ANGELICA: “IL VOTO UTILE E’ UNO STRUMENTO PER IL BENE COMUNE”


Abbiamo intervistato il consigliere comunale di Ragusa Angelica, UdC, prossimo candidato al consiglio comunale.

Lei ha parlato di voto utile, in che senso?
Il voto dei cittadini è una cosa di fondamentale importanza. Il voto non è e non può essere una cortesia al candidato, il voto è un investimento che il cittadino fa sul suo futuro. È un atto di coscienza. Questo significa voto utile, il voto è sempre uno strumento in mano al cittadino.


Quale è il giudizio della sua esperienza in Consiglio? Si ricandida?
Questi cinque anni in Consiglio sono stati un’esperienza entusiasmante e sicuramente positiva. Fare il consigliere comunale è un compito gravoso perché carico di responsabilità, in fondo non si rappresenta semplicemente il cittadino, ma ci si fa carico dei problemi e delle istanze dell’intera città. Rappresentare i cittadini ed agire per l’interesse generale è sicuramente, e lo è stato per me, una esperienza civile e di civiltà. La risposta alla sua domanda è ho scelto di ricandidarmi al consiglio comunale.
Che cosa andrebbe fatto, che non è stato fatto, o meglio che cosa si ripromette di fare qualora venisse rieletto?   
Sicuramente bisogna continuare quel processo di semplificazione amministrativa avviato, ma non ancora concluso, da questa Amministrazione. La sburocratizzazione e la velocizzazione delle procedure è una delle armi più importanti per riuscire a dare competitività alla nostra economia. Gli altri due miei crucci sono il turismo, di cui ho avuto la delega, e l’università.
Il settore turistico è un comparto strategico e di primaria importanza. Abbiamo un potenziale turistico enorme che abbiamo iniziato a sfruttare da poco e perciò possiamo dire inespresso. Bisogna creare un sistema integrato della nostra offerta turistica. Il nostro patrimonio architettonico, ambientale, storico ed enogastronomico va tutelato ed incentivato, perché questo significa lavoro, significa ricchezza, perché questo è il rilancio del territorio, è cultura.
La mia idea è semplice. Bisogna fare sistema, bisogna acquisire professionalità e ciò lo si può fare solamente coinvolgendo i privati, le energie positive del territori e il loro know-how. Bisogna iniziare a parlare di un’offerta turistica integrata.
Un esempio.
Abbiamo monitorato i nostri flussi turistici, chi viene, cosa cerca e da dove viene. In questo modo siamo riusciti a creare una mappa di questi flussi, strumento fondamentale per calibrare la nostra offerta turistica. Occorre in una parola managerialità anche da parte dei privati e non va dimenticato, in tal senso, l’impegno della Curia con i tanti progetti per la formazione dei giovani che sono stati impegnati nella fruizione del suo patrimonio. Tutto ciò può essere perseguito con la creazione, è questo il mio obiettivo, di una Struttura in grado di assolvere a questi compiti, perché pensata e ideata  per questo scopo.
L’università.
La nascita dell’università è stato un traguardo importante per la nostra città, ma la nostra sudditanza nei confronti dell’ateneo catanese ci ha precluso la possibilità di crescere. A questo punto le cose da fare sono due: o avere il coraggio di riscrivere gli accordi con Catania e penso alla nascita di nuove facoltà più appetibili, economicamente interessanti, o spostare la nostra visuale verso università che condividono i nostri obiettivi. E poi l’università va spoliticizzata e gestita da nuove professionalità.
Due parole sul centro storico.
Trent’anni e piano particolareggiato. Sono trent’anni che questa città attendeva uno strumento capace di rispondere alle nuove esigenze abitative e questo è stato fatto da questa amministrazione, certo i risultati diverranno evidenti e tangibili a tutti solo fra qualche anno, ma questo risultato importantissimo non va sottovalutato. Inoltre penso alla necessità di riformare la legge 61/81, questo è un appello che faccio ai nostri deputati. Occorre misurare questa legge sulle esigenze di  Ragusa e non più su quelle di Ibla che tanto ne ha beneficiato (circa 100 milioni da quando è entrata in vigore), bisogna invertire e/o modificare  il rapporto ad oggi esistente, che vede l’80% dei contributi stanziati per Ibla ed il restante per Ragusa. Stiamo parlando di 5,5 milioni di investimenti l’anno.
Il 26 febbraio scorso è venuto il vostro leader nazionale, Pier Ferdinando Casini, quale significato ha la sua visita.
La presenza di Casini a Ragusa sicuramente è la testimonianza di quali sono i valori e gli intendimenti del partito. Un invito ai cittadini a partecipare attivamente alla vita politica e ai loro rappresentanti che devono assumersi l’onere del ruolo che ricoprono, il che vuol dire sopratutto prestare attenzione alle richieste dei propri elettori. Un segno tangibile che esorta tutti noi a mettere in agenda le priorità del paese: lavoro, istruzione ed ambiente.
Casini ha fatto riferimento alla ricandidatura di Nello Dipasquale, elogiandone il lavoro svolto sin qua.
Il Presidente ha voluto privilegiare nelle realtà locali il senso civico, i programmi, e quindi le cose da fare, anziché alleanze ciniche e preordinate dall’alto, che nulla hanno a che vedere con il vantaggio generale.

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