TRAFFICKING, UN ATTO IGNOBILE


 

La tratta degli esseri umani è un affare enormemente redditizio, insieme al traffico delle armi è l’attività criminale più importante al mondo, seconda solo al traffico di droga. Fare delle stime delle  vittime di questo orrendo crimine così come provare a misurare il volume d’affari di questo mercato è estremamente difficile, per tutta una serie di fattori, che vanno dalla difficoltà della materia sino alle connivenze delle autorità coinvolte. In ogni caso le stime fatte dalle organizzazioni internazionali sono devastanti, anche se spesso discordanti. Comunque secondo le Nazioni Unite il volume di affari scaturito da questo commercio sfiora i 32 miliardi di dollari l’anno, mentre altre stime parlano di 42 miliardi di dollari l’anno.
Da poco tempo la comunità internazionale si è occupata seriamente del problema, da un punto di vista giuridico, lessicale e concettuale. Un ritardo che ha determinato non poca confusione oltreché ad un rallentamento inaccettabile nelle politiche di contrasto. 
Le grandi organizzazioni internazionali hanno cominciato a interessarsi direttamente della questione dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale, firmata a Palermo nel 2000, dove sono stati allegati due Protocolli aggiuntivi dedicati esclusivamente alla tematica del Trafficking. Questi Protocolli offrono una definizione univoca sia dello Smuggling of Migrants (traffico dei migranti), sia del Trafficking of Human Beings (tratta degli esseri umani), offrendo così finalmente una base giuridica globale su cui operare per contrastare tali fenomeni.


Nel primo caso, lo Smuggling of Migrants viene definito come “… la procura, al fine di ottenere, direttamente o indirettamente, un beneficio finanziario o materiale, tramite l’ingresso illegale di un individuo all’interno di uno Stato membro, del quale l’individuo non sia nativo, né vi abbia una residenza permanente”. Nel caso del Trafficking (in italiano useremmo il termine “tratta”), invece, ci si trova di fronte a una realtà del tutto diversa, che riguarda specificatamente lo sfruttamento degli individui, i quali sono trattenuti contro la loro volontà attraverso atti di coercizione e costretti a lavorare o fornire servizi al trafficante o ad altri, parliamo di schiavitù vera e propria, in pratica le donne e bambini vengono venduti o per scopi sessuali o per compiere qualsiasi tipo di lavoro, naturalmente contro la costante minaccia della violenza.
Le Organizzazioni non governative stimano in due milioni l’anno il numero dei bambini vittime del traffico per fini sessuali nel mondo intero. Secondo il World Social Forum, ogni giorno 3000 tra donne e bambini al mondo vengono coinvolte nel traffico. Quale sia la stima esatta è in ogni caso una vergogna indicibile.

Il Trafficking – o tratta di esseri umani – è un fenomeno in allarmante crescita in tutto il Mondo che coinvolge 12,3 milioni di individui, di cui il 56% sono donne e bambine.
La tratta degli esseri umani è ogni azione, ivi compresi il reclutamento, il rapimento, il trasporto, la vendita, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di persone, attraverso minacce o l’uso della forza, dell’inganno, della coercizione o della servitù per debiti, volta a ridurre o a detenere delle persone, pagate o no, in uno stato di servitù involontaria, per un lavoro forzato o per sottometterle a dei creditori in una comunità diversa da quella di origine.

Da giugno 2010 a maggio 2013 Mani Tese sarà impegnata nella campagna inTRATTAbili per fermare il fenomeno del trafficking.
L’impegno di Mani Tese è rivolto  al coinvolgimento dei partner locali dei paesi di origine, transito e destinazione della tratta di esseri umani: Filippine, Cambogia, Thailandia e Unione di Myanmar.
Nello specifico, in Cambogia, Mani Tese collabora con le Ong locali Damnok Toek a Poipet nel nordovest del Paese, al confine della Thailandia, e M’lop Tapang a Sihanoukville una delle principali mete turistiche del Paese.  
Entrambe le Ong che Mani Tese ha scelto di sostenere si occupano di tutte le problematiche legate all’infanzia, ad azioni di sensibilizzazione e al finanziamento di progetti atti a generare reddito per le famiglie, prevenendo così il problema alla radice.

La campagna InTRATTAbili in Italia si occupa di informare e sensibilizzare i cittadini sul problema della tratta degli esseri umani e dei diritti dell’infanzia.

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