Nenni a Pertini, passando naturalmente per Craxi. Ogni accoppiamento – continua Stefania – dei grandi socialisti con il signor Lavitola è un insulto. Perdoni lo sfogo, ma la storia di questa testata rappresenta un punto miliare della storia stessa del Partito Socialista Italiano (non a caso Pietro Nenni amava ripetere che “il partito è una segretaria e l’Avanti!”)”.

Forse sarebbe il caso di ricordare al sottosegretario agli Affari Esteri, che non solo accostare il nome di Lavitola ai grandi socialisti italiani, come Nenni e Pertini, è un insulto, ma annoverare tra i grandi socialisti Bettino Craxi è un insulto agli italiani, all’Italia e alla sua storia. 

INTERNI: IL “CE L’HO DURISMO” DI BOSSI


Era il 1993, quando un deputato della Lega Nord sventolò un cappio nell’aula di Montecitorio, si era appena conclusa la stagione di Manipulite.

Il 15 luglio 2011 sull’affare P4 la Lega Nord si astiene sul voto per l’arresto di Alfonso Papa, astenersi ha significato l’arresto del deputato del PdL.

Il 21 settembre 2011 si vota nuovamente in aula per l’arresto del braccio destro di Giulio Tremonti, Marco Milanese, indagato dalla procura di Napoli per: associazione a delinquere, corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. La Lega Nord vota contro l’arresto. E’ stato un atto dovuto, blindare Milanese per tutelare Tremonti nel difficile momento della presentazione della quarta manovra finanziaria.

Il 28 settembre 2011 si vota, ancora una volta per l’arresto di un parlamentare, tocca al ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, indagato per mafia. La Lega Nord vota contro. Per Bossi è tutta una questione interna alle procure.

Quando si vuol dividere l’uomo in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…

LA TASSA DI SOGGIORNO A RAGUSA. SI O NO?


Anche a Ragusa si inizia a parlare della tassa di soggiorno. Naturalmente la proposta ha subito diviso la cittadinanza tra chi la trova un’ottima idea e chi la considera come un inutile balzello. Nelle maggiori città italiane questa tassa è già una realtà. Un obolo, a volte qualcosina in più, che il turista deve versare al municipio al fine di migliorare i servizi turistici o meglio al fine di alleggerire il carico delle spese comunali riguardanti i capitoli di bilancio sul turismo.

A inizio settembre Antonio Recca, in qualità di presidente del Comitato provinciale dell’Unione Nazionale delle Pro Loco e della Pro Loco Ragusa, ha inviato, ai media locali, una lettera aperta grazie alla quale fa chiarezza sulla natura e sul senso di questa tassa, che egli stesso definisce “contributo alla promozione turistica”, infatti essa servirà, qualora il Comune decidesse di promulgarla, a tenere più pulita e più viva culturalmente la città “poiché – scrive Recca – i denari andranno per tante iniziative legate alla fruizioni dei beni culturali, ma anche alla lotta al degrado dei centri storici. Sarebbe, dunque, esclusivamente destinata – continua Recca – ad interventi a favore del turismo e quindi dell’ospite, degli alberghi e dei cittadini: arredo urbano, grandi eventi, manifestazioni, il tutto concordato in sinergia e insieme agli imprenditori locali”.

Giustamente il Presidente Recca fa notare come questa tassa non “peserà” né sui cittadini né sui turisti, in quanto questi ultimi dovranno pagare “solo” un euro al giorno, quindi il costo di un caffè.

Certo è che questa idea almeno qualche perplessità la fa nascere.

Innanzitutto io turista posso pure accettare di pagare questa ennesima tassa se vado a visitare città come Roma, Firenze, Venezia, Napoli o Torino, per fare solo qualche esempio, ma per Ragusa? E qui non sto dicendo che la nostra città o il nostro territorio non siano degni di nota, ma forse non sono paragonabili a città come quelle sopra citate. Inoltre un turista quando va a Firenze o a Venezia trova tutta una serie di servizi, sto parlando di qualità, che magari qua non trova.

Parlo di fruibilità dei nostri beni culturali, le chiese, ad esempio, ma questa è una vecchia polemica, sono sempre chiuse, ma anche gli stessi esercizi commerciali, bar, ristoranti, pasticcerie e negozi vari, rimangono chiusi anche nei giorni di festa. Si badi, però, che questa non è una polemica contro i commercianti, in fondo loro hanno pure ragione. Se il primo maggio o per l’immacolata a Ibla ci sono 30 turisti, che senso ha tenere aperto il proprio esercizio?

Ovviamente Recca o chi per lui potrebbe ribattere che proprio grazie a questa tassa si potrebbe supplire a queste come ad altre deficienze, altrettanto vero è, però, che tutti questi servizi, come la pulizia e il decoro della città, l’intrattenimento e il contrasto al cosiddetto degrado sono compiti connaturati alle funzioni del Comune. Due, visto che i flussi turistici nel ragusano non sono proprio da capogiro, vista anche la crisi economica che pesa su tutti noi ed i prezzi dei nostri servizi non sono proprio a buon mercato, può essere ed è sincera la domanda, che questa tassa sia alla lunga un’arma a doppio taglio?